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03 novembre 2016

Brexit 2017 Bloccato? L'Alta Corte rimanda la decisione al Parlamento Britannico

L'Alta Corte rimanda al Parlamento Britannico di Londra la decisione finale sul Brexit. L'uscita dall'UE potrebbe essere bloccata? La May costretta alle dimissioni?

Il tribunale britannico dell’Alta Corte Britannico ha stabilito che il governo ha bisogno dell’approvazione parlamentare per “chiamare” l’articolo 50 del Trattato di Lisbona e avviare il processo del Brexit, ovvero per lasciare l'Unione europea, decisione che ritarda i piani del primo ministro Theresa May.

Ora è atteso il ricorso del Governo britannico contro la sentenza dell'Alta corte e la Corte Suprema dovrebbe considerare il caso all'inizio del mese prossimo. Una portavoce della May ha detto che il primo ministro ha ancora in programma di iniziare i colloqui per l’uscita dall’UE del Regno Unito entro la fine di marzo e ha aggiunto che non c’è alcuna intenzione di ritarda la tabella di marcia.

La sterlina, scesa bruscamente dopo il referendum dello scorso 23 giugno, ha guadagnato valore contro il dollaro americano e l’euro.

Molti investitori ritengono che il legislatore dovrebbe essere in grado di temperare le politiche del governo, il che rende meno probabile l’opzione dell’Hard Brexit, lo scenario peggiore secondo gli investitori e le banche, quello che fa più paura.

Brexit 2017: c’è incertezza

Il Parlamento potrebbe in teoria bloccare il Brexit, il che è un “rischio” concreto per il paese britannico considerando che la maggior parte dei legislatori preferisce rimanere in UE piuttosto che lasciare.

I negoziati non sono ancora nemmeno iniziati, nei prossimi tempi ci sarà molta incertezza sui mercati, estrema volatilità sulla borsa inglese di Londra (con l'indicatore ATR si può misurare la volatilità) e sui principali rapporti di cambio come euro sterlina o sterlina dollaro, a cui aggiungere anche i dubbi relativamente alle prossime mosse della BoE in termini di tassi di interesse.

> Conseguenze del Brexit su Sterlina e Euro

Elezioni del Primo Ministro 2017?

Qualora la decisione del Parlamento dovesse essere negativa, gli economisti di Deutsche Bank hanno predetto che la May (la quale appoggia il Brexit) potrebbe essere costretta alle dimissioni, il che porterebbe alle elezioni generali già il prossimo anno.

Nonostante questo, un portavoce del Primo Ministro ha detto che, comunque vadano le cose, non ci sarà alcuna elezioni prima del 2020.

In risposta alla decisione dell’Alta Corte inglese, Theresa May ha anche detto che in realtà non ha bisogno dell'approvazione del Parlamento per l'attivazione dell'articolo 50, sotto un potere storico di "prerogativa reale", in cui i ministri agiscono in nome del monarca. L'Alta Corte ha respinto tale argomento ed i giudici hanno concesso l'autorizzazione del governo di ricorrere alla Corte Suprema, massimo organo giudiziario della Gran Bretagna, che dovrebbe decidere tra il 5 e l’8 dicembre prossimi.

Anti-Brexit 2017, la vittoria di Gina Miller

La protagonista principale della sfida alla May è Gina Miller, gestore di investimenti, la quale ha raccolto il supporto di tantissime persone pro-UE, tra cui anche il leader scozzese Nicola Sturgeon. La Miller ha detto che questa non è una vittoria personale, bensì una mossa che va in favore del futuro del Regno Unito. La donna ha anche detto che uno dei grandi argomenti del referendum è stata la sovranità parlamentare, e ora non la si può buttare via in pochissimo tempo.

Pro-Brexit: decisione vergognosa

I fautori del Brexit affermano che la sentenza è stata "vergognosa" e che la democrazia del paese è stata danneggiata da un gruppo d'elite di persone nel sistema legale. Il voto in Parlamento è del tutto inutile, in termini di tempo e tradisce la volontà democratica del popolo.

Nigel Farage, a capo del movimento anti-UE del partito UKIP, ha detto su Twitter che teme che la sentenza potrebbe trasformarsi nel tentativo di far naufragare completamente il Brexit, la decisione del popolo britannico.

I leader dell'UE sono frustrati dai messaggi contrastanti che dicono di aver ricevuto da Londra dopo il referendum di giugno e diversi parlamentari di alto livello in Germania hanno messo in guardia la Gran Bretagna contro ulteriori ritardi nella precisazione della sua strategia di Brexit.

Axel Schaefer, leader parlamentare deputato per i socialdemocratici, che fa parte della coalizione di governo del Cancelliere Angela Merkel, ha detto che non può assolutamente accadere che il governo usi questa nuova situazione come una scusa per ritardare ulteriormente l'articolo 50.

Brexit, si o no?

C’è chi è convinto che il Brexit, alla fine, potrebbe non farsi. Il Parlamento inglese, qualora venisse realmente interpellato, potrebbe prendere una decisione negativa e allora tutte le parole e le promesse di indipendenza del paese saranno vane.

Fino ad allora, dal punto di vista degli investimenti e del mercato forex, saremo di fronte ad una grande incertezza che richiede molta calma e, in alcuni casi, stop loss stretti per evitare delle perdite eccessive.

Intanto, l'incertezza mina le necessità di chi si trova ad aver a che fare con il Regno Unito, per investire in Inghilterra o a Londra, oppure per fare Erasmus. In ogni caso bisognerà solo attendere e adattarsi di conseguenza.

Autore: Gino Topini

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