Vivere di rendita è possibile? Come investire per vivere di rendita?

Soprattutto in alcuni momenti della propria vita, quando si è pressati e stressati a lavoro, si sogna di vivere di rendita. Ma è davvero possibile vivere di rendita? Ecco cosa fare.

Vivere di rendita è possibile? Come investire per vivere di rendita?

Vivere di rendita è un sogno di molti: smettere di lavorare, per la maggior parte degli italiani, 8 ore al giorno e potersi dedicare a passioni, interessi, famiglia, viaggi sembra un Eden da immaginare prima di addormentarsi più che una concreta possibilità, e si finisce con il rinunciare prima ancora di iniziare.

In effetti l’errore di fondo è quello di calcolare, ad esempio, quanti soldi servono per vivere di rendita dai 50 sino ai 90 anni (ponendo quest’età come speranza di vita media), e naturalmente la cifra che ne vien fuori è talmente alta che ci si scoraggia.

Certo, è chiaro che servano pianificazione e organizzazione, ma niente è impossibile, men che meno vivere di rendita.

Come investire per vivere di rendita?

La parola chiave è investimento: solo con un portafogli ben diversificato e ottimizzato si possono ottenere ricavi periodici e stabili che consentono di rinunciare allo stipendio e mantenere un tenore di vita più che soddisfacente. Va da sé, ed è giusto specificarlo, che non esistono investimenti del tutto privi di rischi: persino le obbligazioni, tradizionalmente considerate sicure, sono esposte al pericolo di fallimento dello Stato.

Tuttavia, suddividendo il proprio capitale su più asset in modo razionale, è possibile minimizzare questi rischi e ottenere il denaro sufficiente per vivere di rendita.

Vediamo subito qualche consiglio pratico su come investire per vivere di rendita.

Risparmiare è la prima forma di investimento

Non si sfugge: il primo comandamento del buon investitore è quello di risparmiare. Il che non significa rinunciare alla pizza settimanale o vivere di stenti, sia chiaro. Si tratta piuttosto di gestire la propria liquidità, utilizzando i tanti strumenti che si hanno oggi a disposizione.

In primis, i conti deposito, soprattutto quelli a linea vincolata: sono sicuri e pagano buoni interessi. Di solito le banche offrono vincoli anche a breve termine, e si può ritenere un’ottima alternativa al conto corrente, su cui invece il denaro stalla senza crescere (o comunque i tassi sono pressoché irrisori). Naturalmente ciò presuppone avere già un gruzzolo da parte, ma come fare se il portafogli piange?

Utilizzando una semplice app. Alcune applicazioni bancarie consentono di destinare una quota del saldo ad una sorta di salvadanaio virtuale; la cifra, poniamo caso 200 euro, “sparirà” dal saldo disponibile, evitando così spese inutili.

In caso di necessità la si può sempre reimmettere nel conto, ma avere a disposizione un certa somma farà sì che, psicologicamente, le tue uscite mensili saranno ricalibrate. Se il tuo istituto di credito non dovesse fornire questo servizio, niente paura: esistono moltissime app di questo genere, e gratuite, per qualunque sistema operativo.

Vivere di rendita investendo in obbligazioni

Come abbiamo accennato all’inizio, la diversificazione è essenziale perché nessuno strumento da solo ti consentirà di vivere di rendita. Si può iniziare allocando una parte del capitale in obbligazioni statali, in un’ottica di protezione dei propri risparmi.

Si suggerisce di controllare i migliori rendimenti offerti dal mercato tramite la consultazione dei listini Mot ed EuroTLX, ma si può allargare lo sguardo ai treasury statunitensi, che garantiscono ottimi profitti. Ad esempio i nostri Bot offrono una cedola semestrale, e a seconda delle proprie necessità finanziarie si può optare per diverse durate (3, 5, 10 e 30 anni).

Se sei un investitore più aggressivo e amante del rischio, i titoli dei Paesi emergenti offrono tassi davvero molto alti; in questo caso attenzione alla politica di quei Paesi, che condiziona pesantemente le relative economie, dunque giornale (o siti internet) sempre aperti per valutare tutti i fattori in gioco.

Rendite assicurative

Ultimamente investire in assicurazioni va meno di moda, ma con un’agenzia seria può essere un buon modo per garantire la sussistenza a sé stessi e ai propri congiunti. Il punto di forza di questa strategia sta nel fatto che le compagnie praticano l’indicizzazione all’inflazione, in modo tale da conservare nel corso del tempo il potere d’acquisto della liquidità.

Vantaggio delle rendite assicurative

Un ulteriore vantaggio è che si tratta di strumenti molto flessibili: nella maggior parte dei casi puoi iniziare ad investire pagando premi anche a partire da 50 euro mensili, e per di più puoi optare per i meccanismi di reversibilità a beneficio di soggetti terzi.

Si tratta di un modello a lungo termine, dunque adatto a chi, nel qui e ora, ha comunque sufficienti mezzi di sussistenza; in tutti i casi può essere utile destinare una quota dei propri risparmi in un’assicurazione, così da tutelare anche i propri cari e godere del trattamento fiscale agevolato del 12,5%.

Vivere di rendita con i ricavi degli affitti

In Italia parlare di rendita fa subito venire in mente la possibilità di vivere degli affitti ricavati dalle proprietà.

Se si ha un capitale consistente è innegabile che alcune città consentano una speculazione maggiore di altre: Milano, Bologna, Firenze, Roma, anche grazie al prestigio delle università, consentono di guadagnare a vita affitti di tutto rilievo.

> leggi le nostre guide su comprare casa per investimento e dove conviene investire in case all’estero.

Investire in città universitarie

Peraltro, con i contratti agli studenti (per lo più a canone concordato), i prezzi per stanza lievitano rispetto al costo dell’intero appartamento, e si può godere di interessanti vantaggio fiscali; si consideri inoltre che è un mercato che non morirà mai, dunque se si ha una casa in città universitarie si consiglia caldamente di non vendere.

Investire in locali commerciali

Discorso diverso invece per i locali commerciali: l’apri e chiudi di attività dovuto agli strascichi della crisi rischia di mandare l’investimento a monte, dunque meglio optare per soluzioni residenziali o uffici, box o studi destinati a professionisti.

Investire in zone turistiche

Un’altra idea è quella di acquistare casa in località a consistente flusso turistico e beneficiare così degli affitti brevi, o optare per trasformare l’immobile in una casa vacanze o b&b. Per ognuna di queste soluzioni esistono agevolazioni fiscali ad hoc che permettono di ottenere una rendita meno “erosa” rispetto agli affitti tradizionali.

Tuttavia la situazione della maggioranza degli italiani è differente: una sola casa, quella in cui si abita, magari con mutuo ancora aperto e nessuna possibilità di sostenerne un altro.

Crowdfunding immobiliare

In questo caso ci si può inserire nel crowdfunding immobiliare, che consente di inserirsi nel mercato del Real Estate con quote irrisorie (in media l’entry level va dai 50 ai 500 euro).

Queste piattaforme presentano una serie di investimenti immobiliari, naturalmente corredati di schede informative anche di previsioni sui guadagni da vendita o affitto; scelto l’immobile che risponde alle proprie esigenze, anche in termini di orizzonte temporale, basta erogare la somma che si è disposti a pagare, e aspettare l’accredito mensile della porzione di affitto proporzionale a quanto si è investito.

A quanto pare, si tratta di una rendita facile e alla portata di tutti.

Vivere di rendita con i Piani di Accumulo Capitale

I PAC (Piani di Accumulo Capitale) sono investimenti periodi che consentono di acquistare o sottoscrivere strumenti finanziari ogni volta diversi per ogni versamento.

Gli analisti li definiscono ideali per investimenti a medio e lungo termine, dunque perfetti per iniziare già da subito a costruire la propria rendita; esistono anche PAC con durata di 12 mesi, ma si consigliano scadenze di almeno 7 anni.

Il maggiore punto di forza dei PAC è che l’investimento dilazionato o copre tutte le condizioni di mercato, consegnandoti una rendita più sicura e al riparo dalle mode e dalle volatilità temporanee.

Vantaggio dei Piani di Accumulo Capitale

Il principale vantaggio dei PAC è che vengono costruiti sulla base della disponibilità economica del contraente, dunque anche in questo caso adatti a tutte le tasche: l’entità del versamento può corrispondere anche a soli 50 euro.

Facciamo un esempio proprio con questa quota minima, ipotizzando un PAC di 7 anni: a scadenza avremo 4.200 euro cui va aggiunto l’apprezzamento in conto capitale. Una cifra del tutto interessante da reinvestire in PAC (o altri strumenti) più consistenti e/o diversificare maggiormente il proprio portafogli.

I 3 passi dell'investitore profittevole ($$$)