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Investire in moto d’epoca conviene? Cosa scegliere?

Investire in moto d'epoca è un interessante opportunità di investimento alternativo, ma non è per tutti. Come iniziare a comprare e vendere moto d'epoca? Quanto si guadagna? Conviene? Ci sono rischi?

Investire in moto d’epoca conviene? Cosa scegliere?

Similmente a quello delle auto, il mercato delle moto d’epoca ha vissuto negli ultimi anni una sorta di fioritura. Oggi anche chi non è un motociclista esperto ha tutte le carte in regola e i mezzi a disposizione per poter investire nelle moto, o altri investimenti alternativi, basta osservare alcune piccole accortezze e conoscere qual è il terreno nel quale ci si muove.

Cos’è una moto d’epoca

Invero, sono poche le cose che differenziano gli investimenti a quattro ruote rispetto a quelli sulle due. Una moto infatti per diventare d’epoca deve seguire lo stesso iter valido per le auto, ovvero:

  • Aver compiuto 20 anni dal momento in cui è stata assemblata (vale in tal senso la data di immatricolazione a meno che non si abbiano documenti inconfutabili che dimostrino che la motocicletta è stata costruita prima di quella data);
  • Essere rimossa dal PRA (Pubblico Registro Automobilistico), perché non rispetterà più gli standard di circolazione vigenti in Italia;
  • Ottenere il certificato di veicolo d’epoca rilasciato dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano)
Un articolo del Codice della Strada disciplina in parte questo iter, e più precisamente si tratta del numero 60, comma 2.

Scegliere una moto d’epoca da investimento: Tucchi e consigli

Una volta avuta la certezza che il veicolo che vogliamo acquistare per poi reinvestirci sopra sia ufficialmente d’epoca, possiamo tenere a mente alcuni trucchi e strategie per essere sicuri di non buttare i nostri soldi.

Documentarsi


Innanzitutto, è fondamentale farsi una cultura approfondita del campo in cui andremo a operare: quindi impariamo a chiedere a chi è davvero esperto, frequentare i motoraduni, i festival e i saloni internazionali.

Valutare lo stato della moto


Bisogna poi accettare l’esistenza di un equilibrio fra la cura da prestare al proprio investimento e il fatto che si tratti pur sempre di qualcosa pensato per muoversi. Sarà pertanto importante conservare la moto d’epoca in un garage poco umido così come sarà importante accenderla e farle sgranchire le gambe di tanto in tanto, anche e soprattutto per non generare danni dovuti dal mancato utilizzo che farebbero scendere il prezzo del mezzo.

Scegliere l'originale


Infine, ricordiamoci che un prodotto completamente originale è sempre più apprezzabile rispetto a uno modificato. Prima di acquistare la moto facciamo quindi attenzione al suo pedigree, e informiamoci per quanto possibile su chi siano stati i precedenti proprietari e su quali sono stati i lavori di riparazione a cui è stato sottoposto il mezzo.

Istinto e occhio dell’investitore


Una volta assimilate queste piccole accortezze, sarà l’istinto dell’investitore il fattore discriminante che permetterà di scegliere un modello potenzialmente interessante rispetto a uno che non ha alcun mercato. A questo proposito, ne elenchiamo 6 nelle righe che seguono, in una lista non esaustiva che ha la sola finalità di fungere da punto di partenza per scegliere le migliori moto d’epoca su cui investire.

Investire in moto d’epoca: i 6 modelli da tenere d’occhio

Triumph Speed Triple (1994)

Triumph Speed Triple (1994) Triumph Speed Triple (1994)

Quando questo modello di Triumph è stato messo in commercio nel 1994, è stato subito chiaro a tutti che si sarebbe trattato di una svolta cardinale nel mondo del motociclismo su strada, una svolta che ancora adesso fa valere il suo fascino.

Oggi non è impossibile imbattersi in un bar o pub dallo spirito revival che espongano in bella mostra una copia della Speed Triple, ma come per ogni altro ramo dell’arte, niente risulta minimamente paragonabile ad un originale.

I modelli T309 sono stati gli unici a prevedere – oltre al motore a raffreddamento liquido da tre cilindri – anche il carburatore; e sappiamo benissimo che l’unicità può fare solo bene ai prezzi delle auto e delle moto d’epoca. Due anni più tardi infatti la Triumph installava sui modelli T509 i nuovi motori a iniezione, pertanto è la versione del 1994 quella da tenere d’occhio: un modello che, dicono gli esperti, nei prossimi dieci anni potrebbe guadagnare più del 200% del suo valore attuale.

Honda Cub (1958)

Honda Cub (1958) Honda Cub (1958)

Questa moto sembra essere stata progettata per essere guidata con una mano, mentre con l’altra si sorregge una confezione di noodle bollenti. Fra le classi operaie è stata tanto importante quanto lo sono state la Vespa, la Model T della Ford o la Fiat 500. La Cub ha permesso al proletariato di muoversi velocemente in città in un’epoca in cui non era così scontato.

È una sorta di piccolo carrarmato, appunto perché venne pensata per essere venduta su larga scala e quindi generare quante meno rogne possibili in quanto a garanzie e lamentele da parte degli acquirenti. Molto più elegante di buona parte delle concorrenti dell’epoca, la Cub è prima di tutto un bell’esemplare da possedere. E non passerà molto tempo prima che qualcuno ti chieda di vendergliela, soprattutto se in buone condizioni.

Ducati 900 SuperSport

Ducati 900 SuperSport d'epoca Ducati 900 SuperSport d'epoca

Se fosse una persona, la 900 SuperSport di Ducati avrebbe non poco imbarazzo a essere definita “d’epoca”: è una moto che ancora oggi conserva una giovinezza tale da fare invidia a qualsiasi altre due ruote messa su strada anche in tempi recenti. L’età avanzata ne ha fatto scendere il prezzo, pertanto si qualifica come un buon prodotto su cui investire, sicuramente uno dei più interessanti in casa Ducati.

Va poi considerato il fatto che a partire dal 2017 la casa modenese ha messo in commercio una nuova serie di SuperSport, fattore che puntualmente riaccende l’interesse degli acquirenti per i modelli più vecchi, che chi ne è in possesso può vendere a prezzi maggiorati.

Entro la prossima decade il valore di una Ducati 900 SuperSport dovrebbe aumentare di oltre il 180%. 

Yamaha YZF-R1 (1998)

Yamaha YZF-R1 (1998) Yamaha YZF-R1 (1998)

Una delle perle più preziose di casa Yamaha ha visto la luce esattamente 20 anni fa, quindi si candida come il prossimo “nuovo” modello d’epoca su cui investire. La YZF-R1 è stata a lungo tempo il paradigma al quale i competitor di Yamaha si sono ispirati per le loro innovazioni, grazie a un design talmente avveniristico per l’epoca da apparire contemporaneo ancora oggi.

Trattandosi di un modello molto comune, comunque, gli esemplari buoni su cui investire dovranno avere quanto meno scarichi, specchietti retrovisori e indicatori di direzione originali, ovvero quelle parti che con maggiore probabilità saranno state cambiate negli altri modelli. Questi modelli rimessi a nuovo, ovviamente, varranno di meno di un 100% original. Se poi il kilometraggio sarà inferiore ai 45/50.000 Km, tanto meglio: ogni valore superiore a questa soglia ne farà decrescere il prezzo di vendita.

Quello che abbiamo detto per la Speed Triple vale anche per la R1: è importante assicurarsene una ora finché il mercato non è ancora saturo, anche perché anche in questo caso le prospettive di rialzo si attendono attorno al 190-210 % entro i prossimi 10 anni.

Aprilia Motó 6.5 (1996)

Aprilia Motó 6.5 1996 d'epoca Aprilia Motó 6.5 1996 d'epoca

Progettata da Philippe Starck, la Motó 6.5 venne pensata come un modo del tutto nuovo (e anche un po’ chic) di muoversi in città.

La sella più stretta della media, le geometrie agili e il motore vibrante conferivano a questo modello un’estrema guidabilità urbana, anche grazie alle sospensioni morbide in grado di affrontare al meglio i tratti di asfalto dissestati. Tuttavia non ebbe molto successo, soprattutto perché bollata come troppo “femminile” dalla community dei biker più duri e puri.

A guardarla oggi, la Motó appare come uno splendido retaggio degli anni ’90, un esemplare che descrive a pieno quella decade così particolare e in qualche modo unica. E non bisogna dimenticare che presto o tardi – dopo quelli degli anni ’50, ’60, ’70 e ’80 – anche il revival degli anni ’90 sarà un qualcosa con cui gli investitori dovranno fare i conti. Meglio arrivarci preparati.

BMW R 80 G/S

BMW R 80 G/S BMW R 80 G/S

Commercializzata a partire dal 1981, la R 80 G/S di BMW è stata la madre di tutte le GS, una delle serie che dopo 30 anni di messa in circolazione detiene ancora svariati record di vendita. Il segreto è stata la sua capacità (pionieristica, per l’epoca) di potersi adattare a praticamente qualsiasi tipo di manto stradale.

Investire in una R 80 G/S è fortemente consigliato perché nel mondo è pieno di motociclisti che già possiedono una GS e sono continuamente alla ricerca del modello precedente, sicuri di trovarne uno a prezzi interessanti. Ma più si va a ritroso negli anni più gli esemplari scarseggiano, e non deve sorprendere se il prezzo dei primi modelli della serie negli ultimi anni è raddoppiato, con prospettive di crescita ancora superiori per gli anni a venire.

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Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

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