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Migliori ETF materie prime

ETF in materie prime: guida completa a questo strumento di trading ed investimento. Conviene? Che vantaggi ci sono?

Migliori ETF materie prime

ETF è l’acronimo di Exchange-Traded Fund. Si tratta di un prodotto finanziario simile alle azioni nel potere essere acquistato e rivenduto, e consente di aprire posizioni rialziste (o long) così come ribassiste (o short). La differenza però è che mentre i titoli azionari seguono l’andamento di una società, gli ETF sono panieri di un intero settore industriale o, nel caso delle materie prime, di un mercato nel suo complesso.

Più nello specifico, gli ETF commodity sono costituiti da contratti futures o asset-backed che seguono l’andamento di una materia prima (ad esempio l’oro, il petrolio, i diamanti, ma anche materie prime agricole come il caffè, cacao o lo zucchero), o un gruppo di esse. Non si possiede dunque il bene fisico (che sarebbe anche ingombrante!) ma una serie di contratti garantiti dalle commodity.

In pratica, gli ETF materie prime, replicando la performance di un indice (il benchmark di riferimento), assumono di fatto anche la sua quotazione.

Questi fondi sono uno dei modi per investire sulle materie prime e consentono di fare trading direttamente sulle commodity, evitando i rischi connessi agli investimenti su società o industrie. A questo proposito riteniamo utile sottolineare una correlazione negativa tra materie prime e titoli azionari. Quando questi ultimi vanno male, gli investitori tendono a preferire le prime, considerate più stabili, di fatto beni rifugio.

Gli ETF sono davvero moltissimi, e soprattutto negli ultimi anni hanno vissuto un incredibile boom. Vediamo quindi insieme quali criteri seguire per scegliere un buon ETF materie prime (posto che le esigenze in fatto di affari hanno una forte componente soggettiva) e quali sono i migliori.

Come scegliere un ETF sulle materie prime

Può sembrare banale, ma spesso gli investitori dimenticano la regola numero 1 per scegliere un ETF materie prime (e in generale vale per qualunque fondo): guardare cosa c’è dentro. Se, ad esempio, l’oro è in forte ribasso da mesi e non siamo interessati a questo tipo di investimento, è inutile, quando non deleterio, optare per un ETF magari sulla carta promettente a livello di rendimenti, ma ricco di titoli gold.

Numero di materie prime incluse, cadenza della revisione dell’indice, peso massimo per ogni singola commodity sono tutte caratteristiche dell’ETF che dobbiamo attenzionare, così da scegliere il fondo più adatto al nostro profilo.

Una menzione a parte va fatta per i criteri di selezione con cui sono stati composti i panieri. Che sia produzione (o rilevanza economica), liquidità, consumo globale, chiaramente la convenienza è diversa. Pensiamo ad esempio alla rilevanza economica: se un ETF si basa soprattutto su questa, la maggior parte dei titoli presenti potrebbero perdere valore nel caso di condizioni metereologiche avverse nei principali paesi produttori.

Attenzione in particolare alla liquidità; dobbiamo quindi osservare lo spread, cioè la differenza tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita. Più è basso, meglio è; se è alto, invece, rappresenta un costo, per così dire, indiretto che non è immediatamente visibile ma pesa sui guadagni.

Infine, non si tralascino importanti indicatori quali dimensione, costi, domicilio e metodo di replica. Gli ETF non prevedono costi di entrata, uscita e performance, ma sono soggetti a commissioni di gestione, che possiamo facilmente rintracciare nel contratto sotto la dicitura TER (Total Expense Ratio). In genere non ammontano a chissà che percentuali, diciamo da uno 0,20% ad uno 0,95%, ma in un’ottica a lungo termine scegliere un ETF, ad esempio con commissioni a 0,70% potrebbe influire sui rendimenti.

Migliori ETF materie prime

Indice Bloomberg Commodity


Questo indice si basa sulla produzione di ogni materia prima, e include attualmente 20 commodity nei segmenti energia, metalli preziosi, metalli industriali, allevamento e agricoltura.

Il peso massimo di ogni singola materia è del 15%, mentre quello del singolo segmento del 33%. Si tratta di ETF “illustre” e affidabile, dalla storia solida; si pensi che è attivo da oltre 20 anni.

Il ritorno a un anno previsto è di poco più del 20%; questa eccezionale percentuale è possibile perché l’indice è stato pensato per ridurre al minimo la concentrazione di materie prime, sia per tipo che per elementi specifici.

La composizione viene ribilanciata a cadenza annuale, riflettendo sia la rilevanza che la liquidità del mercato.

Indice Thomson Reuters/CoreCommodity CRB


In questo fondo le materie prime, classificate in base alla liquidità, fanno parte di 4 gruppi, tutte con lo stesso poso. Troviamo un primo raggruppamento di cui fanno parte prodotti petroliferi, con 33% a commodity. Segue la categoria delle materie prime più liquide, con peso massimo del 42% ciascuna. Infine abbiamo le materie prime liquide con peso massimo del 20%, mentre l’ultimo gruppo vede un 5% a commodity.

La revisione dell’indice avviene annualmente, mentre la ponderazione dei segmenti ribilanciata a cadenza mensile, così come i rendimenti.

Indice UBS Bloomberg CMCI


Questo ETF, relativamente recente perché introdotto nel 2007, replica ben 27 materie prime afferenti a cinque settori: energica, metalli preziosi, industriali, agricoltura e allevamento. Insomma un ottimo materie per puntare i risparmi su più “tavoli” possibili. Le materie prime in oggetto sono accuratamente selezionate tramite indicatori economici in primis, e liquidità di mercato in secundis.

Si tratta probabilmente dell’indice più dinamico attualmente disponibile: viene ribilanciato mensilmente, così che una tabella di marcia a scadenza frequente possa ridurre il rischio di rendimenti periodici negativi.

All’interno del paniere la materia più promettente del momento ha uno spazio del 35%, mentre le altre massimo del 20%.

Indice Goldman Sachs


Attualmente nominato S & P GSC, questo ETF era originariamente di Goldman Sachs, e proprio con il vecchio nome è tutt’ora conosciuto ai più.

Ad oggi include 24 materie prime, e proprio su questa grande varietà fa perno, potendo offrire un elevatissimo livello di diversificazione. Questa attenzione consente al fondo di poter rispondere in maniera efficace ai cambiamenti dei mercati, anche nel caso in cui alcuni periodi prediligano alcune commodity a scapito di altre: in tutti i casi le materie prime più “calde” trovano spazio nell’indice.

In questo ETF troverai al momento soprattutto materie prime afferenti al segmento energia; seguono con ben più basse percentuali i metalli e le commodity agricole.

ETF su fondi azionari legati a materie prime


Può capitare che gli ETF basati sui futures siano soggetti a restrizioni normative. Un modo per aggirare l’ostacolo è quello di investire in aziende che hanno a che fare, a vario titolo, con le commodity; in questo caso sceglieremo un ETF su materie prime basato sulle azioni.

Ad esempio, se siamo interessati all’oro possiamo rivolgerci agli stock dei vettori di mercato Gold Miners e Junior Gold Miners.

Altro modo per esporsi sul metallo prezioso è offerto da GDX, che in particolare si occupa di aziende a grande e media capitalizzazione coinvolte nell’estrazione mineraria. Infine, il fondo GDXJ tiene invece traccia di società a medio e piccolo market cap che si occupano della cava di oro e argento. Molto simile, ma del settore energetico, è l’Energy Select Selector SPDR, che peraltro è anche tra i più popolari; investimenti su petrolio e gas naturale sono infatti tra i più redditizi del momento, sebbene la volatilità di queste commodity le renda potenzialmente più rischiose.

Il vantaggio di questi tipi di ETF è che hanno maggiori benefit ai fini fiscali rispetto agli indici che contemplano invece stock fisici di materie prime.

Trading su ETF materie prime

Per investire su ETF che si occupano di materie prime devi rivolgerti ad una delle tante piattaforme di trading gestite dai vari broker; attenzione, come sempre raccomandiamo, di controllare che siano regolamentate prima di puntare i tuoi risparmi.

Su siti come Plus500, eToro, IQ Option o Markets, puoi iniziare ad investire in ETF commodity con cifre davvero modeste: l’ideale, insomma, se sei nuovo del settore e devi ancora mettere a punto strategie efficaci.

A questo proposito, molte di queste piattaforme offrono un conto demo gratuito. Un po’ come un videogioco, puoi iniziare ad investire in maniera fittizia, senza perdere né guadagnare un centesimo. Divertente e soprattutto utile come palestra per diventare un trader provetto.

Altro strumento essenziale per fare trading, presente sui broker su citati ma non solo, sono i grafici e gli indicatori per l’analisi tecnica. Certo, dovrai fare prima un po’ di esperienza per leggerli, ma diventeranno presto i tuoi più fidi alleati per il trading su ETF materie prime.

Infine, puoi utilizzare un particolare tool che moltiplica la tua esposizione sul mercato: si tratta della leva finanziaria, che ti consente di acquistare o vendere per un ammontare superiore a ciò che realmente possiedi. Usata con cautela è uno strumento eccezionale, ma certo il pericolo, tutt’altro che remoto, è quello di perdere tutto. Valuta con onestà il tuo profilo di rischio e decidi se ne vale la pena.

Conviene investire in ETF sulle materie prime?

Abbiamo accennato ad un vantaggio immediato degli ETF materie prime (ma degli ETF in generale), cioè i bassi costi di gestione; va inoltre menzionata una maggiore sicurezza rispetto ai fondi di investimento, poiché nel caso degli ETF il patrimonio degli investitori è separato da quello dell’emittente. Nel caso in cui questo fallisca, insomma, i tuoi soldi sono al sicuro.

È inoltre un buon modo per diversificare il proprio portafogli di investimento, anzi possiamo parlare di doppia diversificazione. Da un lato abbiamo un ulteriore asset da associare, ad esempio, ad azioni, obbligazioni, immobili ed eventuali criptovalute; dall’altro, un ETF materie prime è già diversificato al suo interno, presentando segmenti quali metalli preziosi, metalli industriali, commodity agricole, fonti energetiche e zootecnica.

Come abbiamo accennato all’inizio, gli ETF stanno diventando sempre più popolari, e ciò si deve al fatto che consentono un’esposizione sul mercato delle materie prime anche agli investitori che non sono avvezzi al funzionamento dei futures e in generale dei prodotti derivati; scambiandosi sui mercati come le azioni, la compravendita ne risulta “semplificata”. Si tratta in sostanza del caro, vecchio modus operandi del trading, che è a prova di novellino: alle operazioni complesse ci penserà la società di gestione cui ci riferiamo.

Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

Per approfondire: