Investire in porcellana cinese: Catawiki vs. eBay, quale conviene?

Cosa bisogna sapere prima di comprare porcellana cinese per investimento? Come riconoscere un vero affare ed evitare i falsi? Ecco delle info utili per poter investire in porcellane cinesi

Investire in porcellana cinese: Catawiki vs. eBay, cosa conviene scegliere?

Probabilmente ti sarà capitato di chiederti “conviene davvero investire in porcellana cinese” dopo aver navigato in rete o sfogliato il giornale ed esserti imbattuto in un articolo in cui si parla di un nuovo reperto di porcellana cinese che batte tutti i record di vendita in qualche asta del mondo.

Esistono poi quelle storie un po’ a metà fra il sogno e la realtà, come quella dell’anonimo acquirente che, aggiudicatosi una ciotola ad un mercatino dell’usato per un valore di 3 dollari, ha poi scoperto di avere fra le mani un tesoro che ne valeva milioni.

Perché investire nelle ceramiche cinesi: rischi e opportunità

Certo, scoperte del genere rappresentano più l’eccezione che la regola, e chi è intenzionato a investire in porcellana cinese piuttosto che contare in un colpo di fortuna dovrà accettare almeno due dati di fatto.

  1. negli ultimi venti anni l’interesse degli investitori per questa categoria è aumentato vertiginosamente.
  2. di pari passo all’interesse del mercato è aumentato anche il numero di falsi, alcuni dei quali talmente ben fatti da ingannare anche l’occhio dell’antiquario più esperto.

È chiaro che alcune delle aste di porcellana cinesi più note dell’ultimo decennio non hanno fatto altro che aumentare le mire dei falsari. Nel 2014, ad esempio, un piccolo bicchiere di vino con dei galletti disegnati sopra è stato venduto per l’astronomica cifra di 36 milioni di euro, record battuto recentemente dalla vendita di una ciotola per pennelli che di milioni ne è costati addirittura 37.

Non deve sorprendere, quindi, se il vasellame finto-cinese rientri oggi nell’ambito dei prodotti più contraffatti in Cina.

Porcellana cinese: l’importanza e la fortuna

Chi è intenzionato a investire o anche solo collezionare porcellana cinese dovrà prima di tutto comprendere i fattori che negli ultimi anni ne hanno decretato la fortuna.

Il mercato delle ceramiche orientali infatti è nato in epoca relativamente recente, non più tardi del Novecento, ed ha ampliato il suo parco prodotti soprattutto grazie all’ascesa economica della Cina iniziata a partire dagli anni Novanta.

Tradotto, negli ultimi trent’anni molti cinesi si sono riscoperti ricchi ed hanno iniziato a maturare il desiderio di riappropriarsi di un passato che nel corso dei secoli era stato (s)venduto all’occidente. In altre parole, il mercato delle ceramiche cinesi nasce proprio in Cina, qui ha il suo fulcro principale e da qui fa partire le compravendite più importanti.

Bisogna quindi partire dal presupposto che la porcellana, per i cinesi, ha prima di tutto un significato storico e culturale che affonda le sue radici a più di millennio fa.

In nessun altro luogo del mondo alla porcellana viene attribuito un valore così elevato, nonostante si contino diverse tradizioni manufatturiere di pregio anche nel Medio Oriente e in Europa. Per di più, i mastri artigiani cinesi hanno avuto modo di raffinare le proprie tecniche lungo un lasso di tempo che abbraccia oltre 10 secoli di ininterrotta sperimentazione, pertanto non deve sorprendere se i manufatti qui prodotti abbiano un valore intrinseco superiore rispetto a quello di qualsiasi altro oggetto prodotto altrove.

A ciò va aggiunto che – soprattutto in Estremo Oriente, per via della radicata tradizione del tè – la pratica di collezionare ceramiche cinesi è attestata almeno dall’ottavo secolo (sotto la dinastia Tang) e poi ancora nel nono e nel tredicesimo, quando al potere c’era la dinastia Song. Già da allora, numerosi accademici e poeti descrivevano le meraviglie delle porcellane cinesi, ne comparavamo gli esemplari, assegnavano loro un valore.

Investire in porcellana cinese: capire cosa rende un pezzo pregiato

Una volta appurato l’origine del perché tanto interesse viene riposto nelle ceramiche cinesi, l’investitore dovrà capire come identificare un vero oggetto di pregio.

In realtà, gli aspetti da tenere d’occhio sono relativamente pochi, ma bisogna diventare nel minor tempo possibile raffinati intenditori, altrimenti si rischia di investire in paccottiglia senza alcun valore.

I cinque capisaldi che determinano il costo di un oggetto realizzato in porcellana cinese sono:

  • rarità (o unicità);
  • qualità;
  • bellezza;
  • stato di conservazione;
  • provenienza.

A questi se ne potrebbe aggiungere un sesto, il quale però viene considerato più “volatile” degli altri, cioè il valore storico. Chiaramente una ciotola appartenuta per mille anni alla dinastia reale avrà un valore intrinseco superiore a qualsiasi altro esemplare di identica fattezza.

Prima di iniziare a investire seriamente in porcellana cinese, quindi, è necessario immettersi sui binari giusti.

Che vuol dire diventare un esperto.

Questo è possibile solo andando a osservare i reperti esposti nei musei, o frequentando le tante aste che vengono organizzate periodicamente. Non servirà per iniziare ad acquistare sin da subito, ma almeno ti darà quel bagaglio di conoscenze necessarie a evitare acquisti farlocchi. L’importante, insomma, è capire in prima istanza come sono fatti questi oggetti.

Il periodo di formazione deve durare almeno sei mesi. È necessario non solo per prendere confidenza pratica con il mondo in cui ci si immerge, ma anche per capire quali sono le proprie preferenze e inclinazioni, importantissime per maturare una giusta confidenza con il settore. In fondo, qualsiasi collezionista o investitore finisce puntualmente per apprezzare di più un certo tipo di prodotti, un certo tipo di linee o una certa nicchia di settore, e questo è importante per arrivare a un tasso di specializzazione magari meno onnicomprensivo, ma più focalizzato.

Come individuare i falsi di porcellane cinesi

A più riprese in questo articolo abbiamo parlato dei falsi che circolano nel mondo delle compravendite di ceramiche cinesi. Lo abbiamo fatto a più riprese perché questo è davvero il male maggiore di questo ambiente, un pericolo dal quale è fondamentale imparare a sapersi difendere.

I collezionisti e gli investitori più esperti possono raccontare centinaia di aneddoti su loro colleghi che hanno passato una vita intera ad acquistare pezzi pregiati che poi si sono rivelati falsi in blocco. Il rovescio della medaglia sta tuttavia nell’affidabilità comprovata di chi vende questi articoli.

Alcune case d’asta, ma anche alcuni siti (come vedremo in seguito) vendono esclusivamente oggetti controllati da intenditori di settore e studiosi d’arte, che certificano la provenienza del manufatto e gli conferiscono la dignità artistica e quindi il prezzo che questo merita. Il periodo di formazione di cui parlavamo sopra sarà utile anche a questo, ovvero a capire con una certa facilità di chi ci si può fidare e di chi no.

Perché se è vero che l’industria dei falsi raggiunge ogni giorno livelli di imitazione sempre più sofisticati (e in alcuni casi anche apprezzabili) è anche vero che difficilmente questi prodotti arrivano ad essere venduti sulle piattaforme che contano.

Ma come hanno fatto i falsari a diventare così bravi?

Prima che a metà degli anni ’90 venisse portato alla luce il sito delle fornaci imperiali di Jingdezhen, ai produttori di imitazioni mancava proprio la materia prima per fare il loro “lavoro”.

Ma da quel momento e da quel luogo hanno iniziato a riversarsi sul mercato miriadi di pezzi e frammenti provenienti dall’epoca antica, pertanto ancora oggi è possibile trovarne di diversi ed orientarsi per realizzare un prodotto finito, partendo dalle fattezze di una singola scheggia.

A volte però gli stessi falsari fanno il passo più lungo della gamba, e individuare un falso diventa relativamente semplice per una ragione altrettanto semplice: se sembra troppo bello o in ottimo stato per essere vero, probabilmente non è vero.

Porcellana cinese falsa: cosa controllare

Ma al netto di casi troppo eclatanti, individuare un falso non è così semplice come potrebbe apparire. Gli esperti di settore provano a spiegare le loro tecniche con un detto, che recita: “è complicato, ma è come quando vedi tua madre”.

Cioè che rende tale e inconfondibile la madre di ognuno di noi è l’insieme della sua voce, dell’atteggiamento, dell’aspetto fisico e del profumo; tutti elementi che una volta combinati risultano irripetibili in un altro individuo. Per le stesse ragioni per cui ogni figlio riconoscerebbe sua madre tra mille, quindi, un esperto di ceramiche cinesi è in grado di comprendere con pochi semplici sguardi se un oggetto è autentico o meno.

Per quanto riguarda le porcellane, gli elementi da tenere in considerazione sono:

  • il peso
  • la risposta tattile che si ha toccandone lo smalto e la base
  • la presenza di eventuali marchi di fabbrica lasciati alla base dell’oggetto
  • il modo in cui sono stati realizzati i decori
  • la vernice usata dal decoratore
  • il modo in cui tutti questi elementi combinati insieme conferiscono splendore e brillantezza all’oggetto.

Ma alla fine della fiera, ciò che conta più di tutto è la sensazione che l’acquirente prova dopo l’acquisto. Se non riuscirà a dormire sonni tranquilli, probabilmente sarà per una buona ragione.

Il consiglio finale è dunque quello di non lasciarsi prendere dalla fretta neanche se si ha l’assoluta certezza di aver scoperto un tesoro, ma bensì di osservare con occhio critico e distaccato ciò che ci si pone davanti. Se possibile, l’ideale sarebbe rimandare l’acquisto almeno al giorno successivo, quando si potrà tornare ad esaminare il manufatto con “occhi nuovi”.

Acquistare e investire porcellana cinese online: Catawiki o eBay?

Dedichiamo questo ultimo paragrafo a quelle che sono le piattaforme su online su cui è possibile acquistare porcellana cinese. Sia chiaro, le tradizionali case d’asta rimangono tutt’oggi il miglior modo per essere sicuri al 100% di spendere i propri soldi in qualcosa di assolutamente autentico e di valore, ma non tutti – soprattutto gli investitori alle prime armi – possono permettersi di prendervi parte come acquirenti.

Dopo aver assistito a qualche vendita dal vivo, quindi, e dopo aver maturato quel know-how necessario ad evitare di aggiudicarsi merce falsata, l’investitore può provare ad ottenere i primi pezzi della propria collezione collegandosi ad esempio al più noto, antico e famoso marketplace virtuale: eBay.

eBay, il padre di tutti i marketplace

Un buon modo per eliminare sin da subito gran parte della paccottiglia è quello di ordinare le inserzioni per prezzo, visualizzando per prime quelle più care.

Chiaramente, un oggetto venduto per 280.000 dollari plausibilmente non potrà essere un falso, poiché le norme di eBay sulla compravendita sono molto restrittive e se si rispettano certe condizioni garantiscono all’acquirente di riottenere il denaro speso se si ritiene defraudato.

Ma gli strumenti di tutela che eBay mette a disposizione dei propri utenti finiscono qui, e se si incappa in una truffa si può anche rischiare di non riuscire a riottenere il maltolto.

Un po’ di buon senso, come per tutte le altre cose della vita, è necessario. Innanzitutto, bisogna assicurarsi che il venditore metta a disposizione modalità di pagamento sicure, tracciabili e rimborsabili (come PayPal).

Da evitare quindi bonifici, vaglia internazionali e – più di tutto – ricariche su carte prepagate. Un venditore affidabile avrà inoltre cura di realizzare un’inserzione elegante, chiara e comprensibile, e non avrà problemi a rendere pubblici i propri contatti o ad essere incontrato dal vivo. Qui si apre un’altra strada, quella dell’incontro faccia a faccia.

Teoricamente, sia chi è abituato a vendere oggetti che costano centinaia di migliaia di euro sia chi è intenzionato ad acquistarli non avrà problemi a prendere un treno o un aereo e a spostarsi di persona per visionare l’oggetto in questione.

D’altronde, visionarlo dal vivo è l’unico modo per mettere in pratica l’esperienza accumulata nel “periodo di formazione” di cui parlavamo sopra, e se non ti senti abbastanza sicuro del tuo metro di giudizio nulla ti impedisce di farti accompagnare da un estimatore professionista. Probabilmente ti chiederà di essere pagato, ma il gioco potrebbe valere la candela a fronte dell’acquisto di un oggetto che poi potrà essere rivenduto ad un prezzo maggiorato.

Il consiglio principe per quanto riguarda eBay, quindi, è quello di avviare lunghe trattative ogni qual volta si vuole acquistare un pezzo raro, antico o pregiato: le risposte, l’atteggiamento e la disponibilità del venditore saranno di per sé un primo strumento per valutare se valga la pena fidarsi di lui oppure no.

Catawiki, dove la parola d’ordine è sicurezza

Se eBay ha saputo resistere (con qualche tentennamento) alla sfrenata concorrenza che gli è stata fatta da numerosi rivali nell’arco degli ultimi 10 anni, è stato soprattutto grazie alla vastità del materiale che mette a disposizione. Basta cercare “chinese porcelain” nel motore di ricerca del sito per averne un’idea.

Ma esistono realtà che pur godendo di meno fama rispetto a quella del gigante di San Jose sono riuscite a trovare il loro posto nel marasma del mercato virtuale, e una di queste è senza ombra di dubbio Catawiki. Fondata nel 2008, è diventato in meno di una decade il punto di riferimento per i collezionisti di oggettistica antica e rara di tutto il mondo. Il funzionamento è molto simile a quello di eBay: un utente mette in vendita un oggetto e questo può essere acquistato da chiunque attraverso lo strumento delle aste online.

La differenza principale rispetto a eBay sta nel fatto che Catawiki si avvale della collaborazione di esperti di settore che fanno automaticamente da tramite fra chi vende e chi acquista. Non a caso, sul sito web del marketplace è presente un articolo molto simile a questo in cui Leonne van Bakel, esperta di ceramiche antiche, ci spiega proprio quali sono le 4 ragioni per investire nella porcellana cinese.

Inutile a dirlo, su Catawiki l’offerta di porcellana è molto inferiore rispetto a quella che è possibile trovare su eBay, ma ciò si giustifica in larga parte con il fatto che ogni oggetto deve superare strettissimi controlli da parte degli esperti prima di essere messo in vendita.

Due ulteriori fattori interessanti sono poi il fatto che le aste generalmente partono da prezzi che sono alla portata dei più, pertanto anche il neo-investitore in ceramiche cinesi potrà tentare di muovere i primi passi nell’ambiente senza troppi patemi d’animo, magari rischiando anche di aggiudicarsi un oggetto che alla fine avrà un valore molto superiore a quello di acquisto.

Inoltre, in molte inserzioni oltre ai dati relativi al venditore dell’oggetto e all’oggetto, è possibile trovare anche il valore di mercato dell’oggetto stesso, stimato dall’esperto che si occupa della compravendita in questione.

Pro e contro di eBay e Catawiki

In definitiva, sia eBay che Catawiki hanno evidenti pro e contro. Da un lato, eBay lascia a desiderare in termini di sicurezza poiché i controlli sulla merce venduta sono pressoché inesistenti, sebbene vanti un ventaglio di offerte che non ha eguali al mondo.

Dall’altro, Catawiki assicura ai propri utenti tutta l’esperienza di intermediari che garantiscono sull’autenticità della merce venduta e sono anche in grado di stabilire quale possa essere un prezzo equo al fine di evitare spese eccessive per gli investitori più sprovveduti. Punto dolente è invece quello della quantità di offerta, spesso poca e molto specifica. È un sito che va tenuto continuamente sott’occhio da chi ha intenzione di investire in porcellana cinese. Il rischio è quello di farsi sfuggire l’affare della propria vita.

I 3 passi dell'investitore profittevole ($$$)