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Abolizione studi di settore 2017: cosa cambia?

Il 2017 vedrà l'abolizione degli studi di settore, al cui posto saranno introdotti gli indici di compliance, o indicatori di affidabilità. Che cosa cambia per l'imprenditore? Si pagheranno più o meno tasse?

E' una delle più grandi novità fiscali in Italia per il 2017: l'abolizione degli studi di settore a partire dal 31 dicembre di questo anno. Perché la nuova Legge di Bilancio ha deciso di abolire gli studi? Che novità ci saranno per le imprese? Cosa cambia? Vediamo, in questo approfondimento che rimarrà aggiornato in maniera costante, tutte le novità degli studi di settore aboliti.

Abolizione studi di settore 2017: perché?

La principale motivazione della decisione di cancellazione degli studi di settore è legata al fatto che, da quando sono stati introdotti nel 1993, ad oggi, sono diventati uno strumento obsoleto, che pochi amano e che ha portato diversi imprenditori a pagare al fisco più del dovuto per evitare multe e controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate.

L'obiettivo degli studi di settore è stato quello di far emergere delle anomalie tra il reddito dichiarato e quello stabilito in maniera statistica dall'Agenzia delle Entrate, calcolo fatto prendendo in considerazione, tra gli altri parametri, le spese aziendali.

Considerando la crisi economica e il fatto che le cose sono molto cambiate rispetto a qualche anno fa, ecco che gli studi di settore non sono più utili nel cercare di combattere l'evasione fiscale.

Ecco allora che la Legge di Bilancio 2017 ha introdotto gli indicatori di compliance.

Indicatori di compliance al posto degli studi di settore, che cosa sono? La pagella di affidabilità.

Gli indicatori di compliance 2017 – 2018, noti anche come indici di affidabilità, sono degli indicatori che serviranno per capire se la dichiarazione fatta dall'azienda sia affidabile o meno. In pratica, ogni persona ed ogni imprenditore riceverà una sorta di pagella e tanto maggiore sarà il voto finale, migliori saranno le agevolazioni e le condizioni da un punto di vista dei controlli da parte dell'Agenzia.

Non è ancora chiaro quali saranno i vantaggi per i contribuenti più affidabili, ma si ipotizza un percorso veloci per ottenere dei rimborsi fiscali, la riduzione del periodo di accertabilità e la possibilità di essere esclusi da determinati accertamenti.

Inoltre, tutti gli imprenditori potranno pagare al fisco solo le tasse effettivamente dovute e calcolate in base al fatturato, pertanto in base alle attività che sono state svolte (ricordiamo che con gli studi di settore a volte si era “costretti” a pagare di più per evitare delle incongruenze e, di conseguenza, controlli e possibili sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate).

Aumenta invece il periodo di tempo entro il quale sarà possibile fare dei controlli: 8 anni. Questo permetterà al fisco di fare un calcolo del modello di regressione più preciso e, dunque, avere informazioni più accurate ed efficienti.

A migliorare il proprio voto in pagella sarà anche l'eventuale adempimento spontaneo da parte dell'imprenditore, il quale sarà incentivato a denunciare al fisco eventuali errori e mancanze, pagando il dovuto.

Studi di settore, cancellazione 2017: conviene? E' un vantaggio?

L'obiettivo ultimo del fisco tramite la cancellazione degli Studi di Settore 2017 è legata al voler avere un sistema fiscale più snello e più equo, migliore da diversi punti di vista. L'obiettivo finale è quello di incentivare l'attività imprenditoriale, portando sempre più giovani (e meno giovani, perché no) ad aprire un'attività d'impresa in Italia.

Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

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