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28 novembre 2016

Referendum Costituzionale Italia 4 dicembre: che conseguenze per l'euro se vince il no?

L'Italia si trova di fronte al referendum politico del 4 dicembre: quali sono gli effetti se dovesse vincere il "no"? In che maniera il nostro paese potrebbe cambiare?

Ci avviciniamo a grandi falcate al giorno del referendum Costituzionale italiano, il prossimo 4 dicembre, quando i nostri connazionali saranno chiamati a votare per decidere sulla modifica della Costituzione. Matteo Renzi sta spingendo forte per il "si", essendo il principale promotore di questa chiamata alle urne, mentre ci sono tutta una serie di altri partiti politici avversari che sono per un forte "no", anche con l'obiettivo di mettere a rischio il futuro del politico toscano in qualità di primo Ministro.

Considerando l'importanza dell'Italia all'interno della zona euro (siamo la terza economia dell'UE dopo Germania e Francia), è normale chiedersi quale potrebbe il futuro dell'Ue e della moneta unica se dovessero vincere i contrari al referendum.

Cosa accadrà all'euro se dovesse vincere il "no" al referendum?

Difficile da dire perché gli scenari non sono semplici da immaginare.

C'è chi ipotizza che una vittoria del "no", dunque una sconfitta di Matteo Renzi, porterebbe alle dimissioni del Primo Ministro e getterebbe le basi per un'uscita dell'Italia dall'UE (quello che è stato ribattezzato a tratti Italexit, a tratti Itexit.

Alla fine, indipendentemente dal nome, la sostanza non cambia: l'Italia sarebbe fuori dall'UE, ci potrebbe essere un ritorno alla lira (con conseguenze svalutazione della moneta nazionale) e, si dice, presto anche l'euro potrebbe sciogliersi definitivamente.

Al tempo stesso, una sconfitta di Renzi al referendum costituzionale potrebbe lasciare abbastanza inalterate le cose in Italia da un punto di vista politico (dunque Matteo che non si dimetterà), ma darebbe ovviamente più forza ai partiti anti UE e anti austerità: il Movimento 5 Stelle in primis, ma anche la Lega Nord guidata da Salvini (che si è già candidato a premier salendo sul carro del vincitore Trump).

Ciò che preoccupa di più potrebbero essere le conseguenze indirette di una vittoria del "no", ovvero l'effetto domino tanto paventato anche in passato a seguito di grandi eventi.

Come reagiranno Francia e Germania al "no" al referendum?

C'è timore, come detto, per le reazioni che Francia e Germania potrebbero avere dopo la vittoria del no al referendum costituzionale.

Nel paese transalpino, il "no" il prossimo 4 dicembre potrebbe dare più forza a Marine Le Pen, candidata alla presidenza francese e, secondo alcuni, la più in vista tra i vari candidati.

Le Pen è fortemente anti EU e ha già promesso un referendum con cui chiedere ai francesi se vogliono rimanere in Europa o meno. Se si arrivasse a questo punto e i nostri "cugini" dovessero votare per lasciare l'UE (il Frexit), l'Europa potrebbe disintegrarsi a partire dal giorno dopo in quanto verrebbe meno uno degli assi portanti che fino ad oggi l'hanno spinta in avanti, ovvero l'asse franco - tedesco.

La Merkel si ritroverebbe praticamente da sola a gestire una situazione che la vede circondata da sempre più "nemici" politici che sono contrari alle sue idee di austerità (che secondo molti hanno fallito su tutta la linea, vedi il Grexit).

Come sarà l'economia italiana se dovesse vincere il "si"?

Il referendum di Renzi è prettamente politico, ma mira, secondo il premier, ad alleggerire la situazione in Italia, a tagliare i costi e a migliorare, in generale, la situazione.

Fatto sta che il nostro paese è impantanato in una ripresa che non è mai arrivata, che stenta e fa davvero molta fatica. Non è un caso che dal 1999 (anno di adozione dell'euro) l'Italia ha perso il 5% di produttività, mentre Francia e Germania hanno aumentato del 10% (e non lo diciamo noi, ma una fonte autorevole come il Financial Times).

Insomma, se dovesse vincere il "si" la situazione economica dovrebbe cambiare in meglio, a detta dei fautori del referendum, staremo a vedere.

L'Europa si romperà se dovesse vincere il "no"?

In teoria no, non dovrebbero esserci problemi di sorta in questo senso. L'Europa e l'UE dovrebbero continuare a vivere ancora, si potrebbe vedere una partenza di alcuni paesi come l'Italia oppure la creazione di una zona Euro 2, per i paesi meno forti.

Tante opzioni e possibili pensieri, ma una cosa è certa: per migliorare la nostra economia servirebbe un cambio importante alla base della stessa, cosa che ad oggi non è ancora stata messa in atto.

Autore: Gino Topini

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