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02 aprile 2012

Il Fondo Permanente di Salvataggio, le novità da Copenaghen

Ecco le novità che arrivano dalla riunione di Copenaghen in merito al Fondo Permanente di Salvataggio.

Nel tentativo di riaffermare la volontà di mettere fine alla crisi, i ministri delle finanze europei hanno accettato di creare un fondo permanente di salvataggio per la zona euro con una potenza di fuoco effettiva di circa 800 miliardi di euro.

Crisi europea, il fondo permanente di salvataggio

Dopo la decisione si moltiplicano le domande circa il fatto se il fondo sarà sufficiente a far fronte alle crisi nelle principali economie europee, come la Spagna e l'Italia.

I ministri delle finanze dei 17 paesi europei che utilizzano l'euro, dicono di si, anche se c'era chi avrebbe preferito il fondo ad 1.000 miliardi di euro, souzione rifiutata dalla Germania. Il fondo di salvataggio è visto come cruciale per porre fine alla speculazione sul destino dell'unione monetaria. La nuova somma di 500 miliardi di euro potrebbe in ogni caso non essere disponibile prima del 2014.

Non è chiaro se la somma sia grande abbastanza da spingere i donatori al Fondo monetario internazionale, compresi gli Stati Uniti e la Cina, ad impegnarsi più a fondo. Molti esperti economici e funzionari degli Stati Uniti sono favorevoli ad aiutare il fondo, ma fino alla fine bisognerà decidere. Christine Lagarde, direttore generale del FMI, ha detto che l'accordo di Copenaghen dovrebbe sostenere gli sforzi del FMI di accrescere le risorse disponibili a beneficio di tutti i membri.

Gli 800 miliardi di euro concordati lo scorso venerdì potrebbero contribuire a placare Germania e Finlandia, dove si è diffusa la preoccupazione che un aiuto economico più generoso potrebbe portare altri paesi a ridurre i propri impegni verso l'austerità.

Autore: Gino Topini

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