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05 maggio 2015

L'economia dell'Italia torna a crescere

L'economia italiana torna a crescere secondo la Commissione UE, complice anche il calo del prezzo dell'euro. Positivi i dati di PIL ed occupazione per il 2015 e per il 2016.

Finalmente arrivano le buone notizie: l'economia italiana migliora e torna a crescere. Il QE di Mario Draghi inizia ad avere i suoi effetti anche all'interno dei nostri confini.

La Commissione UE dice che "l'economia italiana è tornata a crescere nel 2015" e che "continuerà a farlo, in maniera ancora più forte, nel 2016". Le stime prevedono che per quest'anno registreremo una crescita globale dello 0,6%, mentre addirittura il PIL italico nel 2016 sarà in salita del 1,4%.

Ad aiutare l'Italia c'è soprattutto il settore dell'export, che a sua volta è favorito dal calo di valore dell'euro nei confronti delle altre valute, in maniera particolare contro dollaro e sterlina britannica (per avere una maggior chiarezza del movimento della nostra valuta guarda il grafico EUR/USD e il grafico EUR/GBP).

L'aumento delle esportazioni dovrebbe, inoltre, dare il "la" a nuovi investimenti e al miglioramento delle condizioni del credito per le aziende.

Inflazione Italia al rialzo

Oltre che le previsioni di crescita, la situazione italiana migliorare anche da un punto di vista dell'inflazione: la stessa commissione UE ha rivisto le stile di febbraio e le ha alzate da un -0.3% a un +0,2%. Certo, è un dato che di per sé è ancora basso (l'obiettivo dovrebbe essere attorno al 2% annuo), ma in tempi di crisi ogni minimo segnale positivo deve essere preso con ottimismo per il futuro.

Debito e deficit italiano, stime riviste

Si alza, purtroppo, la stima del debito italiano e passa dal 133% al 133,1%, ma le previsioni tornano ottimistiche nel 2016 (si passa da una stima del 131,9% ad una del 130,6%).

Non cambiano le stime sul deficit, che rimangono del 2,6% nel 2015 e del 2% nel 2016 (nel 2014 la stima del deficit era del 3%).

Disocuppazione in Italia, calo tra il 2015 e il 2016

Il problema della disoccupazione è uno dei più gravi per una zona economica e per un paese. In Italia secondo quanto riportato dal Corriere la quota di persone senza lavoro è del 13% (43% quando si parla di giovani).

La Commissione UE rivede al ribasso anche le stime di disoccupazione per il nostro paese: 12,4% per il 2016. Si tratta di un piccolo calo in considerazione del fatto che saranno di più le persone che torneranno a far parte della forza lavoro.

Visco gela l'Italia: poca innovazione

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha gelato gli entusiasmi derivanti dai numeri che abbiamo appena riportato. Secondo il numero uno della banca centrale italiana, infatti, si rischia che la ripresa italiana naufraghi a causa della poca innovazione: "le imprese nascono piccole e rimangono tali". Si rischia, secondo Visco, "la disoccupazione di massa".

Visco porta anche una differenza "clamorosa" tra Italia e USA: dopo due anni dalla nascita un'impresa italiana ha, in media, 10 dipendenti, oltreoceano ben 26. Secondo il governatore si tratta anche dell'incapacità delle nostre aziende di cogliere i vantaggi derivanti dall'uso della tecnologia.

Autore: Gino Topini

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