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05 dicembre 2014

5 motivi per cui i prezzi del greggio sono in calo e come investire nel petrolio oggi

Il prezzo del petrolio è in calo, vediamo prima di tutto i 5 motivi di tale diminuzione di prezzo e poi come poter investire nel greggio oggi in maniera efficiente, al fine di guadagnare il più possibile da questo investimento.

Le ultime tendenze del mercato energetico ci hanno messo in evidenza un calo netto dei prezzi del petrolio che, al momento in cui scriviamo, si trova attorno ai 66 dollari al barile. Questo crea, per gli investitori, delle interessanti opportunità di trading. Mentre i prezzi del petrolio continuano a scendere, gli analisti e i produttori cercano di capire quali sono le motivazioni dietro tale grande calo, soprattutto in considerazione del fatto che, anche se il benchmark del greggio scende, il costo dell'estrarre nuovo petrolio continua a salire. Quali sono, dunque, i principali fattori di questo particolare paradosso?

Il boom petrolifero americano

Gli USA stanno avendo un boom di produzione di petrolio. La produzione è cresciuta di oltre 4 milioni di barili al giorno dal 2008, il che ha portato il paese americano a tagliare le importazioni e, per la prima volta in 30 anni, a non importare più greggio dalla Nigeria. Questo, ovviamente, porta al problema di dover vendere il petrolio che prima sarebbe stato comprato dagli USA, cosa non propriamente facile considerando la crisi economica e il taglio delle importazioni di petrolio anche da altri paesi.

La Libia è tornata

A causa delle lotte interne, gli analisti avevano fino a poco tempo pensato che la produzione di petrolio da parte del paese guidato fino al 2011 da Gheddafi sarebbe stata di circa 150.000-250.000 mila barili al giorno. Ora che la Libia ha risolto (fortunatamente) i problemi interni molto più rapidamente del previsto, la produzione è salita a 810.000 barili al giorno. I funzionari libici hanno già fatto sapere al Wall Street Journal che puntano ad arrivare al 1.000.000 di barili entro la fine dell'anno e addirittura a 1,2 milioni di barili al giorno per le prime settimane dell'anno nuovo. Questo porta, ovviamente, ad una ulteriore quantità di greggio "in circolazione".

L'OPEC è martoriato da lotte interne

Ci sono state, nel corso dei giorni scorsi, numerose segnalazioni circa delle discordie interne tra i membri dell'OPEC, il che porta in molti a credere che l'OPEC non sarà in grado di regnare incontrastato sulla produzione del greggio, cosa che invece ha fatto fino a qualche tempo fa. Sauditi e kuwaitiani hanno dichiarato di trovarsi in una guerra per i prezzi del petrolio e hanno abbassato ripetutamente il costo del greggio per cercare di mantenere la quota di mercato in Asia. Sembra che i sauditi non siano disposti a rinunciare tanto facilmente alla loro quota di mercato.

L'Outlook economico europeo è negativo

Il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha detto che la crescita lenta del continente è un problema (sebbene abbia anche detto che la BCE è pronta a fare tutto il possibile per salvaguardare l'euro e per aumentare l'inflazione fino al 2%). Le esportazioni della Germania sono diminuite del 5,8 per cento in agosto, alimentando i timori che anche la più grande economia europea si trovi in numerosi problemi. Anche il FMI ha nuovamente abbassato le previsioni di crescita allo 0,8 per cento nel 2014 e al 1,3 per cento nel 2015.

La domanda asiatica è in calo

Al di là della lenta crescita economica e del deprezzamento della valuta, un certo numero di paesi asiatici hanno iniziato a tagliare le sovvenzioni per l'energia, con conseguente aumento dei costi del carburante nonostante un calo dei prezzi del petrolio a livello mondiale. Sono vari i paesi asiatici che, oggi, acquistano meno petrolio rispetto a prima, e questo influisce molto. Inoltre, per cercare di invogliare tali acquisti, occorre necessariamente calare i prezzi, non ci sono alternative.

Come possiamo sfruttare nel forex il calo dei prezzi del petrolio?

Se guardiamo al grafico del petrolio vediamo il netto calo del greggio. Non ci sono attualmente previsioni di un rialzo dei prezzi e il supporto a 65 (prima) e quello a 60 (poi) potrebbero essere superati, soprattutto se la Libia effettivamente aumenterà la produzione del greggio interna. Di conseguenza potrebbe essere una "scommessa" abbastanza sicura andare short sul petrolio.

Autore: Gino Topini

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