Impact investing

Impact investing

E’ possibile coniugare per le imprese gli obiettivi di profitto con quelli della sostenibilità ambientale e della giustizia sociale? La risposta è affermativa.

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Finanza d’impatto (impact investing): cos’è il futuro degli investimenti sostenibili

se il modello d’impresa che si intende seguire e portare avanti è quello dell’impact investing, ovverosia quello cosiddetto della finanza d’impatto, allora ecco che profitto e sostenibilità possono coesistere.

Dato che le iniziative imprenditoriali, senza intaccare quelli che sono gli obiettivi di generare nel tempo utili crescenti, possono nello stesso tempo sposare cause, e pianificare ed implementare iniziative che, per esempio, prevedono interventi nel campo dell’istruzione, della sanità ed anche per la lotta al degrado ambientale.

Finanza d’impatto: impres, organizzazioni e investimenti

Da Lita Italia a Janus Henderson Investors, e passando per la Fondazione Cariplo, per il Forum per la Finanza Sostenibile, per UBP, per Citywire e per Online Sim. Sono questi online solo alcuni tra i migliori siti per impact investing, ovverosia che portano avanti, direttamente o indirettamente, il tema chiave e strategico della finanza d’impatto che coinvolge infatti non solo le imprese a partire da quelle di medie e di grandi dimensioni, ma pure le associazioni, le organizzazioni ed i fondi di investimento.

Finanza etica

Dato che pure per l’allocazione del risparmio si possono adottare i criteri di sostenibilità ambientale e di giustizia sociale senza andare ad intaccare quelli che sono gli obiettivi di rendimento nel breve come nel medio e nel lungo periodo.

La finanza etica, per esempio, rientra nel campo dell’impact investing spaziando dagli investimenti mirati nelle società quotate ai titoli obbligazionari e passando per le operazioni aziendali che sono finalizzate al rafforzamento della patrimonializzazione.

Tutto quel che riguarda la finanza d’impatto, quindi, non è un investimento a fondo perduto come per esempio è una donazione, ma è sempre legato ad un ritorno finanziario il cui tasso è in linea con il mercato. Oppure è leggermente inferiore proprio perché, nello stesso tempo, si vuole contribuire allo sviluppo sociale ed alla tutela dell’ambiente.

Perché la finanza d’impatto è sempre più importante nel mondo degli investimenti

Ci sono tante ragioni per cui la finanza d’impatto è e sarà sempre più importante nel mondo degli investimenti.

Prima di tutto, in molti paesi del mondo i governi e le autorità si stanno focalizzando proprio sull’incentivazione e sul sostegno degli investimenti sostenibili anche attraverso l’erogazione di fondi pubblici.

Inoltre, nel puntare sul capitale di rischio, gli investitori sono sempre più interessati ad allocare le risorse in società che sono orientate alla sostenibilità sotto tutti i punti vista, ovverosia dai processi di produzione ai modelli di vendita, e passando per i criteri di responsabilità e di equità sociale verso dipendenti e verso i collaboratori senza dimenticare il rispetto delle condizioni di sicurezza nei luoghi e negli ambienti di lavoro.

Come creare valore davvero sostenibile con l’impact investing

L’impact investing, inoltre, sta cambiando il modello di approccio e di dialogo tra i fondi e le società quotate o intenzionate allo sbarco in Borsa.

I grandi fondi di investimento, e le holding del comparto finanziario, infatti, sono sempre più attente nell’allocare il denaro conferito dai loro clienti, e quello dei soci azionisti. Con la conseguenza che si guarda per le aziende proprio alla loro capacità di creare valore per tutti stakeholder, e nello stesso tempo di ottenere rendimenti dal capitale attraverso una crescita sostenibile nel medio e soprattutto nel lungo termine. E questo proprio perché non si possono più ignorare le tematiche di governance unite a quelle ambientali e sociali che poi generano sempre un impatto non solo reale, ma pure quantificabile sulla società civile a partire dai dipendenti e passando per i collaboratori e per le comunità dove le aziende sono radicate.

ESG – Environmental, Social and Corporate Governance

In più, il presente ed il futuro degli investimenti sostenibili passa pure attraverso una sigla. Si tratta di ESG, la sigla che sta per Environmental, Social and Corporate Governance.

Si tratta nello specifico, tradotto in italiano, della governance ambientale, sociale e aziendale. E quindi è la sigla con cui, per gli investimenti delle imprese, si va a misurare quello che sarà l’impatto a livello sociale e in termini di sostenibilità.

Non a caso, per esempio per i fondi comuni di investimento, ESG è ormai una sigla che è sempre più comune e che è sempre più diffusa. E questo perché un fondo comune di investimento rientra nella categoria degli ESG solo quando investe in aziende che, pur mirando sempre al profitto, nello stesso vogliono contribuire a plasmare un mondo che sia più sostenibile e più giusto.

Di conseguenza, le aziende che puntano a rispettare i criteri ESG, oltre a pubblicare annualmente il bilancio standard, e quindi il rendiconto economico e finanziario, sono pure chiamate a pubblicare il cosiddetto Bilancio sociale. Questo tipo di bilancio esula infatti dagli aspetti finanziari e contabili in quanto deve fornire gli esiti dell’attività aziendale nell’ottica della sostenibilità e dello sviluppo sociale. In questo caso, l’ambito di pertinenza è definito dalla sigla CSR con cui si definisce la Corporate Social Responsibility dell’impresa.

Nel Vecchio Continente è stata l’Unione Europea a dare una prima definizione della CSR, spiegando in particolare che trattasi di un’integrazione che, su base volontaria, tiene conto delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali, e nei loro rapporti con le parti interessate. Un concetto innovativo che, inizialmente molto discusso, ora sta invece rivoluzionando il modo di investire delle imprese.

Come cambiano le metriche finanziarie con gli investimenti sostenibili

Gli investimenti sostenibili, che sono sempre più reclamati dalla società civile, impongono inoltre non solo un cambio di paradigma, ma pure una rivoluzione nelle metriche finanziarie. Quella del profitto in quanto tale, ovverosia fine a se stesso, infatti, è una metrica che in pochi anni sarà superata su scala globale. In quanto le aziende potranno attrarre capitali se e solo se, prima di tutto, con il loro business saranno in grado di salvaguardare il pianeta e di contribuire attivamente al benessere della società. Così come dovranno essere in grado di prendersi cura dei dipendenti, anche con misure di welfare aziendale, di servire bene la propria clientela, e di trattare pure in modo corretto i propri fornitori.

L’addio ai profitti fine a se stessi, infatti, significa e significherà per un’azienda sempre guadagnare grazie ai beni ed ai servizi proposti. Ma significherà pure andare a generare ed a condividere questo guadagno con gli individui, con le comunità di riferimento e con l’ambiente tutelandolo secondo le migliori buone pratiche della sostenibilità. In altre parole, a regime gli investimenti tenderanno ad essere tutti sostenibili in base all’idea cardine che non ci si sarà più business se non ci sarà anche l’etica.

E così, con la CSR e con il Bilancio sociale, gli investimenti sostenibili delle imprese devono e dovranno essere tali da dimostrare che una parte del valore che è stato creato dal business sarà effettivamente restituito alla società. E questo deve avvenire sempre nel rispetto delle norme e delle leggi a partire da quelle che sono legate al diritto del lavoro, e passando per la tutela della salute pubblica. Solo in questo modo gli investimenti sostenibili sono e saranno basati sulla responsabilità filantropica e, tra l’altro, pure sul rispetto di diritti che sono sempre più centrali e che spaziano dalla parità di genere alla garanzia di un buon clima lavorativo per i dipendenti e per i collaboratori.