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09 febbraio 2015

Downgrade delle obbligazioni della Russia a "spazzatura": il rublo ancora in calo

La Russia è costretta a subire un altro duro colpo a causa della decisione di S&P, una delle agenzie di rating più importanti al mondo, di portare a "spazzatura" il valore dei titoli del paese. Il rublo reagisce e perde terreno.

Non si fermano i problemi per la Russia, con l'economia che ha dovuto assorbire un altro duro colpo, questa volta dalla società di rating Standard & Poor che ha fatto sapere di aver tagliato il rating del Paese a "junk", ovvero spazzatura, fatto accaduto per la prima volta da un decennio.

Mentre la mossa era stata ampiamente anticipata dai mercati finanziari, la notizia ha contribuito a guidare il rublo ancora più in basso (ricordiamo che la valuta russa aveva perso valore anche dopo le decisioni dell'OPEC di non tagliare la produzione di greggio).

Fortemente dipendente dalle esportazioni di greggio, la Russia deve affrontare la crescente pressione degli Stati Uniti e dell'Europa a causa dei disordini in Ucraina orientale e dell'annessione della regione di Crimea. Sabato scorso, gli Stati Uniti e i leader europei hanno minacciato nuove sanzioni contro Mosca. Allo stesso tempo, il calo del 51% del rublo nei ultimi sette mesi ha alimentato l'inflazione e ha costretto la banca centrale russa a far salire i tassi di interesse ponendo un freno alla crescita economica.

L'impatto della decisione di S&P è stato tuttavia mitigato dalla decisione di Moody Investors Service e di Fitch Ratings (le altre due grandi agenzie di rating) di non procedere. Nonostante questo, sia Moody che Fitch hanno il rating dei titoli russi sull'orlo della spazzatura e hanno già dato segni di poter tagliare ulteriormente.

Il rublo in calo dopo il downgrade dei titoli

La valuta stava già calando ieri prima del downgrade, con i commercianti che sono preoccupati per l'impatto delle potenziali  sanzioni sull'economia russa. La valuta  è scesa ulteriormente dopo il downgrade e ora si trova vicino ai livelli osservati a metà dicembre, quando il crollo dei prezzi del petrolio ha causato il primo calo del rublo. Solo l'emergenza aumento dei tassi di interesse da parte della banca centrale russa ha fermato il declino.

Il ministro delle finanze russo Anton Siluanov ha detto che non c'è "alcuna ragione di drammatizzare la situazione".

Il downgrade riflette una combinazione di accadimenti negativa contro il paese russo, tra prezzi del petrolio più bassi, sanzioni e il conflitto in Ucraina, oltre che la difficile bagarre geopolitica con l'Occidente che non mostra segni di allentamento. Questi fattori continueranno a pesare sul bilancio della Russia.

Il downgrade a junk cementa la tendenza di fondo degli investitori a vendere i loro beni in Russia, il che significa che la banca centrale dovrà sostenere il rublo mantenendo i tassi di interesse al 17% e potrebbe dover intervenire direttamente sul mercato dei cambi.

Le previsioni di crescita 2015 per la Russia

Le previsioni di crescita della Russia da parte di S & P vedono un'espansione di circa lo 0,5% annuo a partire dal 2015 e fino al 2018, al di sotto del 2,4% degli anni precedenti. L'inflazione, invece, dovrebbe salire al di sopra del 10% nel 2015.

Autore: Gino Topini

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