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05 settembre 2014

EUR/USD, analisi di oggi 5 settembre: il biglietto verde è ancora forte

Dopo il taglio dei tassi di ieri vediamo che il dollaro è ancora particolarmente forte contro l'euro. La rottura di 1,30 al ribasso è un segnale forte dal punto di vista ribassista, di conseguenza ci attendiamo ancora dei movimenti "short" per la coppia di valute EUR/USD.

Ieri Mario Draghi ha sorpreso tutti tagliando il tasso di interesse BCE di 10 punti base e portandolo dallo 0,15% allo 0,05%, una mossa che ha portato l'euro a crollare contro le altre valute. La coppia di valute EUR/ USD è infatti caduta in maniera brusca, come vediamo dal grafico, arrivando a toccare un prezzo inferiore a 1.2930 e affrontando, dopo, una lenta risalita. Nel momento in cui scriviamo la nostra valuta si trova a 1.2940.

Prima di investire in EUR/USD bisogna considerare che la nostra BCE (Banca Centrale Europea) si trova in una situazione di politica monetaria diametralmente opposta rispetto a quella della FED (Federal Reserve). La banca guidata da Draghi sta cercando di "allargare" la sua politica, mentre quella guidata dalla Yellen sta, al contrario, cercando di restringerla. Ciò significa che il mercato dovrebbe continuare a favorire il dollaro USA rispetto all'euro, dato che i differenziali dei tassi d'interesse continueranno a divergere.

La dimensione della candela rossa che vediamo dal grafico EUR/USD ovviamente suggerisce che la pressione di vendita ha assunto toni decisamente alti e che il mercato continuerà ancora a scendere. Inoltre, abbiamo visto la rottura al di sotto del livello di 1,30, che ovviamente è un grande numero, particolarmente importante e psicologicamente significativo. Ecco dunque che vediamo un forte segno ribassista in questo mercato e per questo crediamo che esso continuerà a vendere ancora ogni volta che c'è un leggero rally. Il livello di resistenza di 1.30, a questo punto, potrebbe essere particolarmente difficile da rompere.

Oggi attesi i libri paga non agricoli

Alle 14.30 italiane di oggi gli USA pubblicheranno i dati dei libri paga non agricoli (atteso 206.000, precedente 198.000), il tasso di disoccupazione (atteso 6,1%, precedente 6,2%) e la variazione dell'occupazione non agricola (atteso 225.000, precedente 209.000), indicatori che solitamente hanno un effetto importante sul mercato, in maniera particolare per le valute che includono il dollaro (come EUR/USD). Crediamo dunque che il mercato potrebbe rimanere un po' in stand by fino alla pubblicazione dei dati per poi muoversi in alto se dovessero essere sfavorevoli, in basso se dovessero invece essere favorevoli.

Obiettivo di lungo termine

A lungo termine l'obiettivo di questa coppia di valute è il valore di 1,28. Il livello 1.30 è stato attraversato così in fretta che la cosa ha colto un po' di sorpresa i trader, ma ovviamente con il taglio dei tassi da parte della banca centrale in modo altrettanto sorprendente, una sorpresa ci può stare. Crediamo che questo mercato non possa essere comprato se non vedremo un arrivo al di sopra del livello 1.3250, cosa che in ogni caso non dovrebbe accadere presto. Per questo motivo diciamo che siamo ancora molto ribassisti per EUR/USD e che continueremo a comprare il dollaro.

Autore: Gino Topini

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