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10 novembre 2016

Previsioni Dollaro USA 2017

Come si muoverà il dollaro USA contro le altre valute nel 2017? Vedremo la parità tra euro e dollaro?

Trump Presidente, che previsioni per USD?

Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti, vincendo ad inizio novembre contro Hillary Clinton. L'arrivo del magnate americano alla presidenza della prima potenza economica del mondo porta un po' di paura e i mercati hanno reagito, immediatamente dopo le elezioni, in maniera molto forte, facendo crollare il prezzo del dollaro americano USD.

Alcuni esperti, prima ancora dell'elezione, avevano previsto un crollo sostanziale del dollaro contro tutte le altre valute, in realtà, come anche abbiamo visto nel nostro articolo sulle previsioni dollaro USA yen giapponese, il dollaro americano, dopo le prime ore di smarrimento, ha ripreso forza.

> Ti invitiamo a leggere anche le previsioni 2017 per il peso messicano.

Aggiornamento 2017

Il cambio euro dollaro è il più importante nel mondo del forex, il più "tradato", quello più scelto dagli investitori di tutto il mondo.

Per il 2017 ci si attende un progressivo calo dell'euro contro il dollaro, in virtù del fatto che la crisi economica, negli States, sta passando più velocemente e meglio che in Europa, continente alle prese anche con una forte crisi di identità politica (che si scontra, spesso, sull'emergenza migranti).

Certo è che bisognerà attendere anche i risultati delle elezioni presidenziali 2016 prima di poter avere un'idea più chiara di come queste due valute si muoveranno l'una di fronte all'altra.

Previsioni dollaro USA per il 2017

Qualche mese fa la Yellen, presidente della FED, ha alzato i tassi di interesse per la prima volta dall'inizio della crisi economica. Si è trattato, più che di un incremento deciso, solo di una "lavata di faccia": un quarto di punto percentuale, dallo 0,25% allo 0,50%, buono più per dare una prima scossa verso le "fine della crisi economica" che per altro.

Nonostante questo, i mercati hanno reagito in maniera molto positiva, come era ovvio attendersi.

Partendo da questo incremento dei tassi, atteso già per lo scorso settembre e poi rimandato a dicembre, che cosa ci si può attendere dal dollaro americano? Quali sono le previsioni 2017 per il "buck"?

Parità euro - dollaro, nel 2017 avverrà?

Secondo alcuni, la parità eurodollaro sarebbe dovuta avvenire già nel 2016 e ora si dice che potrebbe essere rimandata al 2017, ma sono solo ipotesi.

E' difficile da dire, anche perché c'è chi giura di si, chi invece dice di no. Certo è che la nostra valuta ha già dimostrato di saper resistere ad un calo oltre certi limiti, almeno fino ad ora.

Il valore dell'eurodollaro, attorno a 1,085 , è per il momento ben lontano dalla parità, ma si sa che, se ci fossero tutti i tasselli al posto giusto, potrebbe essere questione di poco.

Come abbiamo già scritto nella nostra previsione parità 2016 euro dollaro, la nostra moneta potrebbe non trovare la parità contro il "buck" americano e, anche se ciò dovesse avvenire, potrebbe accadere solo più in là nel corso del prossimo anno (forse nel quarto trimestre, ovviamente degli imprevisti sono da tenere in conto).

Dollaro - sterlina inglese, prevista una caduta del GBP a 1,35

Secondo i tedeschi di Deutsche Bank, il prossimo anno per il rapporto di cambio tra sterlina e dollaro sarà alquanto difficile. Si prevede un rinforzamento del dollaro americano un po' su tutti i fronti e contro tutte le altre valute.

Le previsioni dei teutonici vogliono una salita media del dollaro USD, per i prossimi due anni, del 10% circa all'anno.

La sterlina dovrebbe soffrire in maniera particolare a causa di un mix tra contrazione fiscale, un obiettivo del deficit difficile da raggiungere e il dilemma Brexit.

Cosa dicono gli esperti sul movimento del dollaro nel 2017?

Una delle debolezze del mercato è la tendenza a trovare similitudini con dei periodi precedenti. E sappiamo che il forex si basa molto su questo concetto. Lo scorso anno era è stato spesso paragonato al 2011, con la correzione tra agosto e settembre che è stata innescata in seguito ai timori relativi alla Cina, agli Stati Uniti e all'Europa.

La preoccupazione principale su cui ora il mercato si sta concentrando riguarda gli energetici e il loro effetto sui mercati. Considerando che i bassi costi dell'energia e delle materie prime sono buoni per l'economia degli Stati Uniti (e per le altre economie sviluppate) in quanto i consumatori hanno più soldi da spendere, il mercato azionario ha una quota molto grande di aziende che lavorano con l'energia. Quindi, c'è giusta preoccupazione che i produttori di energia possano andare in bancarotta.

Il meccanismo è il seguente: la caduta dei prezzi dell'energia è causa di stress nel settore dell'energia, che a sua volta si estende ad altri settori ad alto rendimento fino ad avere un ciclo di feedback negativi per le attività di rischio e per la fiducia in generale.

L'incertezza sui mercati del credito è dannosa e nonostante una reazione positiva ai nuovi tassi di interesse della Federal Reserve, i partecipanti al mercato stanno rispolverando il confronto con i precedenti rialzi di tasso per cercare delle somiglianze.

Non sembra avere importanza che i bassi prezzi del petrolio abbiano causato un rallentamento negli Stati Uniti e che sono pochi gli indicatori anticipatori di una recessione attualmente visibili. Il mercato non è convinto e vuole continuare ad avere chiarezza sulla futura politica della banca centrale americana (la più importante al mondo) e sulla crescita mondiale.

Il FMI prevede degli States possano crescere del 2,8 per cento, mentre l'Europa del 1,6 per cento. Si prevede anche una crescita per la Cina del 6,3 per cento, il che sarebbe un dato positivo per la crescita globale.

L'incertezza principale ruota sempre intorno alla direzione del dollaro USA nel 2017. Se la storia è ancora una volta guida nel mercato delle valute, la sua forza dovrebbe svanire poco a poco nel ciclo di aumenti dei tassi da parte della Fed.

Come investire nel 2017

Sul fronte azionario ci si potrebbe voler concentrare sui mercati emergenti, mentre i mercati sviluppati si stanno finalmente riprendendo da un ciclo di deleveraging pluriennale che ha portato ad una crescita depressa, mentre i mercati emergenti si stanno muovendo da un boom del credito proprio in virtù di questo deleveraging. Per maggiori informazioni ti invitiamo a leggere il nostro testo sulle azioni 2017.

Autore: Gino Topini

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