Forex Trading Italia
19 giugno 2015

Fallimento della Grecia: ancora nessun accordo e la paura sale

Ieri, domenica 14 giugno, non c'è stato nessun accordo tra la Grecia e i suoi creditori per sbloccare la nuova tranche di aiuti economici. Le possibilità di trovare una soluzione si assottigliano e la paura sale.

I colloqui dell'ultima ora tra i ministri greci e i loro creditori relativamente al salvataggio greco sono finiti con un nulla di fatto ieri sera, dopo che una nuova proposta di riforme da parte di Atene è stata ritenuta inadeguata per continuare le trattative.

Siamo ancora di fronte al chiaro segnale che le differenze tra le due parti potrebbero essere troppo ampie per poter trovare un accordo in tempo per evitare il fallimento della Grecia.

I negoziatori hanno lasciato la sede della Commissione europea dopo soli 45 minuti dall'esservi entrati. Un portavoce della Commissione ha detto che c'è ancora un "gap significativo" tra le parti, pari a circa 2 miliardi di euro all'anno, e che forse non c'è più tempo per raggiungere una soluzione finale entro questo giovedì.

La riunione dell'Eurogruppo era vista da molti come l'ultima possibilità per Atene di trovare un accordo sulle riforme economiche ancora da attuare e sbloccare la tranche da 7,2 miliardi di euro che il paese deve ancora ricevere.

Senza l'approvazione della famigerata "troika" - la commissione europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca centrale europea - le possibilità di un accordo amichevole sono remote e ora si rischia di trovarsi di nuovo di fronte alla stessa situazione vissuta da Cipro due anni fa: "prendere o lasciare".

Un alto funzionario, coinvolto nei colloqui, ha detto che potrebbe esserci ancora un compromesso entro la data di scadenza se i negoziatori greci dovessero tornare ad Atene convinti che "qualcosa bisogna fare", anche se, alla fine, questa scelta pare improbabile.

Ora, ovviamente, c'è tutto un gioco di accuse: Yannis Dragasakis, vice primo ministro e in testa al gruppo dei negoziatori, ha detto che i creditori della Grecia sono "intransigenti nella loro insistenza sui tagli".

In un segno di quanto l'atteggiamento sia cambiato, Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e capo del partito socialdemocratico tedesco, a lungo visto come il gruppo politico più conciliante verso la situazione ellenica, ha avvertito che "la pazienza verso la Grecia della Germania sta finendo: l'Europa e la Germania non si faranno ricattare."

In base al piano dei creditori, Atene avrebbe bisogno di trovare i soldi per raggiungere un avanzo primario di bilancio del 1 per cento entor quest'anno, del 2 per cento l'anno prossimo e del 3 per cento nel 2017. Entro il 2018, l'avanzo primario dovrebbe raggiungere il 3,5 per cento.

Atene ha contestato i tagli alle pensioni e l'aumento delle tasse sull'energia, proponendo inoltre un percorso di crescita più lento: 0,75 per cento anno quest'anno, 1,75 per cento l'anno prossimo, 2,5 per cento nel 2017 e 3,5 per cento nel 2018.

Autore: Gino Topini

Lascia il tuo commento su "Fallimento della Grecia: ancora nessun accordo e la paura sale"

Lasciando un commento, accetti le condizioni di privacy e di ricevere newsletter (no Spam!) con Offerte e Informazioni su prestiti e finanziamenti.

Per approfondire: