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08 febbraio 2017

Crisi Grecia 2017: in dubbio il futuro del paese nell'euro

La Grecia si trova di nuovo a dover fare i conti con i suoi creditori e il 20 febbraio si deciderà se sarà dentro o fuori.

Siamo di nuovo di fronte all'incognita "Grexit", ovvero l'uscita della Grecia dall'Unione Europea. La situazione nel paese di Tsipras non è cambiata di molto negli ultimi mesi anche perché siamo di nuovo a chiederci se il paese riuscirà a trovare il denaro per non fallire, neanche questa volta. Il futuro del paese greco è nelle mani dei suoi creditori, la Germania in primis, e il Fondo Monetario Internazionale poi. Di recente, proprio l'istituzione guidata da Christine Lagarde ha sottolineato che la situazione in Grecia è insostenibile.

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Anche se è una cosa attira a malapena l'interesse dei media internazionali, si parla ancora una volta di Grecia e Grexit, con il governo guidato da Tsipras che ancora è a corto di soldi e in conflitto con i principali creditori, che a loro volta hanno accusato il politico class '74 di non riuscire a portare a termine le riforme concordate e legate alle condizioni di salvataggio della Grecia.

Di recente sembra che a causa del calo di popolarità tra la gente, Tsipras abbia deciso di non seguire le condizioni di salvataggio, dando un bonus per Natale ai pensionati del paese, che sono stati duramente pressati dall'inizio della crisi e più volte hanno dovuto subire un taglio alle pensioni. I creditori hanno detto di essere furiosi in merito a questa scelta e, in risposta, hanno sospeso le discussioni sulla riduzione del debito ellenico, che forse sarebbe stata l'unica ancora di salvezza del paese.

Oggi, con la Grecia ancora una volta a corto di soldi e con l'FMI che si incontrerà il 20 febbraio prossimo, le cose si prospettano negative per il paese dove è nata la democrazia, e forse addirittura peggiori di quelle di due anni fa.

La differenza fondamentale è che, dopo aver lavorato in maniera superlativa nel 2015, nessuno questa volta sta prendendo sul serio Tsipras. La spiegazione più plausibile legate al suo comportamento è che sta preparando il terreno per le elezioni anticipate, che sa di perdere, anche se attraverso le ultime decisioni spera di poter uscire di scena con intatta la reputazione di difensore della Grecia, in maniera tale che possa lasciare una buona situazione al suo successore. Certo è che nessuno si aspetta che il Primo Ministro decida di traghettare la Grecia fuori dall'euro, anche perché se fosse questo è davvero il piano, allora siano di fronte ad una fine pacchiana di un governo disastroso, che ha gravemente indebolito le forze anti-euro della Grecia proprio nel momento in cui l'opinione all'interno del paese, e in Europa, verso l'euro, sta iniziando a scricchiolare un po'.

Da aggiungere anche che la misura in cui la linea dura di Tsipras si è tramutata in un vero e proprio bluff per i greci è doppiamente umiliante rispetto a quello che era successo in precedenza a Cipro.

La crisi di Cipro e la differenza con quella della Grecia

Durante la crisi del debito della piccola isola del Mediterraneo, lo stesso gruppo di ministri delle finanze dell'UE che hanno imposto una soluzione finanziaria disastrosa in Grecia, è arrivata con il folle piano di prendere denaro da ogni deposito bancario al fine di finanziare il piano di salvataggio delle due principali banche cipriote, Laiki e la Banca di Cipro, che erano in difficoltà.

Per fortuna, il disastro è stato evitato perché il parlamento cipriota ha votato all'unanimità per respingere l'assurda proposta. Il governo ha anche fatto sapere che sarebbe stato disposto a tornare alla vecchia moneta, a meno che l'Eurogruppo non avesse deciso di fare marcia indietro. Dal momento che tutti potevano vedere che i ciprioti non scherzavano, è stato l'Eurogruppo a doversi fermare.

Il risultato è che, anche se Cipro è stata colpita in maniera eccezionalmente dura dalla crisi, il suo Parlamento ha salvato il sistema finanziario dal collasso e l'economia è stata in grado di recuperare.

Tragicamente, la Grecia non è stata finora in grado di trovare quel grado di durezza e di unità, e i greci oggi ne stanno pagando il prezzo.

Autore: Gino Topini

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