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07 novembre 2016

Crisi del Venezuela: che cosa è andato storto?

Perché si è scatenata la crisi del Venezuela? Cosa ha portato un paese che era in crescita economica a toccare quasi il baratro?

Dalle spiagge caraibiche alle montagne innevate, il Venezuela ha davvero tutto, tra cui le più grandi riserve di petrolio nel mondo. Molti della classe professionale più ricca e florida hanno lasciato il paese quando Hugo Chavez ha preso il potere nel 1999, ma i primi anni del suo governo hanno visto una massiccia riduzione della povertà, un maggior numero di bambini a scuola e un maggiore accesso all'acqua potabile.
Ora, il Venezuela è in una forte crisi alimentare, energetica e di salute in generale. Che cosa è successo?

Il crollo dei prezzi del petrolio

I programmi sociali di Chavez sono stati possibili grazie ai proventi del petrolio. Quando il greggio era a circa 100 $ al barile, i milioni che arrivavano dal petrolio potevano essere spesi per i programmi sociali e le sovvenzioni sul cibo. Ma con i prezzi dell’oro nero scesi al di sotto di $ 30 al barile, qualche tempo fa, e oggi ancora al di sotto di $ 50, la situazione è diventata insostenibile.

I prezzi del petrolio in discesa rendono difficile, per il governo, importare beni che sarebbero preziosi e, infatti, ci sono forti carenze di prodotti fatti al di fuori del Venezuela, tra cui le medicine.

Il controllo dei prezzi

Chavez ha ordinato che i prezzi dei beni di prima necessità dovessero essere tagliati, in modo che tutti possano permettersi di acquistarli. Il costo ufficiale di un sacchetto di farina di mais, usato tutti i giorni per cibo, è di 190 bolivares (19 dollari americani al tasso di cambio ufficiale). E anche se è conveniente per i consumatori, il prezzo della farina e di altri beni chiave è inferiore al costo di produzione, dunque le aziende nazionali hanno smesso di produrre. Questo ha reso le importazioni più importanti, le quali però sono aggravate dai minori introiti derivanti dal petrolio.

Crisi del Venezuela, il problema dell’inflazione

Il Venezuela pubblica raramente i propri dati economici, ma il Fondo monetario internazionale riporta che il paese è paralizzato da un aumento dei prezzi reali, quelli che si pagano lontano dai negozi di governo dove i prezzi sono tenuti artificialmente bassi.

Il tasso di inflazione del paese sudamericano è tra i più alti al mondo, nel 2016, e dovrebbe continuare ad esserlo anche nel 2017.

La lotta politica sui problemi economici del paese Venezuelano

Il presidente Nicolás Maduro è stato presentato da Chavez come suo successore, ma non ha né il carisma né il prezzo del petrolio dalla sua per far vivere tranquilli i venezuelani. L'anno scorso, l'opposizione ha vinto la maggioranza dei seggi in parlamento e ha lanciato una campagna per sbarazzarsi di Maduro, ma il presidente ha dichiarato semplicemente che il Parlamento aveva perso validità politica e ha giurato di rimanere.

Le conclusioni sulla crisi in Venezuela

L'impatto dei problemi del paese sono fin troppo evidenti alla maggior parte dei venezuelani. La mancanza di cibo e di beni fondamentali, come il latte, la farina e la carta igienica si fanno sentire.

Questa situazione porta ad un aumento della disoccupazione, un incremento del crimine (anche quello violento) e addirittura problematiche come la malaria, una volta quasi sradicata, è tornata a farsi sentire.

Se i prezzi del petrolio non dovessero tornare a salire e il paese non dovesse tornare a crescere economicamente, la situazione per il Venezuela è destinata a rimanere difficile.

Molto dipende, ora, dall’OPEC e dagli altri paesi produttori di petrolio, dalle cui decisioni dipendono tutte le persone che vivono a Caracas e non solo.

Autore: Gino Topini

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