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16 gennaio 2016

Prezzi del Petrolio 2016: l'Iran aumenta la produzione e il greggio scende sotto 30 dollari al barile

Dopo l'incremento della produzione di petrolio da parte dell'Iran abbiamo visto un calo al di sotto di 30 dollari al barile. Fino a dove potremmo arrivare?

Lo avevamo anticipato nel nostro post sul petrolio 2016, l'arrivo dell'Iran sul mercato è stata una delle cause che ha portato il prezzo del greggio al di sotto dei 30 dollari al barile, il minimo da 12 anni a questa parte.

Il paese medio-orientale dovrebbe produrre 1,10 milioni di barili al giorno nel mese di gennaio, un aumento del 20% circa rispetto alla produzione fatta registrare a dicembre 2015. Questo, tra le altre cose, ha portato ad un calo del prezzo dell'oro nero.

In questo momento il prezzo del Brent è circa del 54% sotto il valore del 2015, mentre il WTI si trova circa il 48% in meno.

Il dato maggiormente preoccupante riguarda il possibile intervento dell'OPEC, il cartello che controlla la maggior parte del greggio mondiale: si prevede infatti che la produzione di oro nero non verrà controllata almeno fino a che il prezzo del petrolio non scenderà molto al di sotto di come è ora (si pensa che l'OPEC interverrà solo se il valore del petrolio arriverà a 10 dollari al barile).

Petrolio 2016, i livelli tecnici

Quali sono i possibili livelli tecnici da prendere in considerazione per investire nel petrolio? Come dovremmo muoverci, in qualità di investitori nel forex, sulla nostra piattaforma per aprire (o chiudere) delle posizioni?

Al momento il livello tecnico dei prezzi è quello di 26 dollari al barile, ma solo perché è stato un livello toccato in passato. Se tale livello dovesse essere rotto, nuovi livelli tecnici dovrebbero essere i prezzi esatti, cioè 20 dollari e 10 dollari al barile.

Il prezzo del petrolio potrebbe salire dalla fine della prossima settimana

C'è chi afferma che una delle motivazioni legate al calo del prezzo del greggio dipende anche dalle sanzioni che Stati Uniti ed Europa hanno imposto sull'Iran in seguito al rifiuto, da parte del paese, di ridimensionare i suoi lavori nel nucleare. Il governo di Teheran ha tuttavia fatto sapere di aver ottemperato alle richieste e che si aspetta di essere sollevato dalle sanzioni entro pochi giorni.

Se le cose dovessero effettivamente essere così, ci si potrebbe aspettare una reazione dei mercati al grande calo che il prezzo del petrolio ha avuto fino ad ora nel 2016.

Ma c'è anche da considerare l'altro lato della medaglia, ovvero il possibile incremento di produzione non appena le sanzioni saranno eliminate.

Perché l'Iran è un pezzo importante dello scacchiere mondiale del petrolio

Il paese orientale ha la quarta riserva di petrolio più grande al mondo e contribuisce in maniera notevole alla produzione.

Se il paese dovesse aumentare ancora la produzione non appena le sanzioni USA e EU saranno eliminate, questo potrebbe influire negativamente sui valori del petrolio, soprattutto perché ci troviamo in un particolare momento storico in cui l'offerta di petrolio è maggiore della domanda (anche a causa della crisi economica).

Jason Gammel, analista presso Jefferies, ha fatto sapere a CNBC che, "anche se ci sarà un aumento della produzione del petrolio, difficilmente potremo vedere una ulteriore forte discesa dei prezzi, pertanto l'ipotesi '10 dollari al barile' è di difficile realizzazione".

Autore: Gino Topini

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