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08 novembre 2016

Cosa sono i Buoni Fruttiferi Dematerializzati: info rendimento e differenze

I Buoni Fruttiferi postali sono una soluzione alternativa a quella classica, cartacea. Come rendimenti e convenienza, però, non ci sono differenze.

Tra le varie tipologie di buoni postali che le Poste italiane mettono a disposizione dei risparmiatori, troviamo anche i cosiddetti buoni fruttiferi dematerializzati, che cosa sono e che differenze ci sono con quelli classici?

Cosa sono i buoni fruttiferi postali dematerializzati

Con questo termine si intende semplicemente un buono fruttifero non cartaceo, ma digitale. Ogni singola operazione, come ad esempio la registrazione degli interessi periodici, viene fatta dunque per via telematica e non cartacea.

Di conseguenza, il soggetto che investe in questi titoli sicuri, non si ritroverà tra le mani un titolo "fisico", bensì uno virtuale, indubbiamente più comodo da "maneggiare" e più sicuro.

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Per il resto, non cambia nulla: stessa tipologia di buoni che si possono aprire, stessa remunerazione, stessa utilità del titolo principalmente per i risparmiatori piuttosto che per gli investitori in quanto i rendimenti sono al minimo.

Quali sono i buoni dematerializzati sottoscrivibili anche nel 2017? Dal sito ufficiale di Poste Italiane apprendiamo che questi buoni possono essere sottoscritti sia in forma cartacea che dematerializzata:

  • BFP Ordinari
  • BFPDiciottomesi (18 mesi) e BFPDiciottomesi Plus (18 mesi +)
  • BFP a 2 anni Plus
  • BFP3x4
  • BFPFedeltà e BFP3x4Fedeltà
  • BFPRenditalia

Questi buoni possono, invece, essere emessi solo in forma dematerializzata:
  • BFP Indicizzati all’Inflazione
  • BFP7insieme

Infine, i "BFP dedicati ai minori" sono emessi solo in forma cartacea, ma solo per l’emissione sotto forma di Piano di Accumulo (PAC) dematerializzato.

Chi può avere un buono dematerializzato (digitale)?

La richiesta può essere fatta da chi ha un libretto Smart o un conto corrente postale. Tutte le altre condizioni di emissione sono le stesse della versione cartacea.

Come accade per la versione cartacea ordinaria, anche i buoni dematerializzati possono essere cointestati tra due persone.

Conviene sottoscrivere un buono dematerializzato o uno cartaceo? Che differenze ci sono?

Considerando che le condizioni economiche sono le stesse, la decisione finale spetta a voi, e potete prenderla senza alcuna preoccupazione di perdere denaro.

Investire in buoni fruttiferi postali cartacei rimane l'opzione preferita di chi è più legato a soluzioni "classiche" e preferisce avere un pezzo di carta tra le mani, i giovani potrebbero invece optare per i buoni dematerializzati ordinari, quelli indicizzati a scadenza e tutte le altre soluzioni alternative che abbiamo elencato qui sopra.

Come detto in apertura, non ci sono differenze tra la versione classica e quella dematerializzata di questi buoni, né in termini di rendimenti, né come tasse da pagare (da ricordare che i BFP sono soggetti ad una tassazione del 12,50% sugli interessi ricevuti, ne parliamo anche nel nostro testi sul calcolo dei buoni fruttiferi), né come reddito ISEE, né in termini di successione e così via.

In conclusione, possiamo dire che i BFP dematerializzati sono una soluzione interessante che, con il progressivo aumentare della tecnologia, potrebbe prendere piede in maniera sempre più interessante.

Autore: Gino Topini

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