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07 ottobre 2016

Crisi del Franco Svizzero: perché la BNS ha sganciato il franco dall'euro

La crisi del franco svizzero è stata scatenata dalla Banca Nazionale Svizzera che ha deciso di sganciare la sua moneta dall'euro. Vediamo le motivazioni e le possibili ripercussioni sull'economia elvetica.

Nel mondo delle banche centrali, prendere delle decisioni lente e prevedibili è l'obiettivo principale. Così, il 15 gennaio, quando la Banca nazionale svizzera (BNS) ha improvvisamente annunciato che non avrebbe più tenuto il franco svizzero ancorato ad un tasso di cambio fisso con l'euro, è sorto il panico. Il franco è salito su tutti i mercati, mercoledì 1 euro valeva 1,2 franchi svizzeri mentre a un certo punto di giovedì il valore della moneta unica era a soli 0,85 franchi. Un certo numero di hedge fund in tutto il mondo ha fatto registrare delle grandi perdite ed il mercato azionario svizzero è crollato. Perché la Banca nazionale elvetica ha provocato un tale caos?

La BNS ha introdotto il blocco del tasso di cambio nel 2011, mentre i mercati finanziari di tutto il mondo erano in subbuglio. Gli investitori considerano il franco svizzero come una risorsa "sicura", insieme ai titoli di stato americani: li compra e si sa che il denaro non sarà a rischio. Gli investitori pensano che il franco è una scommessa sicura perché il governo svizzero è gestito in maniera sicura: il bilancio è in pareggio, per esempio.

Mano a mano che gli investitori si sono rifugiati nel franco svizzero, la cosa ha drammaticamente spinto verso l'alto il suo valore. Un franco costoso fa male alla Svizzera perché l'economia è fortemente dipendente dal vendere all'estero: le esportazioni di beni e servizi hanno un valore di oltre il 70% del PIL elvetico. Per abbattere il valore della moneta, la BNS ha stampato nuovi franchi e li ha usati per comprare euro.

Aumentare l'offerta di franchi rispetto all'euro ha portato il valore del franco a scendere (garantendo un cambio fisso di un euro per 1,2 franchi). Grazie a questa politica, alla fine del 2014 la BNS aveva accumulato circa 480 miliardi di dollari, una somma pari a circa il 70% del PIL svizzero.

Perché la BNS ha scatenato la crisi del franco

La BNS ha improvvisamente tolto il tappo la scorsa settimana e sganciato il franco dall'euro per diversi motivi.

In primo luogo, molti svizzeri sono arrabbiati del fatto che la BNS ha costruito delle riserve valutarie di grandi dimensioni. La stampa di tutti questi franchi si dice che alla fine porterà ad un fenomeno di iperinflazione. Questi timori sono probabilmente infondati dato che l'inflazione svizzera è troppo bassa. Si tratta però di una questione politica molto "calda". Nel mese di novembre è stato indetto un referendum che, se fosse passato, avrebbe reso difficile per la Banca nazionale aumentare le sue riserve.

In secondo luogo, la BNS ha rischiato di irritare anche i suoi critici a causa del fatto che la BCE dovrebbe, questo giovedì, introdurre un suo QE. Ciò comporterà una forte creazione di moneta per comprare il debito pubblico dei paesi della zona euro, il che potrebbe spingere verso il basso il valore dell'euro e la cosa avrebbe chiesto alla BNS di stampare molti altri franchi per mantenere il tappo.

C'è anche un terzo motivo dietro la decisione della BNS. Nel 2014 l'euro si è deprezzato rispetto alle principali valute. Come risultato, il franco (essendo ancorato all'euro) si è anche deprezzato: lo scorso anno ha perso circa il 12% del suo valore nei confronti del dollaro e della rupia indiana. Un franco più economico aumenta le esportazioni verso l'America e verso l'India, paesi che insieme costituiscono circa il 20% del totale delle esportazioni svizzere. Se il franco svizzero non è così sopravvalutato, dunque, la BNS non ha motivo di continuare a cercare di indebolirlo.

Che effetti avrà la crisi del franco sull'economia svizzera?

La grande domanda ora è quanto farà male all'economia svizzera questo sganciamento. Il mercato azionario è sceso perché le aziende svizzere ora trovano maggiori difficoltà a vendere i loro prodotti ai clienti europei. UBS ha declassato le sue previsioni per la crescita svizzera nel 2015 dal 1,8% al 0,5% e il paese probabilmente resterà in deflazione.

Ma la BNS non deve essere biasimata per la rimozione del tappo. Piuttosto, dovrebbe essere criticata per averlo in primo luogo adottato. Quando le banche centrali cercano di manipolare i tassi di cambio, si finisce quasi sempre in lacrime, come è successo con il possibile fallimento di Alpari.

Autore: Gino Topini

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