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Tasse Oro Fisico da Investimento: cosa mettere in dichiarazione?

Tasse Oro Fisico da Investimento: cosa mettere in dichiarazione?

La tasse sull'oro fisico da investimento sono un discorso molto semplice in Italia, in quanto la legge divide bene le varie casistiche.

Tasse oro fisico, aggiornamento 2019

IVA, Imposta sul Valore Aggiunto


La legge prevede che sull'acquisto di oro fisico non si paga IVA.

Questo va ad enorme vantaggio degli investitori finali, che possono acquistare il metallo giallo senza incorrere nell'extra costo legato all'Imposta sul Valore Aggiunto italiana.

La condizione fondamentale per acquistare oro fisico senza IVA è rivolgersi ad un operare iscritto all'Albo della Banca d'Italia: per maggiori informazioni e per consultare l'elenco delle aziende iscritte, visita il sito ufficiale della prima banca italiana per importanza.

I controlli che la Banca d’Italia effettua sono molteplici, tutti finalizzati alla protezione del consumatore finale in quanto le aziende che possono iscriversi a questo albo devono rispettare determinati requisiti che ne mettono in luce la trasparenza e la professionalità.

Possesso di oro fisico


Non è prevista alcuna tassa per il semplice possesso di oro fisico.

In pratica, chi acquista lingotti o monete in oro e le detiene in cassaforte, o presso una cassetta di sicurezza in banca, non dovrà pagare nulla fino a che tale oro rimarrà depositato.

Tassa sulla plusvalenza


Nel caso in cui dalla vendita di oro fisico si realizzi una plusvalenza, ovvero un guadagno, su di esso dovrà essere pagata un'imposta pari al 26% (la tassa sul Capital Gain prevista per l'Italia).

Tale tassa dovrà essere versata solo nel momento in cui si realizza la plusvalenza, cioè quando si vende.

Facciamo un esempio numerico per semplificare.

Ipotizziamo di aver acquistato 10.000 euro in oro fisico e di rivenderlo, dopo un certo periodo, a 12.000 euro.

La plusvalenza si calcola facendo la differenza tra ricavo e costo, pertanto in questo esempio è di 2.000 euro.

Su tale importo dovrà essere applicato il 26%, pari a 520 € .

Tale somma dovrà essere poi dichiarata nella prima dichiarazione dei redditi utile, secondo le indicazioni del proprio commercialista o revisore contabile.

E' fondamentale, tuttavia, conservare la fattura o la ricevuta di acquisto, da cui si evince il costo di acquisto.

Se si è persa la ricevuta di acquisto dell'oro fisico, l'Agenzia delle Entrate chiederà di calcolare la tassa di Capital Gain sul 25% dell'importo della vendita.

Nel nostro esempio, il 25% su 12.000 € è 3.000 euro, dunque la plusvalenza ipotizzata. Il 26% su tale importo è 780 € : una tassa maggiore rispetto a quella che si sarebbe realmente pagato se si avesse avuto la ricevuta di acquisto.

Secondo la legislazione attuale, non ci sono altre tasse da pagare sull'oro fisico.

Minusvalenza


Una minusvalenza è l'opposto della plusvalenza, e si ha quando il prezzo di vendita di un bene è inferiore a quello di acquisto.

Secondo la legislazione italiana (e questo si applica anche all'oro fisico), le minusvalenze vanno portate in detrazione delle plusvalenze.

Tornando al nostro esempio di prima, se si avesse anche una minusvalenza di 500 € in aggiunta alla plusvalenza di 2.000 € , la Tassa sul Capital Gain si dovrebbe calcolare su 1.500 € (cioè la differenza tra plusvalenza e minusvalenza).

L'importanza di un commercialista

Questo articolo non vuole e non può sostituirsi alla consulenza di un dottore commercialista o di un revisore contabile professionista, per cui invitiamo sempre di rivolgersi a loro per registrare correttamente la Capital Gain Tax all'interno della propria dichiarazione dei redditi al fine di evitare multe, e per rimanere aggiornati su eventuali novità da parte dell'ordinamento italiano per ciò che riguarda la tassazione.

Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

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