Come investire e fare trading sulla cannabis e sull’industria della marijuana legale

Quali sono le opportunità 2019 per chi vuole fare trading ed investire sulla cannabis e sull'industria della marijuana legale?

Come investire e fare trading sulla cannabis e sull’industria della marijuana legale

Il mercato della cannabis è in forte sviluppo: ad oggi il settore è quello che registra più alte percentuali di incremento, e si configura come un’ottima opportunità di investimento sia a breve che lungo termine.

Le previsioni sulla cannabis legale, infatti, sono eccezionali a detta della stragrande maggioranza degli analisti. Ad oggi il mercato convoglia circa 5 miliardi di dollari, ma secondo Bloomberg entro il 2030 si arriverà ai 50 miliardi (fonte). Un’occasione, insomma, da non lasciarsi scappare in quanto business ad elevatissimo potenziale.

Vediamo subito come fare trading sulla cannabis e sull’industria della marijuana legale, dando anche qualche nome indicativo per orientarsi tra le tante aziende che stanno fiorendo in questo settore.

Trading sulla materia prima

In prima istanza possiamo considerare la cannabis per ciò che è, ossia una pianta, ossia una materia prima; il che significa registrarci presso un broker autorizzato come 24Option (link al sito ufficiale) o eToro (click per sito ufficiale) e iniziare a fare trading online con i CFD. Ciò significa che non compreremo fisicamente la cannabis ma uno strumento derivato; il nostro guadagno sarà dato dalla differenza tra prezzo della commodity al momento dell’apertura della posizione e il suo costo alla chiusura.

Il vantaggio principale è quello di potere aprire anche posizioni short, cioè al ribasso, in modo da potere ottenere degli introiti anche nel caso in cui la cannabis scenda di prezzo. Nel mondo delle materie prime non è raro avere un’alta volatilità a breve e brevissimo termine, soprattutto per l’ovvia influenza di agenti atmosferici che influenzano i raccolti. La cannabis è di per sé una pianta molto resistente, ma di certo non esente dagli influssi climatici.

Tra l’altro con il CFD è possibile utilizzare la leva finanziaria, uno strumento che moltiplica l’esposizione sul mercato aumentando di x volte (dipende dalla leva applicata dal broker) il capitale iniziale. Da usare con moderazione e discernimento!

Trading sulle azioni

Per quanto concerne le azioni sulla cannabis, si tratta dello stesso procedimento che faremmo per titoli di qualunque altro tipo; ci informiamo sulla società (e sì, non possiamo non studiare prima di rischiare i nostri risparmi!) e compriamo una o più azioni presso un istituto di credito o un broker online. Si scopre immediatamente che le aziende che si occupano di canapa e che sono quotate in borsa sono più di quello che si sarebbe creduto.

Aurora Cannabis, canadese, è quotata alla Borsa di Toronto e opera in ben 18 Paesi; è la realtà più grande e solida nell’ambito della cannabis, un investimento di sicuro ritorno economico. Peraltro Aurora ha siglato una partnership con Coca Cola per la produzione di una bevanda a base di cannabis medica ad alto contenuto di CBD, sostanza con proprietà antidolorifiche e antispasmodiche presente nella pianta.

Altro titolo interessante è quello di Canopy Growth, forse più conosciuta con il suo vecchio nome Tweed Marijuana. È una delle società a più alta capitalizzazione di mercato, che negli ultimi anni ha ampliato notevolmente i settori di ricerca ed export.

In questi casi però dobbiamo tenere in considerazione il cambio tra la nostra moneta unica e il dollaro, che naturalmente può essere a vantaggio così come a svantaggio dei nostri guadagni.

Se non hai mai fatto trading o sei un principiante, probabilmente è meglio iniziare con azioni denominate in euro, come quelle della tedesca Deutsche Cannabis AG.

Trading su ETF e indici

Possiamo esporci anche su una più ampia fetta di aziende e società legate alla cannabis investendo su un indice. Imprescindibile puntare sul North American Marijuana Index, che raggruppa gli stock principali degli operatori canadesi e statunitensi; al suo interno, infatti si divide in due sottoindici, l’US Marijuana Index e il Canadian Marijuana Index.

Grazie al boom della cannabis gli indici hanno guadagnato anche oltre 50 punti percentuali, motivo per cui si potrebbe riservare una parte del proprio capitale a questo tipo di trading, ad esempio su Plus500 (sito ufficiale) che offre un’ampia gamma anche di ETF. Sulla piattaforma puoi usufruire di corsi gratuiti che caldeggiamo di seguire, così da imparare dagli esperti tutti i tricks e le strategie per mettere a segno investimenti efficaci. Per chi è agli inizi può essere utile anche il copy trading di eToro, una funzionalità che consente di copiare le mosse di trader professionisti; puoi selezionarli in base al profilo di rischio e alla percentuale di successo, in modo da far crescere il capitale iniziale e proseguire poi sulle tue gambe.

Inoltre queste piattaforme (ma anche la succitata 24 Options) consentono di iniziare ad operare con un deposito minimo di 100 euro; una cifra che permette anche ai piccoli risparmiatori di iniziare a costruirsi la propria rendita grazie al trading sulla cannabis. Segnaliamo anche la possibilità offerta da molti siti, tra cui Plus500, di avere un conto demo gratuito per testare le proprie mosse senza rischiare neppure un euro.

Conviene investire sulla cannabis e sull’industria della marijuana?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo valutare la domanda di cannabis e marijuana, che di certo sta esponenzialmente aumentando. Si pensi ad esempio al proliferare di hemp e grow shop nelle nostre città, indice di una maggiore apertura legale e progressiva accettazione.

Va inoltre valutato il settore medico, farmaceutico e biotecnologico, le cui ricerche e sperimentazioni stanno dando buoni risultati. Soprattutto il biotech è un settore già di per sé redditizio, tanto che gli esperti hanno predetto un +20% del comparto entro il 2020; se a ciò uniamo l’appeal della cannabis si intuisce bene quanto questo “matrimonio” possa dare più che ottimi frutti.

Sarà proprio questo 2019 l’anno cruciale, quello della svolta e del rally. Da un lato il Canada concluderà la piena legalizzazione della cannabis, legittimando di fatto il consumo di marijuana a scopo ricreativo, e dall’altro in alcuni stati degli USA si porrà in essere la volontà popolare sul consumo di canapa, espressa poco tempo fa tramite referendum. In sostanza, dall’allargamento della base di consumo ci si aspetta un exploit in termini di coltivazione e produzione, e dunque di performance borsistiche.

Ancora, da quest’incredibile pianta si produce olio, sempre più diffuso nelle diete ma anche a scopi industriali, come nel caso dell’automotive per cui la cannabis costituisce un carburante alternativo; discorso simile per fibre e materiali duri ricavati dalla canapa che sono utilizzati per le costruzioni immobiliari. Non solo, in questi due esempi, possibilità per i mercati di ottenere materie prime a bassissimo costo, ma anche a ridotto (anzi, quasi nullo) impatto ambientale. Una svolta importante per una green economy sostenibile e rispettosa del pianeta che sta prendendo piede, per fortuna, in maniera decisa e pervasiva, la cui onda può essere cavalcata anche da un punto di vista finanziario facendo investimenti oculati in azioni o fondi di questi due settori.

Infine, come accennato all’inizio, gli analisti inseriscono la cannabis (e le varianti canapa e marijuana) in un canale marcatamente rialzista. Certamente va considerato anche il dove investire; attualmente per puntate mirate ed efficaci suggeriamo le già solide società che operano in Canada e negli Stati Uniti, ma non si sottovaluti l’Europa. Di recente questa realtà ha iniziato ad affondare le sue radici anche nel Vecchio Continente, soprattutto in Germania e nell’area settentrionale.

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