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Materie prime e blockchain, oro e petrolio ma non solo

La blockchain potrebbe presto rivoluzionare anche il mercato delle materie prime, non solo oro e petrolio, ma anche diamanti e materie agricole.

Materie prime e blockchain, oro e petrolio ma non solo

Il mercato delle materie prime potrebbe presto adottare la blockchain con l'obiettivo di rendere più sicure ed affidabili le transazioni.

Sembra un paradosso: mai nessun mercato più di quello delle commodities è visto come pratico e reale, e proprio lui potrebbe finire per affidarsi alle blockchain (registro informatico nato con le criptovalute) per migliorarsi nel corso del tempo.

Non si tratta più solo di comprare oro pagando in Bitcoin, ma ci si spinge ben oltre.

Oro e Blockchain, chi ha mosso i primi passi

La prima borsa merci ad adottare la blockchain è stata la London Bullion Market Association, ovvero il mercato di riferimento per l'oro fisico di Londra. Gli obiettivi sono chiari: migliorare la tracciabilità del metallo per evitare frodi e riciclaggio, oltre che per rassicurare chi decide di investire in oro fisico che non si tratta di lingotti di dubbia provenienza.

In direzione della Blockchain anche il World Gold Council (WGC), che rappresenta invece le società aurifere di tutto il mondo. In questo caso l'obiettivo è diverso e consisterebbe nel consentire la diffusione, anche in Europa, delle "kilobar", lingotti di oro da 1kg che sono già ampiamente diffusi in Asia ma che da noi sono soppiantati dal London Good Delivery Standard.

Pochi giorni fa, infine, anche De Beers, nota società estrattrice e produttrice di diamanti, si era dichiarata in favore delle blockchain come modo per contrastare la diffusione e la vendita dei diamanti insanguinati (fonte).

Ing, Société Générale e Abn Amro hanno effettuato un test riguardante 60.000 tonnellate di soia che, dagli USA, sono state vendute alla società cinese Shandong Bohi Industry. Ogni singolo contratto, certificato e lettera di credito è stato creato utilizzando la blockchain, il che si è dimostrato avere due vantaggi: da un lato l'eliminazione della carta, dall'altro la maggior semplicità di monitorare ogni singolo passaggio della vendita, con conseguente possibilità di calo dei contenziosi.

Nel campo dell’energia elettrica, invece, l'italiana Enel e la tedesca E.On hanno dato vita al primo scambio di elettricità tramite blockchain, grazie all'uso di Enerchain, una piattaforma sviluppata da Ponton.

I vantaggi della Blockchain per il mercato delle materie prime

L'indubbio vantaggio della Blockchain per il mercato delle materie prime è legato il fatto che si tratta di un registro pubblico, visibile a tutti, immutabile e molto resistente ad attacchi da parte di hacker e malintenzionati.

Quali materie prime potrebbero trovare maggior vantaggio dalla blockchain?

Indubbiamente oro, diamanti e petrolio beneficerebbero molto dall'introduzione di questo registro. Si tratta di tutte quelle materie di alto valore, che sono suscettibili di rischi, contraffazione ed attività illecite.

In ogni caso, un po' tutte le materie prime potrebbero trovare vantaggio dall'uso della blockchain, non fosse altro per migliorare la trasparenza delle operazioni e la velocità delle stesse.

Ma, come abbiamo visto, anche le materie prime agricole possono trarre giovamento dall'introduzione della blockchain.

Come potrebbero beneficiarne le criptovalute

Considerando che le criptovalute sono legate alla blockchain, sia i Bitcoin che gli Ethereum (ma anche le altre altcoins) potrebbero beneficiare di questo nuovo legame e far registrare un incremento di prezzo, il che significa che potrebbero esserci interessanti opportunità di investimento.

Scritto da Davide Domenico. Mi specializzo nel mercato delle commodities (o materie prime): quotidianamente studio il settore e rimango aggiornato per cercare di prevedere gli andamenti dei prezzi.

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