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17 giugno 2015

Crisi Grecia: e se Tsipras dovesse Accettare le Condizioni della Troika?

Immaginiamo per un attimo che Tsipras accetti le condizioni imposte dalla Troika per ricevere gli aiuti e decida di aumentare le tasse e intervenire sulle pensioni. Sarebbe tutto risolto? La Grecia risolverebbe i suoi (tanti) problemi?

Supponiamo per un momento che l'Unione Europea ottenga ciò che esige dal primo ministro greco Alexis Tsipras. Potrebbe non accadere, ma immaginiamo che Tsipras si arrenda. Per quanto tempo questa decisione potrebbe essere considerata una vittoria?

Tsipras accetta i nuovi obiettivi dell'UE, meno esigenti in termini di avanzo primario di bilancio. Il punto di disaccordo riguarda i provvedimenti usati per raggiungere tali numeri di bilancio. Invece di aumentare il tasso di imposta sul valore aggiunto su una gamma più ampia di beni, Tsipras dice che attaccherà l'evasione e la frode fiscale. L'UE vuole più tagli alla spesa pubblica in materia di pensioni, cosa che Tsipras rifiuta di prendere in considerazione. Per qualche ragione, l'Europa ha insistito anche su ulteriori riforme del mercato del lavoro, che sarebbero certamente auspicabili, ma difficilmente daranno adito ad un'ulteriore crescita nel breve termine.

Supponiamo, come detto, che la Grecia decida di aumentare l'IVA e di tagliare la spesa. Ci sono buone probabilità che questo sia il suo ultimo atto da primo ministro ellenico. Sarebbe una forte rottura delle promesse elettorali e, a parte questo, Tsipras farebbe infuriare la fazione del suo partito che pensa che ha già concesso troppo. Con Tsipras andato, a questo punto, il prossimo governo greco potrebbe essere più flessibile, più incline a mantenere la nuova aliquota IVA o a fare ancora altri tagli. In realtà, potrebbe non essere così.

Andiamo avanti, però. Supponiamo che Tsipras capitoli e che il nuovo governo possa essere così affidabile in materia di politica fiscale. Questo sarebbe sufficiente per mettere le finanze pubbliche greche sulla via della sostenibilità? Ricordiamo che rendere "non eccessivo" il debito greco è lo scopo principale dell'Europa.

La risposta è no, il debito non diventerebbe sostenibile.

Il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, ha pubblicato un articolo domenica in cui ha detto che per raggiungere dei nuovi obiettivi di sostenibilità occorre fare nuovi finanziamenti e ridurre il debito. Ma l'Europa non discuterà tale diminuzione fino a che la Grecia non porterà le finanze pubbliche ad un livello più sostenibile.

Il FMI dice che la Grecia non può rendere più sostenibili le sue finanze senza la riduzione del debito, l'Europa invece dice che deve farlo.

Tsipras è ovviamente infuriato. La sua recente affermazione che l'Europa "saccheggia" il suo paese è notevole, anche per i suoi standard.

Quello che l'Europa sta chiedendo alla Grecia non può essere fatto: un governo non può credibilmente impegnarsi a fare quello che è politicamente impossibile. Anche secondo il FMI la cosa non funzionerebbe.

Detto questo: perché? Chi vuole fare fuori la Grecia (o l'euro)? Per quale scopo?

Autore: Gino Topini

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