Crowdfunding immobiliare opinioni 2020: ci sono rischi? Si può guadagnare?

Come investire i propri risparmi in maniera sicura e remunerativa? Scopriamo Crowdfunding immobiliare, una forma di investimento ancora poco conosciuta, ma che può essere una valida soluzione anche per piccoli risparmiatori.

Crowdfunding immobiliare opinioni: E' sicuro e conviene investirei propri risparmi?

Da qualche anno, e sempre con maggior frequenza, il concetto di “comunità” è diventato un elemento fondamentale di tutti i settori del nostro vivere quotidiano. Grazie a internet, abbiamo raggiunto la coscienza di cosa possiamo fare come comunità quando lavoriamo in gruppo.

E in questo articolo parleremo proprio dei risultati che si possono ottenere quando un gruppo di individui decide di collaborare per giungere a un fine comune; parleremo cioè del crowdfunding immobiliare, cioè quello che viene rappresentato in Italia da società come Re-Lender (click per il sito ufficiale), specializzata nella riconversione di immobili, e Crowdestate (click per andare sul sito ufficiale), ad oggi il sito con più offerte in assoluto.

Inizieremo prima di tutto col descrivere cos’è il crowdfunding immobiliare analizzandone il funzionamento. Nel farlo, elencheremo anche quali sono i maggiori vantaggi di questa pratica. Passeremo in seguito ad analizzarne i rischi, e infine suggeriremo alcune delle migliori piattaforme sulle quali è possibile effettuare questo tipo di investimento.

Crowdfunding immobiliare: cos’è

Perché di un investimento a tutti gli effetti si tratta. Fare crowdfunding immobiliare significa appunto investire il proprio denaro nel settore degli investimenti in immobili passando da piattaforme virtuali che si incaricheranno di selezionare gli edifici su cui aprire determinati progetti di investimento.

Quindi, ad esempio, la piattaforma che sceglierai potrà comprare una casa con i tuoi soldi, oppure spenderli per ristrutturarla. Alla fine, entrambi guadagnerete sugli introiti della vendita.

L’utente che entra a far parte di questo sistema è a tutti gli effetti un micro-investitore, che diviene tale grazie alla possibilità di gestire le operazioni comodamente da casa, e grazie a internet. Anche se il concetto di crowdfunding è oramai abbastanza sdoganato in molti settori del business, va detto che quello immobiliare è ancora abbastanza “vergine”, pertanto se c’è un momento buono per entrare nel giro è sicuramente quello contemporaneo. Anche perché prima o poi, così come è successo altrove, inizieranno a concorrere anche giocatori molto grossi (vedi i casi di Amazon per i marketplace e di Google per i motori di ricerca), e allora diventerà molto più difficile ricavarsi la propria nicchia.

Le origini

Come nasce il crowdfunding immobiliare? Il termine crowdfunding, di origine inglese, vuol dire letteralmente ‘raccolta collettiva di fondi’. È quindi un sistema di investimento collettivo, già molto apprezzato negli anni passati per finanziare progetti di vario tipo specialmente nel settore della tecnologia. Di base, il crowdfunding nella sua forma più essenziale funziona così: un imprenditore ha un’idea, la diffonde al grande pubblico e dà il via a una campagna collettiva di raccolta fondi (il crowdfunding, appunto), affinché chi è interessato all’idea possa contribuire economicamente, permetterne la realizzazione e la vendita su larga scala, e in molti casi trarne un profitto.

Altrettanto facilmente si potrà intuire che in genere le campagne di crowdfunding riguardano piccoli progetti, e che difficilmente arrivano a coinvolgere un settore imponente come quello immobiliare. Alcuni imprenditori devono tuttavia aver fiutato l’esistenza di questo “buco di mercato”, e sono riusciti con successo a concludere campagne di crowdfunding immobiliare. Un nome su tutti: Rodrigo Niño, imprenditore colombiano che fra i suoi maggiori successi professionali può vantare la vendita (tramite crowdfunding) del più alto grattacielo di Bogotà, e la vendita del primo edificio finanziato parzialmente tramite crowdfunding, ubicato niente meno che a New York. Il valore dell’operazione al momento del finanziamento è stato pari a 15 milioni di dollari. La ricapitalizzazione è stata invece completata in meno di due anni.

Niño è oggi il patron della Prodigy Network, una delle piattaforme per crowdfunding immobiliare più apprezzate al mondo, sebbene ancora non sia sbarcata sul mercato italiano.

I vantaggi del crowdfunding immobiliare in Italia: come investire

Come abbiamo già detto, e come è doveroso ripetere, uno dei più grandi vantaggi del real estate crowdfunding è quello di permettere a chiunque di investire, non solo alle grandi imprese già operanti nel mercato immobiliare su larga scala.

Generalmente, i grandi investimenti immobiliari richiedono a chi li opera di versare ingenti somme di denaro, ma con il crowdfunding queste somme possono essere raggiunte sommando piccole quantità versate da tanti diversi utenti. Chiaramente, per poter accedere a questo tipo di operazioni si rende necessaria l’intermediazione di una società di settore esperta nel campo degli investimenti, che sia in grado di localizzare gli immobili più promettenti e gestire le diverse quote di partecipazione

Tutto ciò, ovvero l’incontro fra piccoli investitori e imprese di settore, avviene online, e più precisamente tramite una delle tante piattaforme di crowdfunding immobiliare, che ha ogni ragione per garantire un guadagno ai singoli utenti partecipanti perché da questo scaturirà anche il suo. Ne parleremo più approfonditamente nella parte conclusiva di questo articolo.

Il processo di investimento

Interessante, vero? Questo metodo di finanziamento si presenta come un’opportunità unica per permettere anche ai piccoli investitori di “giocare in Serie A”, pur senza disporre di grandi fortune.

Vediamo quindi più da vicino come funziona il sistema, e quali sono i rischi a cui fare attenzione al di là dei vantaggi appena elencati.

Il concetto è abbastanza semplice. Prima di tutto, iniziamo col dire che i gestori della piattaforma sono responsabili di scegliere il progetto da finanziare. Visto che non possono permettersi di fallire, generalmente questi progetti trovano sostanza in edifici ubicati in zone ad alto rendimento (ad esempio, le grandi metropoli italiane come Roma, Milano, Napoli, Torino e Firenze o i luoghi di villeggiatura di lusso).

All’interno di queste macroaree verranno poi selezionate le microaree o i quartieri in cui la possibilità di fare netto è pressoché certa: un appartamento vista Colosseo a Roma, solo per fare un esempio, prima o poi finirà per avere un valore di vendita superiore a quello di acquisto.

Una volta localizzato il quartiere si passa a esaminare gli edifici qui presenti. Questi possono essere già esistenti oppure ancora da costruire. Vengono infine acquistati, poi rivenduti nell’attesa della maturazione degli utili generati dalla vendita o dalla messa in affitto. Per questo, scegliere attentamente il progetto in cui si investirà è un momento delicatissimo, e va appunto affidato a esperti di settore.

Sarà poi l’utente finale, a seconda del suo fiuto e del suo intuito, a decidere quale dei diversi progetti finanziare, con un guadagno medio dopo 5 anni che oscilla fra il 5 e il 10% rispetto a quanto investito.

Una volta ottenuti gli utili, la società a responsabilità limitata che nella “vita reale” si era presa in carico di investire sull’immobile per conto della piattaforma viene dissolta, e se ne crea un’altra per investire su altri progetti.

Investire con il crowdfunding immobiliare: i (pochi) rischi e come minimizzarli

Anche se il sistema è relativamente semplice, le condizioni da rispettare abbastanza chiare e i vantaggi relativamente apparenti, come per ogni forma di investimento non mancano i rischi a cui gli investitori sono consapevoli di andare in contro. Ne vediamo alcuni di seguito.

Svalutazione della proprietà

Una proprietà può perdere valore per molte ragioni, alcune delle quali tutt’altro che prevedibili. E questo può accadere in qualsiasi momento, anche a ridosso della chiusura dell’investimento. La crisi del 2008, partita proprio dal mercato immobiliare, ne è stata una dimostrazione lampante. Chiaramente, se ciò dovesse accadere, avrà effetti anche sugli utili di chi ha creduto nel progetto.

Mancanza di liquidità

Alcuni progetti si materializzano immediatamente, altri potrebbero concretizzarsi solo dopo molti anni. E durante questo lasso di tempo l’utente non potrà contare sul denaro che ha investito anche se dovesse averne estremo bisogno, a meno che qualcun altro non decida di rilevarne la posizione.

Nessun potere decisionale

Partecipare a un progetto di crowdfunding non ti dà alcun diritto di prendere decisioni sull’evolversi dell’investimento. In quanto utente ti limiterai a investire del denaro in avventure condotte da altri, che avranno facoltà di agire come meglio preferiscono a livello gestionale. Se qualcosa non ti sta bene, non avrai potere per far valere le tue posizioni.

Rischi legati agli imprevisti

Le diverse autorizzazioni, incidenti di varia natura, le decisioni amministrative possono essere causa di ritardo nell’ultimare la realizzazione delle opere su cui hai investito. Tutti questi imprevisti potranno avere il loro peso sulla redditività del progetto.

Come minimizzare i rischi

I rischi, dunque, ci sono. Ma risulta anche evidente che sono pochi e tutti facilmente minimizzabili. Ad esempio, scegliendo una piattaforma che si occupa solo di ristrutturazioni di appartamenti che poi andranno venduti sarà di base molto più sicuro che scommettere su quelli che ancora devono essere costruiti.

Inoltre, e questa è una regola d’oro per ogni investimento, diversificare il proprio portafoglio potrà fare solo bene: se un progetto va male, un altro potrebbe andare a gonfie vele. Ad esempio, anziché investire 5.000 € su un singolo progetto se ne potrebbero investire 1.000 su cinque diversi. Le probabilità di un disastro totale su 5 fronti sono prevedibilmente molto più basse che su uno solo.

Infine, prima di investire sarà fondamentale analizzare i dati resi disponibili dalla piattaforma che ti interessa. I progetti già finanziati e venduti saranno utili per farti un’idea su come, dove e secondo quali modalità la società opera. Ricordati poi che aver guadagnato in passato non vuol dire necessariamente tornare a farlo in futuro. E se hai ottenuto un vantaggio dal crowdfunding immobiliare e ritieni che la tua esperienza nel settore sia terminata, non devi sentirti in alcun modo obbligato a reinvestire parte degli utili maturati.

Siti di crowdfunding immobiliare: le migliori piattaforme presenti in Italia

Concludiamo questo articolo con una breve carrellata delle migliori piattaforme di crowdfunding immobiliare che è possibile utilizzare in Italia e che operano (anche) sul suolo italiano.

Diciamo subito che il funzionamento di tutte è molto simile, sebbene man mano che ne nascono di nuove si fanno sempre più diversificate le offerte e soprattutto le modalità per entrare a far parte del gruppo di investitori.

Re-Lender

Re-Lender (click per il sito ufficiale) è il primo progetto in Italia per quello che riguarda il crowdfunding di edifici di riqualificazione urbana.

In sostanza, Re-Lender si occupa del crowdfunding pensato per la riconversione industriale, ecologica, immobiliare e tecnologica.

In un mondo in cui si tende sempre di più verso la sostenibilità, i progetti di Re-Lender sono proprio la soluzione ottimale.

L’investimento minimo parte da 50€ .

La sede a Milano garantisce il massimo supporto per gli utenti italiani.

L’iscrizione si può fare direttamente dal sito ufficiale.

Crowdestate

Attiva in Estonia già dal 2014, Crowdestate (click per il sito ufficiale) opera in Italia a partire da maggio 2018.

Mentre le modalità di registrazione rimangono immutate rispetto a quelle che abbiamo visto in precedenza, questa piattaforma si differenzia dalle altre per due ragioni principali. La prima è la soglia minima di accesso.

Con Crowdestate infatti si può investire nell’immobile anche con soli 100 euro.

La seconda riguarda il modo in cui vengono maturati gli utili. Su questa piattaforma, infatti, non si guadagna tramite quote societarie ma direttamente sugli immobili a reddito. Vuol dire che ogni singolo guadagno maturato dall’immobile, in qualsiasi forma esso avvenga, verrà redistribuito direttamente agli investitori, chiaramente in maniera proporzionale a quanto ognuno ha deciso di investire.

Per approfondire:

Housers

Nata in Spagna, oggi Housers è una realtà leader di mercato nel settore a livello europeo. Conta infatti una sede anche a Milano.

Dopo l’iscrizione gratuita (è necessario caricare documento di identità) dovrai aprire un conto e da quel momento potrai iniziare a investire tramite bonifico o carta di credito. Sono tre le modalità di partecipazione possibili.

  1. Risparmio: investimenti a medio/lungo termine (5/10 anni) su immobili in affitto. I rendimenti vengono calcolati su base mensile e derivano proprio dagli affitti versati dai locatari.
  2. Investimento, che avviene sulla costruzione di un immobile nuovo o sulla ristrutturazione di uno già esistente. Questi verranno poi venduti, e il guadagno sarà calcolato in base alla cifra di vendita.
  3. Tasso fisso. Sono gli investimenti a medio termine, che vanno da uno a 3 anni. Non si investe sugli immobili in senso stretto ma sulle società che li gestiscono. La quota investita verrà riottenuta allo scadere di un determinato periodo, aumentata con gli interessi concordati preventivamente.

Per approfondire:

Walliance

La “prima piattaforma italiana di equity crowdfunding per il mercato immobiliare” richiede una semplice registrazione gratuita, effettuabile anche tramite i profili social.

Dopo aver aperto il conto, si può iniziare a investire partendo da un capitale minimo di 500 € inserendo i propri dati e compilando il cosiddetto “questionario di appropriatezza”. Walliance si riserva di selezionare i propri investitori, pertanto bisognerà attendere il nulla osta. Se questo non dovesse essere rilasciato, verrai rimborsato per intero della somma versata.

Walliance può vantare la conclusione di alcuni progetti molto interessanti, come quelli che hanno visto coinvolti il Palazzo Cavour di Firenze, il resort Baia a Jesolo e un complesso residenziale a Trento. Opera anche a Venezia, Genova, Bologna, Roma, Torino, Milano e negli Stati Uniti.

Trusters

Nuovo arrivato nel panorama italiano del crowdfunding immobiliare, Trusters per ora opera prevalentemente nel milanese.

A differenza delle piattaforme concorrenti, con Trusters possiamo aprire e chiudere finanziamenti anche nell’arco di 9-18 mesi. È particolarmente vicina ai piccolissimi investitori quindi, ma non preclude l’accesso anche a costruttori e agenzie.

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