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07 ottobre 2016

Quotazione Petrolio 2016, Prezzo Oggi

Informazioni aggiornate sulla Quotazione Petrolio 2016 e sul Prezzo Oggi di questa commodity: in che maniera si muoveranno i prezzi dell'oro nero? Che opportunità ci sono per chi investe denaro in questo mercato?

E' uno degli argomenti più dibattuti nel mondo degli investimenti in questi ultimi tempi: il calo dei prezzi del petrolio. Sembra che il greggio non riesca affatto ad arginare la grande penuria di quotazione e il suo valore è in caduta libera. Come si muove la quotazione petrolio 2016, che prezzo vediamo oggi e come sono le previsioni 2017?

Aggiornamento quarto trimestre 2016 dopo l'accordo OPEC

A fine settembre 2016 abbiamo visto un accordo OPEC per quanto riguarda il taglio della produzione di petrolio, decisione che ha fatto salire in alto il prezzo del greggio fino a superare quota 50 dollari al barile.

Nonostante questo, però, la situazione del prezzo oggi del petrolio rimane ancora critica e abbiamo visto, già ad inizio ottobre, un calo attorno a 49 dollari al barile a causa di pericoli sul fatto che, nonostante l'accordo, il taglio della produzione non ci sarà.

Il fatto è che alcuni paesi dell'OPEC hanno fatto già sapere di non voler perdere quote di mercato, pertanto saranno tutti gli altri che dovranno tagliare la produzione, ma lo faranno? Per saperne di più e tenere controllata la situazione, ti invitiamo a leggere il nostro articolo sui prezzi del petrolio dopo l'accordo OPEC, in cui aggiorneremo costantemente la situazione dei valori del greggio legati proprio a questa storica decisione.

Quotazioni petrolio 2016, 50 dollari al barile è un buon prezzo?

Mese di maggio 2016: il prezzo del petrolio ha toccato la quota di 50 dollari al barile, prima volta in questo anno, anche grazie alle interruzioni della produzione nel corso che abbiamo visto da qualche settimana a questa parte. Prima gli incendi in Canada, poi i problemi legati ai militanti nigeriani che hanno attaccato dei pozzi di petrolio, infine un grande calo delle scorte di petrolio negli Stati Uniti nel 2016.

Le quotazioni del petrolio 2016 prevedono ulteriori cali in questo anno perché, se il prezzo del greggio continuerà a rimanere sopra la soglia di 50 $ al barile, alcuni produttori potrebbero decidere di aumentare la produzione al fine di far cadere ancora le quotazioni.

Addirittura, Pioneer Natural Resources ha dichiarato che se il prezzo del greggio continuerà ad essere oltre la soglia dei 50$ barile, potrebbe decidere di incrementare ancora il numero di piattaforme di estrazioni negli Stati Uniti.

Sul ribasso del greggio nei prossimi mesi sono pronti a scommettere anche gli investitori, che sono convinti del fatto che non appena la domanda di petrolio scenderà, anche i prezzi seguiranno lo stesso trend.

Ma fino a quando? Cosa ci aspetta nel 2016?

Secondo Total, gigante francese dell'energia, è difficile che i prezzi dell'oro nero riusciranno a tornare in salita nel corso del prossimo anno.

Il prezzo del brent è in calo di oltre il 60% dall'estate e si trova al momento sotto i 43 dollari al barile. Anche lo US light crude è in forte discesa e al momento si trova sotto i 40 dollari al barile.

A parlare in voce di Total è Patrick Pouyanne, numero uno dell'azienda. Per lui durante tutto il prossimo anno vedremo una crescita dell'offerta maggiore rispetto a quella della domanda, il che farà aumentare le scorte di petrolio disponibili sul mercato e ne farà scendere il valore.

Pouyanne non è il solo a pensarla così. Secondno Goldman Sachs, infatti, i prezzi di questa commodity potrebbero cadere ancora del 50%.

Prezzi del petrolio oggi: perché le quotazioni sono scese e perché potrebbero scendere ancora?

La motivazione principale è un'offerta esageratamente alta rispetto alle necessità del mercato, in maniera particolare a casa dell'arrivo dell'olio di scisto sui mercati che ha aumentato in generale le disponibilità.

Allo stesso tempo abbiamo visto un calo della domanda da parte dell'Europa e della Cina, entrambe in crisi.

Per approfodimenti, leggi il nostro testo sulla crisi cinese.

Le conseguenze sono notevoli, sia sui consumatori (che tuttavia ne traggono vantaggio perché vedono il costo del carburante aumentare), ma anche e soprattutto sui produttori, che invece necessitano di prezzi più elevati.

Prendiamo ad esempio alcuni paesi produttori come Nigeria, Algeria e Libia in Africa, ed il Venezuela in Sud America. Tutti e quattro questi paesi hanno bisogno di prezzi che si aggirino attorno a 100 dollari al barile per poter coprire le loro spese e riuscire a rimanere in positivo con il bilancio. Dei prezzi inferiori li potrebbero costringere a vendere assets.

L'OPEC, le sue decisioni hanno influenzato il prezzo del greggio

L'OPEC è l'organizzazione che controlla il 30% del mercato mondiale del greggio. Solitamente, in tempi di crisi, essa decide di abbassare i livelli di produzione per evitare un calo eccessivo dei prezzi.

Questa volta l'organizzazione capeggiata dall'Arabia Saudita ha deciso di non intervenire in alcun modo e di far procedere il mercato "da solo". Questo ha ovviamente avuto come conseguenza la diminuzione dei prezzi del greggio (che stiamo vedendo in queste settimane) e furiose arrabbiature da parte dei paesi membri (che tuttavia non hanno la forza economica di "attaccare" le decisioni arabe).

L'Iran, ecco come il paese medio orientale potrebbe influire sui prezzi del petrolio 2016

Oltre che dall'OPEC, il petrolio deve guardarsi anche dalle decisioni dell'Iran, uno dei produttori maggiori in assoluto. I piani sono quelli di aumentare ancora la produzione dell'oro nero e portarla dagli attuali 3 milioni di barili al giorno a circa 5 entro la fine del decennio.

Effettivamente, ad inizio 2016, il paese iraniano ha aumentato la produzione di petrolio e il valore del greggio è sceso sotto 30 dollari al barile. Ne parliamo in maniera più approfondita nel nostro testo sul rapporto tra Iran e prezzi del petrolio 2016.

Prezzi del petrolio 2016, che previsioni ci sono?

E' difficile da dire, al momento, ci sono troppi interessi strategici in gioco. Sembra tuttavia che il valore del greggio dovrebbe continuare a cadere ancora per i prossimi mesi, diciamo fino alla metà del prossimo anno.

Da lì in poi si prevede una diminuzione della produzione dell'olio di scisto da parte degli Stati Uniti, il che potrebbe portare ad un calo della fornitura e ad un conseguente rialzo dei prezzi.

E' un gioco molto sottile quello che ci aspetta nei prossimi mesi, indubbiamente vale la pena tenerlo sott'occhio per cercare di capire come potrebbe evolversi ed investire di conseguenza.

Petrolio 2016 e 2017, le previsioni di Saipem

In seguito all'introduzione di un aumento di capitale, Saipem, azienda italiana facente parte del gruppo Eni, ha reso note anche le sue previsioni per i prezzi del greggio nel 2016 e fino al 2019. Ne abbiamo parlato nella pagina relativa alla quotazione azioni Saipem.

In sostanza, nel 2016 il valore di un barile di oro nero dovrebbe toccare 55 dollari, per salire poi a 65 nel 2017, 75 nel 2018 e 80 nel 2019.

Il calo dei prezzi del greggio dovrebbe dunque essere finito, stando almeno alle previsioni dell'azienda italiana.

Autore: Gino Topini

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