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18 giugno 2015

Accordo Grecia - Creditori: è improbabile che avvenga oggi

Oggi c'è una nuova puntata della "telenovela" Grecia - Troika. Il ministro delle finanze ellenico Varoufakis ha detto che, benché sia necessario un accordo, si potrebbe non riuscire a trovarlo oggi.

La Grecia ha un "dovere politico e morale" di raggiungere un accordo con i creditori per riuscire a risolvere la crisi del debito. Lo ha detto il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Egli ha anche fatto sapere, per contro, che nella riunione di oggi difficilmente si riuscirà a trovare un accordo che possa portare ad una soluzione immediata. In cambio di maggiori finanziamenti, i creditori vogliono ulteriori riforme dalla Grecia.

Syriza resiste alle richieste, i colloqui sono in fase di stallo e il timore è che la Grecia possa andare in default sul debito.

La Commissione europea, la Banca centrale europea (BCE) e il Fondo monetario internazionale (FMI) potrebbero dare nuovi aiuti al paese e permettergli di rimanere nell'euro, ma insistono sulle riforme e su ulteriori misure di austerità.

La Banca della Grecia, nel frattempo, ha avvertito anche che il rallentamento economico del paese potrebbe accelerare senza un accordo. "Il mancato raggiungimento di una soluzione potrebbe segnare l'inizio di un percorso doloroso. Ciò comporterebbe un default greco, l'uscita del paese dalla zona euro e, molto probabilmente, dall'Unione europea".

Intanto Putin è alla porta, considerando anche che il primo ministro greco Alexis Tsipras si recherà presso il St Petersburg International Economic Forum oggi e terrà dei colloqui proprio con il presidente russo domani.

Grecia, accordo o no?

Opzione 1: nessun accordo. Default della Grecia sui rimborsi al FMI e alla BCE. La BCE stacca la spina all'assistenza d'emergenza che porta denaro alle banche greche.
Opzione 2: la Grecia accetta le richieste dei creditori ed evita il default, rimanendo nell'euro
Opzione 3: non si raggiunge nessun accordo, ma entrambe le parti passano sopra (per il momento) alla cosa e la Grecia rimane nell'euro

Il paese ellenico ha ancora due settimane per trovare un accordo con i creditori ed evitare il fallimento.

Colloqui del debito greco: i principali punti critici

La Grecia non accetterà tagli alle pensioni o ai salari del settore pubblico, dato che secondo gli ellenici i due terzi dei pensionati sono al di sotto o in prossimità della soglia di povertà.

I creditori internazionali vogliono una riduzione della spesa per le pensioni pari al 1% del PIL, un dato importante considerando che questa voce rappresenta il 16% del PIL greco. Dicono che il loro obiettivo è combattere il prepensionamento.

I funzionari dell'UE dicono che la Grecia ha accettato gli obiettivi di avanzo di bilancio dell'1% del PIL quest'anno, seguito dal 2% nel 2016 e 3,5% entro il 2018. La Grecia non dice niente finché tutto non sarà concordato.

I creditori vogliono una base imponibile più ampia: la Grecia dice che non permetterà ulteriori aumenti dell'IVA sui farmaci o sulle bollette elettriche.

La Grecia lamenta che i creditori puntano ad aumentare le tasse invece che combattere l'evasione fiscale. Il FMI è preoccupato del fatto che da Atene no si stiamo offrendo riforme credibili.

La Grecia è vicina all'uscita dall'euro (Grexit)?

Molta dell'attenzione sarà focalizzata oggi sul discorso del cancelliere tedesco Angela Merkel al Parlamento tedesco (ore 9 italiane). La Merkel è sotto pressione da parte dei politici della sua coalizione per adottare una linea dura con il paese ellenico.

Mercoledì scorso, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha detto che la Grecia non ha voluto presentare nuove proposte in occasione della riunione di giovedì, il che fa presupporre che è ancora più urgente trovare un accordo.

Intanto le azioni greche hanno registrato un netto calo ieri. L'indice generale di Atene ha chiuso in ribasso del 3,2%, portando la perdita per le ultime quattro sessioni di trading a quasi il 19%.

Autore: Gino Topini

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