Obbligazioni a tasso fisso 2019: sicurezza e convenienza

Tra i vari tipi di investimenti, le Obbligazioni a tasso fisso, sono un compromesso tra la propensione al rischio e gli obbiettivi di guadagno. Vediamo meglio come funzionano e se conviene investire in tale modo.

Obbligazioni a tasso fisso: sicurezza e convenienza

Le obbligazioni a tasso fisso sono titoli di credito che assegnano all’investitori cedole periodiche in percentuale sempre uguale stabilità al momento del contratto; a scadenza viene inoltre corrisposto il 100% del valore nominale.

Facendo un esempio, se acquistiamo un’obbligazione che paga interessi del 2%, riceveremo il 2% fino alla scadenza. A questo proposito, generalizziamo dicendo che, di solito, questo tipo di bond eroga le cedole ogni 6 o 12 mesi.

Il prezzo di vendita è direttamente legato al tasso di mercato; è importante sottolinearlo perché il valore del titolo può mutare nel corso del tempo. Ad esempio se il tasso di mercato sale, allora anche il prezzo delle obbligazioni già emesse lieviterà, dal momento che si prospetta un maggior guadagno dei nuovi titoli con relativa svalutazione dei precedenti che avevamo acquistato ad un tasso inferiore.

Si intuisce da ciò come la strategia più sicura sia, per queste obbligazioni, portarle a scadenza; venderle prima significherebbe esporsi alle fluttuazioni del tasso di mercato, con la possibilità che diminuisca il valore di vendita e quindi incorrere in una perdita in conto capitale.

Le obbligazioni a tasso fisso sono sicure?

Le obbligazioni, per loro stessa natura, sono considerate strumenti sicuri, tanto che tradizionalmente, soprattutto nel nostro Paese, sono l’investimento tipico di chi ha un basso profilo di rischio ed è interessato a proteggere i propri risparmi più a speculare.

Tuttavia in finanza una sicurezza al 100% non esiste; anzi, in generale quando si parla di denaro è così, dato che neppure tenere i risparmi sotto il materasso ci protegge da un eventuale furto. Per questa ragione è importante valutare i pericoli delle obbligazioni a tasso fisso, ricordando comunque che sono piuttosto contenuti rispetto a quelli messi in gioco da altri asset.

Rischio di interesse

Il primo da valutare è il rischio di interesse, ossia, come accennato sopra, la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca di pari passo al tasso di interesse. Le obbligazioni a tasso fisso, in particolar modo quelle a lunga e lunghissima scadenza, sono piuttosto esposte a questo rischio. Dal momento infatti che la cedola è fissa, per adeguare il rendimento alle variazioni dei tassi, ciò che si modifica è il prezzo.

Rischio emittente

Secondo punto riguarda il rischio emittente (detto anche rischio credito), cioè l’inadempienza della società nel pagamento delle cedole o del valore nominale a scadenza. In questo caso dobbiamo valutare la solidità dell’azienda che ha offerto le obbligazioni, guardarne il rating e gli interessi offerti: il rapporto tra percentuale di rendimento e rischio emittente è infatti direttamente proporzionale, poiché all’aumentare del primo cresce anche il secondo.

Naturalmente non è detto che la società fallisca o non paghi, così come non è detto che non ci si esponga a questo rischio investendo in gruppi valutati AA: si parla solo di pericolo potenziale.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità concerne invece la possibilità o difficoltà di vendere le proprie obbligazioni a tasso fisso sul mercato secondario prima della scadenza e ad un prezzo conveniente.

Minori sono gli interessi, più il bond è liquido; in questo caso il rischio si limita di molto puntando ad obbligazioni di grandi e solide società.

Rischio di cambio

Infine, il rischio di cambio, legato al fatto che, se acquistiamo obbligazioni a tasso fisso in valuta diversa dall’euro, potremmo avere rendimenti inferiori, o addirittura negativi, in base al cambio tra le divise.

Tale rischio aumenta nel caso di società e banche di Paesi in cui lo Stato incide direttamente nella sfera finanziaria “privata”, insomma quando pubblico e privato, politica ed economia non sono indipendenti.

Conviene investire in obbligazioni a tasso fisso?

Guadagni piccoli ma stabili

Le obbligazioni a tasso fisso, offrendo una remunerazione periodica stabile, sono ideali per i piccoli risparmiatori che, pur avendo vincolato parte del loro denaro, necessitano di un rimborso tanto per ragioni economiche quanto psicologiche, sapendo peraltro in anticipo il suo ammontare; in tutti i casi è sempre possibile vendere le obbligazioni sul MOT, e in questo caso consigliamo, se non si dispongono di grossi capitali, di puntare a bond molto liquidi.

Buona Rendita per piccoli risparmiatori

Una convenienza assoluta è difficile da determinare; sicuramente le obbligazioni a tasso fisso sono un’ottima soluzione se siamo in cerca di una piccola rendita, un porto sicuro che non ci consentirà certo di comprare uno yatch, ma di poter arrotondare quasi certamente sì. Un buon investimento, insomma per chi ha piccole necessità quotidiane e vuol tenersi lontano dai rischi.

Semplice gestione

Va inoltre rilevato che questi bond sono piuttosto semplici da gestire: si acquistano con facilità (la maggior parte delle transazioni avviene sul mercato secondario, più che al momento dell’emissione) e non necessitano di “manutenzione”, specialmente se l’azienda-madre ha alto rating e conti solidi.