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Come investire su sé stessi: perché e come fare personal branding

Oggi un punto sempre più importante su cui focalizzarsi prima ancora di creare un business è personal branding; investire su sé stessi per guadagni sicuri.

Come investire su sé stessi: perché e come fare personal branding

Oggigiorno si fa un gran parlare di personal branding e di quanto sia importante brandizzare sé stessi poiché la gente ha iniziato finalmente a capire quanto sia importante questa pratica.

Non si tratta solamente di conferire maggior popolarità alla propria azienda o startup, ma di fare un vero e proprio investimento a lungo termine sul capitale umano. Il tuo capitale umano.

Il personal branding ha come primo obiettivo quello di aiutarti a capire in maniera chiara e inequivocabile quale dovrà essere la tua strada professionale. E se in futuro farai fatica a ricordartelo il nostro primo consiglio è quello di tenere sempre a mente questa celebre massima di Oscar Wilde: “Sii te stesso. Tutti gli altri sono già stati presi.

Brandizzare sé stessi è quindi fondamentale se si vuole avere un’attività di successo. Pensaci bene: se un cliente è in grado di apprezzare un brand in base a chi lo gestisce, l’azienda si può dire già solida. Quindi, l’imprenditore che è in grado di effettuare una strategia vincente di personal branding si può dire già avvantaggiato rispetto alla concorrenza.

Personal Branding: cos’è davvero?

Il concetto di personal branding nasce e si evolve dall’antica teoria dell “automiglioramento dell’individuo”, secondo cui una persona deve concentrarsi sul migliorare una sua particolare qualità al fine di darne conto alle persone che lo circondano. È quindi in qualche modo un sinonimo di “diventare i massimi esperti” in un particolare campo del sapere, con la differenza che in questo caso il campo del sapere sei te medesimo stesso. Prova a farti questa domanda, e soprattutto prova a rispondere onestamente: ti conosci meglio di chiunque altro? Se la risposta è “no”, o “non del tutto” – e probabilmente sarà così –, allora hai del lavoro da fare.

Si è concordi nel ritenere che l’espressione personal branding sia stata coniata da Tom Peters, autorità nel campo del business management, in un articolo chiamato “The Brand Called You” (‘Il Marchio Chiamato Te’) apparso nel 1997 su Fast Magazine, di cui consigliamo vivamente la lettura. Nel testo, Peter ci dice che “non importa l’età, non importa la posizione, non importa in quale azienda lavoriamo; dobbiamo tutti comprendere l’importanza del branding. Noi siamo i CEO della nostra compagnia: la Me S.r.l.”.

Sui social media, manche su molti blog e siti di settore, è possibile trovare numerose guide su come brandizzare sé stessi online. Ma è importante accettare il fatto che la vita non si limita all’aspetto virtuale, e quindi bisogna anche imparare a parlare davanti a un folto numero di persone, sapersi comportare a modo durante un meeting, presentarsi a nuovi potenziali collaboratori con il piglio giusto. Tutto ciò contribuisce a modellare il brand della tua persona.

Differenza fra personal branding e autopromozione


Inoltre, va precisato che molti non comprendono la differenza fra personal branding e autopromozione. Non sono (più) la stessa cosa, perché il personal branding non implica necessariamente autopromuoversi. Al contrario, ha come obiettivo primario quello di mostrare agli altri che persona sei, una persona che solo in un secondo momento deve iniziare ad autopromuoversi. È inutile farlo prima: un brand scadente rimarrà scadente anche con la campagna pubblicitaria migliore di sempre. Questo discorso si applica tanto ai prodotti e ai servizi quanto alle persone.

Cosa significa investire su sé stessi? Gli strumenti da utilizzare

Il personal branding è la chiave per creare quell’immagine di te stesso che rimarrà positivamente impressa negli altri.

Per costruirla adeguatamente, devi come prima cosa eliminare spocchia e arroganza: devi essere il migliore, devi dimostrare di sapere di esserlo, ma devi sempre rispettare chi si muove intorno a te.

A una tale posizione si può giungere curando con attenzione diversi aspetti del proprio vivere, reale e virtuale. Questi aspetti sono molteplici e possono differire anche di molto in base al contesto in cui ti muovi, ma volendo generalizzare possiamo elencarli come segue.

Un personal branding di successo dovrà la sua fortuna a:

  • Profili sui social network;
  • Sito web;
  • Fototessere / immagini di profilo;
  • Biografia;
  • Curriculum Vitae / portfolio;
  • Biglietti da visita.

Per migliorare il tasso di fidelizzazione nei confronti della tua persona, dovrai lavorare almeno su questi 6 aspetti.

L’obiettivo non è solo quello di dimostrare al mondo chi sei, ma quanto vali e quindi – per proprietà transitiva – quanto vale la tua attività.

Quale che sia l’attività, non ha importanza: dai tortellini ai servizi IT, dai centrini fatti a uncinetto alle auto di ultima generazione, la mente che sta dietro al progetto deve saper mostrare positivamente la propria faccia e il proprio stile, e deve saperlo fare correttamente. Il rischio è quello di perdere credibilità, e quindi denaro.

Come fare personal branding: aspetti su cui lavorare e benefici

Mettiamo le cose in chiaro: tentare di brandizzare sé stessi con successo è un’operazione alla portata di chiunque, ma che richiedere tempo, duro lavoro e tanta pazienza.

Sopra abbiamo visto quali strumenti utilizzare, ora vediamo più in profondità su quali aspetti è necessario porre maggiore attenzione e quali sono i benefici del personal branding.

  • Farsi un nome nel settore. Il fatto che tutti tuoi colleghi (e concorrenti) di settore sappiano chi sei è la miglior cosa che possa capitarti, perché significa che riesci a esercitare un certo potere di attrazione. Di conseguenza, le tue idee e le tue opinioni avranno un peso superiore. Che significa differenziarsi dalla massa.
  • Acquisire vantaggio in termini di competizione. Il punto 1. ha come conseguenza naturale quella di darti un certo vantaggio in termini di competizione. Ma d’altronde è naturale: la persona della cui opinione ci si fida gode anche di maggiore credibilità, quindi risulta più affidabile.
  • Reputazione. Il ché ci porta al punto 3. Brandizzare sé stessi significa anche e soprattutto migliorare la propria reputazione, fattore che ti permetterà di essere maggiormente al centro dell’attenzione.
  • Conoscere il vero te. Dovendo lavorare necessariamente sulla tua persona, imparerai anche a conoscerla meglio. Se la brandizzazione avrà successo, percepirai che la tua fortuna deriva maggiormente da quello che sei e da come sei riuscito a venderti, con notevoli ricadute positive anche sulla tua autostima e sul tuo stato di benessere.
  • Sicurezza. il personal branding ti conferisce un’estrema sicurezza nell’affrontare tutti gli aspetti della vita. In questo modo, non dovrai più dipendere dal lavoro per essere felice.
  • Un valido supporto. infine, riuscire a brandizzare adeguatamente te stesso ti servirà come valido supporto per il tuo viaggio imprenditoriale di successo, dandoti quella spinta iniziale, quella partenza avvantaggiata di chi deve proporre al mercato il suo prodotto o il suo servizio e può farlo sulla base di una credibilità ormai concreta.
  • Brandizzare sé stessi: alcuni consigli utili

    Diventare un brand che la gente possa facilmente riconoscere, quindi, è un’operazione possibile ma non immediata. Pertanto, prima di concludere ecco alcuni consigli che ti aiuteranno a raggiungere prima il tuo obiettivo.

    Prima di tutto, passa del tempo a capire cosa ti piace davvero, cosa non ti piace, e su cosa hai bisogno di lavorare. Ti aiuterà a conoscerti meglio. Una volta che hai compreso a fondo quali sono le tue potenzialità, fa il grande salto e inizia a “vederti”. Procrastinare, non ti aiuterà.

    Inizia quindi ad entrare in contatto con personaggi influenti della tua sfera di mercato, osservandoli, imitandoli e soprattutto frequentando gli stessi eventi. Non avere paura di chiedere suggerimenti a chi ritieni essere un modello da seguire. Dimostrerai di possedere la giusta dose di umiltà e intraprendenza. Oltre agli individui, frequenta anche i gruppi di persone che ritieni più credibili o più promettenti, e fallo sia nel mondo reale sia attivando e gestendo (o facendoti gestire) profili social network ben curati e sempre aggiornati. Con i social network, tuttavia, è necessario fare attenzione. È importante utilizzare soprattutto quelli che in qualche modo rientrano nella tua sfera d’azione: non ha senso perdere tempo dietro ad un hashtag di Instagram se i tuoi competitor vanno alla grande su Twitter. Individua qual è il campo di battaglia e studia per essere competitivo su quello.

    Crea il tuo sito personale o paga qualcuno che lo faccia per te. Evita le brutte soluzioni gratuite e assicurati che abbia un’interfaccia professionale, pulita e moderna. Se gli scettici sono disposti a passare sopra ad un profilo di social network un po’ “pittoresco”, non ti perdoneranno il difetto di non avere un buon sito web. Nell’era della comunicazione informatica, il tuo sito sarà il tuo primo e più importante biglietto da visita. Qui potrai davvero far capire chi sei, e far conoscere la tua persona ai potenziali clienti o collaboratori del futuro.

    Fare personal branding vuol dire in qualche modo investire, seppure su te stesso. E come ogni investimento, è necessario diversificare. Pubblicizzati quindi attraverso diversi canali purché questi siano rilevanti per il settore in cui operi, accresci i tuoi “follower” e i tuoi seguaci, sperimenta modelli di comunicazione ancora inesplorati o ritenuti desueti. Insomma, muoviti un po’ ovunque, ma fallo con la consapevolezza di dover selezionare prima o poi uno o pochi canali privilegiati.

    Le piccole cose cono importanti, e un gesto di cortesia fatto oggi potrebbe tornarti in dietro magari fra un anno. Se sei un esperto di qualcosa, unisciti con discrezione alle community di domande e risposte (come ad esempio Quora): in questo modo potrai farti pubblicità in maniera gratuita, con il beneficio non trascurabile di dare una mano a chi è in difficoltà.

    Per concludere

    Realizzare un personal brand di successo richiede un sacco di duro lavoro e tanta, tanta pazienza. A questi fattori vanno sicuramente aggiunte la passione per quello che fai e la perseveranza nel diventare un esperto del campo in cui operi. In altre parole, una persona che conta.

    Brandizzare te stesso potrebbe dunque richiedere molti mesi, se non anni. Ma una volta trovata la tua nicchia e creata un’affidabile base di seguaci, non ci sarà più nulla in grado di fermarti. Pertanto, inizia sin da ora a trovare del tempo per capire chi sei, in cosa sei bravo e come ritieni opportuno che debbano vederti gli altri. Studia quotidianamente le tecniche per aumentare la tua credibilità e diffondi il tuo sapere in rete così come nel mondo reale.

    Immagina te stesso come un marchio, un marchio che vuole lasciare un’impronta indelebile per tutta la durata della sua esistenza e anche oltre. Investi su te stesso, giorno dopo giorno, e lo scalino che hai salito oggi sarà solo il primo di una lunga serie, alla vetta dei quali troverai le realizzazione professionale e quella umana.

    Per approfondire e studiare meglio il discorso del brandizzare se stessi, consigliamo questo libro (Fai di te stesso un brand. Personal branding e reputazione online), che ha ricevuto molte recensioni positive, e appunto, va a tracciare un percorso per trasformare il proprio nome in un vero e proprio brand.

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    Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

    Per approfondire: