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17 dicembre 2014

Crisi del Rublo: perchè l'OPEC ha fatto a pezzi la valuta russa

L'OPEC, il cartello che gestisce la maggior parte dei paesi esportatori di greggio al mondo, ha avuto un'influenza non da poco nella diminuzione del valore del rublo, vediamo perché e cosa sta facendo al Banca Centrale Russa per rispondere a questo enorme problema, prima del default del paese.

La Banca centrale della Russia (CBR) stava facendo tutto nel modo giusto nella risposta al recente crollo dei prezzi del petrolio nel tentativo di tenere a galla il rublo, la sua valuta, intervenendo solo per appianare le forti fluttuazioni dei prezzi. La banca ha aumentato i tassi di interesse per contrastare l'inflazione interna nonostante la debolezza dell'economia russa, anche a causa delle sanzioni occidentali. Ha cercato di mettere in campo delle azioni per difendere la moneta russa, anche quando è stata accusata di essere "nemica del Paese". Ha cercato, e ottenuto, il sostegno politico ai massimi livelli per le sue azioni.

Il Governatore della CBR, Elvira Nabiullina aveva previsto che lasciare libero di rublo di cadere contro il dollaro potrebbe permettere alla Russia di superare la tempesta senza subire una perdita catastrofica. Se il prezzo del petrolio si è stabilizzato a 65 dollari al barile, per avere una stabilizzazione dell'economia russa anche il rublo deve scendere. Il problema è che la Nabiullina ha frainteso l'OPEC.

Nonostante gli appelli dai più piccoli membri di cartello, come Ecuador e Venezuela, di un taglio alla produzione, l'OPEC ha permesso al prezzo del petrolio di andare in caduta libera. Solo due giorni fa il Ministro dell'Energia arabo ha suggerito che il prezzo del petrolio potrebbe cadere ancora ed arrivare a 40 dollari al barile.

Questo è stato disastroso, uno scenario che di peggio non potevano essercene per l'economia russa. Un prezzo di 40 dollari al barile è semplicemente inimmaginabile. L'economia russa è terribilmente dipendente dal petrolio: se il prezzo del petrolio scende così basso ci sarà una grave recessione economica e il default diventa una possibilità reale, così come la fuga di capitali.

A questo punto l'inesperienza di Nabiullina diventa evidente. Qualsiasi altro governatore di banca centrale, di fronte ad una tale problematica, avrebbe apertamente cercato di riportare su il valore del rublo e calmato i timori di collasso economico e di default, rassicurando al tempo stesso gli investitori. La gestione dei media è una capacità essenziale per i banchieri centrali, ma purtroppo non sembra far parte della formazione di Nabiullina. E per questo tutto sta andando terribilmente storto.

Nella mezzanotte tra il 15 e il16 dicembre, la CBR ha annunciato un aumento del 6,5% del tasso di interesse, un messaggio completamente sbagliato. Invece di calmare i mercati, è stato inevitabilmente interpretato come un messaggio di panico. Al mattino, la fiducia nella CBR era evaporata e il rublo era in caduta libera.

Ora sembra che la Nabiullina stia imparando tardivamente la gestione dei media. Reuters riporta che presso la TV statale, proprio questa mattina, il governatore russo ha detto che il rublo è "sottovalutato" e ha affermato che la banca centrale è pronta a coordinarsi con il governo per sostenerne il valore. Gli aspetti geopolitici di questo gioco rendono impossibile per una banca centrale giocare da sola. Nabiullina ha fatto un terribile errore ma oggi ha fatto la cosa giusta. La sua strategia è fallita anche perché l'OPEC ha giocato una partita più difficile di quanto si aspettasse, e in parte perché le tensioni politiche attorno alla Russia stanno spaventando gli investitori. Ora deve mobilitare l'artiglieria pesante. Alla fine, la responsabilità per l'economia è dei politici, non dei banchieri centrali. Saranno probabilmente necessari controlli sui capitali per arginare la fuga di capitali e ripristinare la fiducia. Ora la palla passa al presidente Putin.

Autore: Gino Topini

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