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07 ottobre 2016

Perché il nuovo QE della BCE non fermerà il rally dell'euro

Mario Draghi annuncerà, probabilmente, un nuovo QE da parte della BCE. La fatidica data è il 22 ottobre, ma questo non fermerà la salita dell'euro. Ecco il perché.

Il sentimento generale del mercato è per un ribasso dell'euro alle porte, in maniera particolare se Mario Draghi, nella sua conferenza stampa di giovedì 22 ottobre, deciderà di dare altra polvere da sparo al QE attualmente il atto.

Se le previsioni sono corrette, il banchiere di Roma dovrebbe confermare un QE maggiorato, cosa che fa tornare alla mente le supposizioni di qualche tempo fa che volevamo l'euro raggiungere la parità con il dollaro.

L'euro non scenderà, ecco i motivi

Secondo alcuni analisti, invece, il fatto che la nostra moneta sia salita invece che scendere non è una sorpresa. David Bloom, a capo del comparto Forex di HSBC, ha detto "se l'euro non è sceso per la questione Grecia, se l'euro non è sceso per la questione Volkswagen, se l'euro non è sceso dopo il primo QE, un motivo ci sarà, qualche cosa dovrà significare."

Secondo Bloom, tutte le mosse che stiamo vedendo oggi sui mercati, dalla decisione della FED di rimandare l'aumento del tasso di interesse fino al prossimo incremento del QE da parte di Mario Draghi, sono state tutte già scontate sui mercati, il che significa che non dovrebbero avere un grande impatto sulla nostra valuta.

Ancora Bloom, afferma che "per vedere l'euro muoversi realmente in discesa dovremmo vedere delle cose troppo grandi, che non solo non dovrebbero accadere, ma neanche potrebbero: ci sono alcune regole che rendono le cose troppo difficili".

Impatto del QE sulle valute, la differenza tra euro e dollaro

Bloom ha messo in evidenza anche la differenza di come il QE ha impattato in maniera diversa negli Stati Uniti rispetto all'Europa.

Oltreoceano, la decisione della FED di acquistare le obbligazioni ha avuto un forte impatto sul dollaro americano, la valuta americana ha perso terreno contro le altre (euro, sterlina e yen, ad esempio).

Per l'eurozona il discorso è diverso perché c'è una relazione più debole tra QE e valuta.

Goldman Sachs e Morgan Stanley sono convinti che l'euro scenderà ancora

Non tutti sono d'accordo con Bloom. Goldman Sachs e Morgan Stanley, infatti, sono ancora convinti che la nostra valuta potrebbe perdere terreno in questo ultimo trimestre 2015 e nel corso del 2016.

La multinazionale con sede a New York è ancora convinta che l'euro possa perdere il 95% quest'anno, mentre l'azienda inglese con sede a Londra crede che la parità euro / dollaro ci sarà nel quarto trimestre 2016.

Anche Société Générale ha una visione ribassista della nostra valuta, con la parità che potrebbe essere raggiunta addirittura entro il primo trimestre del prossimo anno.

Vincent Chaigneau, a capo del reparto Forex della banca francese, ha detto che "mano a mano che l'euro sale c'è maggiore speculazione su un possibile aumento del QE da parte della BCE e su un taglio ai tassi di interesse, ecco perché la valuta unica non dovrebbe andare molto lontano nel rapporto di cambio con il dollaro americano".

Via | marketwatch.com

Autore: Gino Topini

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