Forex, lo scalping e lo spread

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Quando si fa Forex una delle cose a cui si tende è lo scalping. Sono diverse le informazioni che si devono conoscere su questo modo di fare trading nel forex prima ancora di poterlo iniziare a fare. Una cosa importante per chi vuole operare secondo questo modo di fare, sono i concetti di base, come […]

Quando si fa Forex una delle cose a cui si tende è lo scalping. Sono diverse le informazioni che si devono conoscere su questo modo di fare trading nel forex prima ancora di poterlo iniziare a fare. Una cosa importante per chi vuole operare secondo questo modo di fare, sono i concetti di base, come ad esempio quello dello spread, anche se tali concetti sono ancora secondari rispetto alle problematiche legate ai broker e alle preferenze dello stesso.

Forex, lo scalping e lo spread

Molto semplicemente, il broker è la variabile più importante per determinare la possibilità e la redditività di una strategia di scalping. Un trader ha infatti il pieno controllo sulle strategie che può usare, sugli stop loss o sul take profit, ma non ha voce in capitolo in questioni come la stabilità dei server, lo spread e l’atteggiamento del broker verso lo scalping.

Ci sono centinaia di broker forex che operano in questo mercato e ognuno di essi può avere delle impostazioni differenti che possono fare la differenza, per uno scalper, tra profitti e perdite.

Per prima cosa parliamo dello spread, ovvero un costo pagato sulle posizioni aperte, e di come scegliere un broker. Un trader che non fa scalping o day trading può aprire una o due posizioni, al massimo, in un giorno. Anche se il costo dello spread è ancora una variabile importante, operare in maniera sensata sicuramente permetterà di giustificare il costo dello spread pagato al broker. La situazione è molto diversa per lo scalper, dato che egli apre e chiude decine di posizioni nell’arco di un breve periodo di tempo, cosa che dà molta più importanza al costo delle sue posizioni. Vediamo un esempio.

Supponiamo che un broker apra e chiuda 30 posizioni in un giorno per la coppia di valute EUR/USD, per la quale lo spread è comunemente 3 pips. Supponiamo anche che le sue posizioni abbiano un risultato finale costante e che 2/3 delle sue posizioni siano redditizie e abbiano una media di 5 pips di profitto ognuna. Diciamo anche che la dimensione media della perdita è di 3 pips per ogni posizione. Qual è il suo guadagno netto, senza il costo dello spread?

(20 posizioni * 5 pips di utile) – (10 posizioni * 3 pips di perdita) = 70 pips in totale

Il che è un guadagno significativo. Ora includiamo anche il costo dello spread e ripetiamo il calcolo.

(20 posizioni * 5 pips di utile) – (10 posizioni * 3 pips di perdita + 30 posizioni totali * 3 pips di spread) = -20 pips in totale

Che brutta sorpresa! Il potenziale utile delle sue posizioni è stato spazzato via dallo scalping. Se ora si ripetesse lo stesso calcolo considerando un altro broker in cui lo spread è solo 1 pip per la solita coppia di valute EUR/USD, allora avremmo:

(20 posizioni * 5 pips di utile) – (10 posizioni * 3 pips di perdita + 30 posizioni totali * 1 pip di spread) = 60 pips di profitto totale

Perché c’è una tale discrepanza nei risultati? Anche se i numeri parlano da soli, ricordiamo che per ogni posizione occorre pagare qualche cosa al broker. Questo è il “problema”.

In sintesi, bisogna fare in modo che la scelta del broker per chi vuole fare scalping cada necessariamente su quello con più basso numoer spread per la coppia di valute che vorremmo “tradare”. Per poter esaminare in prima persona quale broker è ideale non c’è nulla di meglio che un confronto tra broker e la scelta del conto demo Forex.

 

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