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08 settembre 2014

Lo yen è sotto pressione dopo i deboli dati giapponesi

Lo yen, la valuta giapponese, è più debole dopo che il Giappone ha pubblicato dei deboli dati. Analizziamo anche la situazione della sterlina e del dollaro americano.

Lo yen è stato sotto pressione nel corso la sessione asiatica di oggi, dato che il PIL del secondo trimestre giapponese si è contratto un po' più di quanto previsto dagli analisti. La stima iniziale era infatti legata ad una contrazione del 6,8%, mentre il numero in revisione ha mostrato una contrazione su base annua del 7,1%. La debole performance dell'economia è dovuta ancora una volta all'aumento dell'imposta sulle vendite del 1 ° aprile, anche se ora siamo di fronte alla questione se l'economia può recuperare nel corso del terzo trimestre.

La Banca del Giappone aumenterà lo stimolo monetario?

Questo ha portato ad un po' di speculazione sul fatto che la Banca del Giappone potrebbe, alla fine, decidere di aumentare il suo stimolo monetario. Tra gli altri dati legati al Giappone, anche quelli del conto corrente sono stati negativi, essendo risultati inferiori al previsto, a quota 416 miliardi di yen (la previsione era di 444 miliardi).

Anche la Cina rallenta

Oggi occhi puntati anche sulla Cina, che ha pubblicato le esportazioni del mese di agosto, dati leggermente migliori del previsto. Da segnalare anche un calo della domanda interna, che secondo alcuni analisti è legato ad un calo interno del mercato delle proprietà.

Sterlina a meno di 1,62 contro il dollaro USA

La sterlina è scesa al livello più basso nei confronti del dollaro da novembre, arrivando al di sotto del livello di 1,62. Il motivo è un nuovo sondaggio che ha mostrato dei risultati anticipati sul voto pro-indipendenza da parte della Scozia (il referendum si terrà il prossimo 18 settembre). Una Scozia indipendente potrebbe inaugurare tutta una serie di incertezze circa l'economia del Regno Unito e in tal caso, la Banca d'Inghilterra potrebbe ritardare gli aumenti sui tassi di interesse.

I dati USA negativi potrebbero non fermare la FED

A seguito dei dati negativi dei libri paga non agricoli (sono stati dei dati a sorpresa poiché sono stati creati solo 142.000 nuovi posti di lavoro contro i 225.000 previsti), il dollaro USA è sceso contro altre major. Alcuni hanno speculato che la Federal Reserve dovrebbe essere più cauta relativamente all'aumento dei tassi di interesse, ma la maggior parte degli investitori ha visto i dati come un segno di debolezza che non influenzerà le decisioni della banca centrale a stelle e strisce. Quindi il dato non è sufficiente per fermare la salita del dollaro (che rimane forte contro le altre valute, come venerdì scorso), ma potrebbe portare a un consolidamento.

Autore: Gino Topini

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