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Previsioni Euro dollaro 2018: debolezza Euro a lungo termine?

Il rapporto di cambio euro dollaro è il più importante sul mercato del forex, ma che previsioni ci sono per il 2018? Qui le previsioni che si basano su dati di mercato e attese economiche.

Previsioni Euro dollaro 2018: debolezza Euro a lungo termine?

Il rapporto di cambio EUR/USD è il più importante in assoluto tra tutte le coppie di valute, lo sappiamo bene. Per questo motivo, tanti sono interessati a conoscere e cercare di capire quali saranno le previsioni 2018.

Andiamo a vedere, di seguito, che scenari potremmo attenderci dal prossimo anno e, alla fine, andremo a gettare uno sguardo anche al 2019, perché potremmo avere delle interessanti sorprese.

Previsioni euro dollaro nel 2018

Le previsioni seguenti non sono una indicazione certa del futuro.

2018 Minimo - Massimo
Gennaio 1.192-1.228
Febbraio 1.210-1.255
Marzo 1.201-1.237
Aprile 1.190-1.226
Maggio 1.198-1.234
Giugno 1.216-1.271
Luglio 1.252-1.292
Agosto 1.273-1.331
Settembre 1.311-1.360
Ottobre 1.332-1.372
Novembre 1.304-1.352
Dicembre 1.324-1.380
Nel 2018 EUR/USD sarà una delle coppie valute più interessanti su cui fare trading.

Ultim'ora

Effetto BCE sui cambi, l'euro si svaluta


Secondo le ultime novità in arrivo dalla BCE (Banca Centrale Europea) e del suo governatore Mario Draghi, il QE europeo sta per finire. Il numero uno della BCE ha confermato che entro la fine del 2018 gli acquisti di titoli finiranno, mentre i tassi di interesse non aumenteranno prima del 2019.

L'effetto sull'euro contro il dollaro è stato dovish, con la moneta unica che ha perso terreno contro la divisa americana.

Jerome Powell nuovo presidente FED


Ad inizio febbraio Jerome Powell è diventato il nuovo presidente della FED al posto di Janet Yellen. Powell ha fatto sapere di voler continuare la linea del predecessore, ma già in passato lo stesso aveva spinto più volte per un aumento dei tassi, ed ora che è presidente sono in tanti a pensare che il 2018 sarà l'anno dei rialzi dei tassi di interesse americani.

Nessuno shutdown, pericolo scampato


Alla fine non c'è stato nessuno shutdown, quindi pericolo scampato per il cambio euro dollaro e, in maniera particolare, per la valuta americana.

Shutdown USA, che effetto sul dollaro?


E' molto recente la notizia dello "shutdown" USA, che porterà a partire dal 22 gennaio 2018 alla chiusura della maggior parte degli uffici pubblici americani. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l'articolo su "La Repubblica" e su "Ansa".

L'effetto sul dollaro è stato inevitabilmente di calo nei confronti delle altre valute, in maniera particolare contro euro e sterlina.

Fino a che la situazione non si risolverà, la previsione potrebbe essere negativa e portare ad un calo della moneta americana.

I market mover

Per quello che riguarda il prossimo anno, tutte le previsioni sono rialziste. Cerchiamo di capire perché.

Il parere degli esperti. Secondo gli esperti di settore, il valore del cambio eur / usd al momento è troppo sottovalutato e il prossimo anno potremmo avere un incremento fino a 1,30 (1 EUR = 1,30 USD).

Nel 2018 EUR/USD sarà una delle coppie valute più interessanti su cui fare trading.

Per capire il movimento dei prezzi di questo rapporto di cambio è importante andare ad analizzare i market mover del rapporto di cambio euro dollaro.

In sostanza, si tratta di andare a studiare ed analizzare quali sono le notizie e le novità, dal punto di vista economico ma non solo, che potrebbero influenzare nei prossimi mesi questo rapporto di cambio.

I tassi di interesse


Sappiamo che i tassi di interesse influiscono molto sui valori di cambio. Nel momento in cui una banca centrale aumenta il tasso di cambio, nella maggior parte dei casi il prezzo di quella valuta sale, mentre se lo taglia, scende.

Tenere controllato il calendario delle riunioni 2018 della BCE e quello delle riunioni 2018 della FED è fondamentale per capire il momento in cui ci saranno i periodi più critici (quelli durante i quali potrebbe essere consigliato rimanere fuori dal mercato).

Dopo la riunione e dopo la pubblicazione del tasso di interesse, soprattutto se il risultato è molto diverso dalle attese, le valute di riferimento potrebbero ballare molto.

Inflazione


L'inflazione è un dato molto importante perché essa 'è in grado di orientare le politiche monetarie. Tutte le banche centrali del mondo hanno stabilito una percentuale di inflazione pari al 2% annuo, per cui se essa è molto più bassa si cercherà di farla salire con pratiche di quantitative easing, mentre se è alta si cercherà di farla scendere.

Di solito, se l'inflazione si allontana dal target del 2% per eccesso, l'effetto sulla valuta di riferimento è positivo, se invece ci si allontana per difetto, allora l'effetto è negativo.

Quantitative Easing


Si parla di Quantitative Easing (o QE) per indicare quelle decisioni prese dalle banche centrali che puntano all'immissione di denaro sul mercato ai fini di aiutare un'economia in difficoltà.

Quando una banca centrale immette denaro sul mercato (come ha fatto in passato la FED e come sta ancora facendo la BCE) di solito l'effetto sulla valuta è negativo.

Poiché si dice che la BCE dovrebbe terminare il suo QE nel 2018, l'andamento dell'euro potrebbe essere sempre più positivo mano a mano che gli aiuti diminuiscono.

Economia dell'eurozona

L'economia dell'eurozona dovrebbe riprendersi, il che spingerebbe gli investitori ad investire di più nel "vecchio continente", con conseguente acquisto di euro per poterlo fare.

Attenzione però: la BCE cercherà di contrastare, per quanto possibile, l'aumento di valore della moneta unica. Ovviamente, quando una moneta è forte, conviene di meno, per le aziende ed i privati esteri, acquistare in quella data valuta, perché, a parità di moneta nazionale, si acquisterebbe di meno.

Capiamo bene il concetto: su un americano dovesse acquistare 1.000 euro di beni in Europa, ad un tasso di cambio di 1,10 spenderebbe 1.100 dollari, mentre ad un tasso di cambio di 1,30 ne spenderebbe 1.300. Egli acquista sempre lo stesso quantitativo di merci dall'Europa, ma spende di più.

E l'economia di un paese e di una zona economica si basano, ovviamente, anche sugli acquisti da parte di aziende e privati che arrivano da fuori.

Alcuni dicono, tuttavia, che la battaglia della BCE è persa già in partenza.

Il fair value, ovvero il potere di acquisto. Benché la zona economica europea sia in fase di ripresa, il potere di acquisto dell'euro rimane ancora debole.

Questo valore, noto anche come PPP, indica il valore di una valuta rispetto ad un’altra, calcolato sulla base del valore di uno stesso paniere di merci acquistato nei rispettivi paesi.

Se il valore del PPP è superiore alla media, significa che una valuta è sopravalutata, pertanto potrebbe iniziare a scendere. Al contrario, se il PPP è inferiore alla media - come nel caso dell'euro - significa che tale valuta è sottovalutata, dunque potrebbe cominciare a salire.

I cicli finanziari. Entriamo ora un po' più nel tecnico, ma si tratta comunque di considerazioni interessanti.

I mercati finanziari sono formati da un ciclo Ventennale, che si compone di quattro diversi cicli economici della durata di 5 anni ognuno. Da quando l'euro è entrato in circolazione, sono passati 3 cicli economici, pertanto ne mancherebbe uno.

Il ciclo quinquennale attualmente in corso, per questo motivo, dovrebbe essere quello ribassista, per cui l'euro potrebbe presto iniziare a scendere, di conseguenza il dollaro finirebbe per rivalutarsi sull'euro.

Ma la storia non è così semplice.

Secondo alcuni, infatti, ci troviamo piuttosto nell'inizio di un nuovo ciclo ventennale, pertanto il ciclo economico in corso diventerebbe rialzista, invece che ribassista.

In questo caso, l'euro dovrebbe continuare ad apprezzarsi contro il dollaro USA USD, con conseguente duro colpo da assorbire per le esportazioni europee, che diventeranno meno competitive rispetto a quelle tedesche. La situazione in Europa, poi, non è equa in termini di forza economica dei vari paesi, lo sappiamo bene, pertanto si pensa che la Germania sarà in grado di assorbire il colpo, mentre altri paesi - come l'Italia e la Spagna, ad esempio - meno.

Da tenere presente che le date e le durate dei cicli economici non sono mai fisse, pertanto non si può mai essere veramente sicuri di come saranno le previsioni del  2018, se non continuando a monitorare i mercati.

Euro/Dollaro nel 2019, l'anno della svolta

La vera sorpresa, tuttavia, sarà per il 2019, quando la BCE metterà fine al suo QE (Quantitative Easing) e l'euro dovrebbe continuare ad apprezzarsi contro il dollaro americano (in genere, quando un paese dismette il QE, la sua valuta cresce di valore contro le altre).

Ma anche qui attenzione: il 2019 sarà l'ultimo anno di Mario Draghi in carica come governatore della BCE, quindi gli investitori potrebbero essere più spinti a vendere euro in virtù del dubbio futuro sul prosieguo delle dinamiche della Banca Centrale Europea, piuttosto che a comprare in seguito alla fine del QE.

Le previsioni seguenti non sono una indicazione certa del futuro.

2019 Minimo - Massimo
Gennaio 1.331-1.371
Febbraio 1.290-1.351
Marzo 1.261-1.310
Aprile 1.270-1.308
Maggio 1.268-1.306
Giugno 1.276-1.314
Luglio 1.273-1.311
Agosto 1.236-1.292
Settembre 1.244-1.282
Ottobre 1.263-1.321
Novembre 1.285-1.325
Dicembre 1.282-1.322
2018 2019 potrebbero dare buone opportunità di trading.

Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

Per approfondire: