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Investire in materie prime 2019: ETF, Fondi e CFD

Investire in materie prime è una opzione interessante e remunerative. E' possibile farlo con gli ETF, i fondi e i CFD. Quale soluzione è migliore?

Le materie prime, in inglese commodities, sono tutti quegli elementi che servono a produrre altri beni. Ti sarà certamente capitato di investire o di sentire di investimenti su oro, argento o diamanti, ma in realtà questo particolare asset è molto più variegato. Contempla, ad esempio, anche il gas naturale e alcuni prodotti alimentari come il grano ed il cacao.

L’investimento in materie prime è solo da pochi decenni a portata dei piccoli risparmiatori. Originariamente infatti le commodities erano scambiate solo fisicamente. In pratica, per guadagnare dall’oro si dovevano possedere lingotti o monete. Altro sistema era quello dei futures, ossia un contratto su uno scambio commerciale a scadenza fissa. È chiaro che in tal modo le materie prime si configuravano come appannaggio elitario, esclusivo di aveva grosse somme da investire.

Oggi invece questa fetta di mercato è aperta a tutti, grazie all’utilizzo di strumenti quali gli ETF, i fondi di investimento o il trading in CFD: un’innovazione importantissima che aiuta gli investitori a diversificare il portafogli nel modo più vario possibile, operazione necessaria per minimizzare i rischi insiti in ogni attività finanziaria. Parleremo più approfonditamente in seguito di questi strumenti, così da chiarire il loro utilizzo ed evitare che dal loro impiego insicuro possano verificarsi perdite.

Le materie prime sono tra gli asset con più appeal, soprattutto perché sono slegati dall’andamento del mercato azionario e del forex. Vanno inoltre precisate le incredibili performance che nell’ultimo ventennio hanno interessato le commodities, i cui prezzi hanno registrato rialzi da record. Questo rally è dovuto principalmente a tre fattori: la crescita economica globale, l’offerta limitata (soprattutto per i metalli, che hanno lunghissimi tempi di formazione) e la domanda sempre più alta da parte dei Paesi in via di sviluppo.

Le migliori materie prime da investimento

All’interno di questa categoria vanno però fatte le opportune distinzioni: se il petrolio rallenta non è detto che sia seguito dalle altre materie prime, ad esempio. Vediamo quindi qualche caratteristica saliente delle principali materie prime in una breve guida alla scelta.

Oro


L’oro (quotazione oro) è la materia prima preferita dagli investitori tradizionalisti per la sua caratteristica di bene rifugio. Caratteristica del metallo giallo è infatti quella di crescere nei momenti di crisi e di rimanere stabile nei momenti di tranquillità economico-politica. Per questa ragione non è unanimemente considerato un vero e proprio investimento, quanto piuttosto una strategia di tutela del proprio capitale.

Per questa ragione introdurre un investimento in oro nel proprio portafogli fa sì che, in caso di grosse perdite per, ad esempio, azioni o obbligazioni deludenti, si possa bilanciare con i rendimenti della commodity. Si tratta insomma di un modo per proteggere la propria esposizione sugli altri mercati.

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Petrolio


Anche il petrolio (quotazione petrolio e quotazione petrolio Brent) è una commodity molto seguita dai trader, soprattutto per i rimbalzi dovuti da un lato alle politiche OPEC tese a contenere l’estrazione, e dall’altro alla produzione made in USA di olio di scisto, al contrario in forte crescita.

Investire in petrolio può essere fonte di ottimi guadagni a patto, per l’appunto, di tenersi aggiornati con costanza sulle manovre dei Paesi dell’OPEC e, in generale, di quelli che estraggono e raffinano l’oro nero.

Oltre a ciò, per una buona strategia di trading occorre l’analisi dei fondamentali macro-economici e dei flussi di investimento. Non ci sentiamo di consigliare questa materia prima, seppur molto remunerativa, ad investitori neofiti o inesperti del settore.

Diamanti


Esattamente con l’oro, anche i diamanti (quotazione diamanti) sono un bene rifugio. Si tratta di un investimento che ha dunque due grossi vantaggi: non subisce le oscillazioni dell’inflazione ed è al riparo dal rischio di default.

Altro motivo di convenienza riguarda il fatto che i diamanti non sono soggetti alla tassazione sul capital gain né viene su di loro applicata la tassa di successione. Si paga però l’IVA del 22%, a meno che non si depositino in una zona franca.

Attenzione: non esistono quotazioni ufficiali poiché ogni diamante, in quanto prodotto della natura, è unico. In seconda istanza, occorre diffidare da acquisti facili che sembrano l’occasione della vita: il pericolo delle copie sintetiche è sempre dietro l’angolo.

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Platino


Forse messo in ombra dal più famoso oro, il platino (quotazione platino) è forse tra le materie prime più sottovalutate. In realtà seguire le quotazioni del platino e investire può dare un ritorno economico non da poco: questo metallo è infatti in crescita poiché viene usato nel settore automobilistico, in particolare per la costruzione di marmitte catalitiche, ma anche in quello farmaceutico e della gioielleria.

Occorre però una certa cautela se si tratta con questo metallo. Non sappiamo nulla rispetto a quanto platino sia ancora disponibile nei giacimenti, per cui è difficile fare previsioni a lungo termine. Tuttavia, vista la varietà dei suoi impieghi, è verosimile considerare il trend rialzista.

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Gas Naturale


Negli ultimi anni un inaspettato ruolo da protagonista è spettato al gas naturale (quotazione gas naturale), soprattutto il metano, commodity che sta vivendo un periodo particolarmente florido. Sono previsti ulteriori incrementi in merito alla produzione e alla domanda, soprattutto nell’ottica della crescente attenzione per la greeneconomy.

Parametro da tenere in considerazione è l’andamento del dollaro. Gli USA sono infatti tra i più importanti Paesi esportatori, e dunque è probabile che se la domanda continua ad aumentare, i governi delle Nazioni che importano gas debbano acquistare sempre più biglietti verdi.

Argento


Anche il silver (quotazione argento) è un ottimo investimento per chi desidera inserire le materie prime all’interno del proprio portafogli. Questo metallo gode sempre di una buona considerazione sui mercati, e il suo impiego si sta espandendo esponenzialmente. Pensiamo ad esempio al comparto elettronico e dell’hi-tech, o a quanto siano di moda i gioielli in argento.

Il grosso punto a favore dell’argento rispetto all’oro o al petrolio è la sua grande disponibilità. Si calcola che le riserve di argento siano superiori di circa 18 volte quelle dell’antagonista giallo. La strategia migliore è quella di un investimento sul medio-lungo periodo, soprattutto perché il suo prezzo potrebbe crescere a ritmi vertiginosi grazie all’impiego per la costruzione dei sempre più diffusi pannelli solari.

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Rame


Il rame (quotazione rame), scusando il gioco di parole, potrebbe rivelarsi una miniera d’oro a lungo termine. Per circa 20 anni infatti questa commodity ha vissuto crolli continui, segnando rialzi solo nel 3% delle giornate di borsa.

Il metallo ha però iniziato una risalita che appare piuttosto solida e costante. I vantaggi di un investimento sul lungo periodo sembrerebbero allettanti: dopo un ventennio il trend ribassista dovrebbe essere definitivamente agli sgoccioli, e se pure dovessero esserci delle settimane no, queste sarebbero in misura inferiore rispetto a quelle al rialzo.
In ottica diacronica e statistica il rame sembra una delle poche commodity su cui possiamo fare stime in positivo con una certa sicurezza.

Cacao


Sembrerebbe una burla ai meno esperti, eppure il cacao (quotazione cacao) è sì materia di trading, così come la soia, il cotone o l’olio EVO. In particolare però il cacao può riservare gradite sorprese in termini di guadagni.

Questa polvere nera che ci immaginiamo forse più come golosa leccornia che come oggetto di investimento, sta vedendo il suo prezzo salire di oltre il 2% annuo. Ciò è possibile perché si tratta di un bene durevole, molto richiesto, versatile e, soprattutto, con un mercato azionario relativamente giovane e dunque in espansione.

Attenzione però ai prezzi. Documentati sempre bene prima di acquistare o vendere perché il costo del cacao dipende sia dalla qualità, cioè dal tipo di pianta, sia dall’annata di produzione.

Come investire in materie prime

ETF in materie prime


Gli ETF in materie prime sono dei fondi che replicano un indice sulle materie prime ed effettuano negoziazioni sulla borsa valori. Sono, insomma, contratti finanziari che ci consentono un’esposizione sul mercato delle commodities senza la necessità di possedere fisicamente ettolitri di petrolio o migliaia di lingotti d’oro.

La scelta di ETF è davvero molto ampia: possiamo scegliere fondi che escludano alcune materie prime che non sono di nostro interesse, optare per un ETF, come quello di Bloomberg, che tenga in considerazioni parametri come la liquidità, il potenziale di diversificazione e l’importanza economica delle società presenti, o ancora indici che privilegino future a breve o a lunga scadenza.

Come si intuisce si tratta di uno strumento finanziario davvero molto complesso, cui consigliamo l’applicazione ai più esperti o a chi è disposto ad investire nel tempo nella selezione di un ETF vario e adatto alle sue esigenze.

Fondi di investimento in materie prime


Investire in materie prime tramite fondi di investimento significare attuare un’operazione indiretta. Ciò significa che, ad esempio, non investiamo direttamente in cacao, ma puntiamo parte dei nostri risparmi su azioni di società collegate a questa commodity, come quelle agroalimentari.

I fondi consentono di guadagnare solo quando i prezzi salgono, dal momento che è proibito andare al ribasso. Seconda nota negativa è che dal momento che si parla di azioni, la performance del fondo dipende non solo dall’andamento della materia prima, ma anche dalle oscillazioni del mercato e dai punti di forza e/o debolezza di quella società.
Ci sono certamente anche dei vantaggi, come ad esempio l’ulteriore diversificazione del portafogli, la facilità e il poco tempo che necessita un investimento del genere.

Trading in materie prime con i CFD


Fare trading con le materie prime è un’operazione finanziaria che, se condotta con razionalità e attenzione, può rivelarsi molto remunerativa e perfino divertente.

Il primo passo da fare è quello di affidarsi a broker per materie prime seri, conosciuti e affidabili.

Sulla base delle proprie aspettative e del proprio modo di vivere gli investimenti, le materie prime possono essere oggetto di trading online sia a breve, che a medio, che a lungo periodo. Se si riesce a mantenere parte del proprio capitale “bloccato” a lungo termine, si abbatte gran parte del rischio. Lo abbiamo detto a proposito del rame, ad esempio, destinato al rialzo nei prossimi anni.

Semplificando, possiamo dire che la maggior parte delle materie prime, ad eccezione in parte di quelle “cruciali” come l’oro o il petrolio, mostrano un mean reverting, cioè un pattern comportamentale che tende a portare la commodity su un valore medio. Cosa accade quindi quando, ad esempio, l’argento ha un prezzo di molto superiore o inferiore? Succede che il metallo è sopravvalutato o sottovalutato; nel primo caso tenderà a scendere e nel secondo a salire, parlando sempre di ipotesi sul lungo periodo. Lo stesso discorso si può fare in merito al rapporto tra quotazione materie prime e dollaro americano: poiché le commodities sono quotate in USD, esiste una correlazione tra il loro valore e quello del dollaro americano.

Sono insomma una serie di concause a rendere il mercato delle commodities altamente volatile sul medio e breve periodo. Per questa ragione occorre sempre affiancare l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale, attuando strategie nate dalla convergenza dei risultati.

Altri fattori da controllare facendo trading sulle materie prime sono la situazione geopolitica, le condizioni atmosferiche, accordi internazionali e sovranazionali, catastrofi naturali e la rete dei trasporti, oltre che ovviamente i concetti di contango e backwardation, propri delle materie prime.

I Contract For Difference rappresentano uno strumento finanziario molto apprezzato per il trading. In pratica, si negoziano CFD che replicano le performance di futures o azioni su materie prime. Il valore del CFD dipende cioè da quello di un asset sottostante.

Questi strumenti presentano una serie di vantaggi che consentono di guadagnare rapidamente: uno di questi è costituito dalla leva finanziaria, che moltiplica l’esposizione rispetto al margine iniziale. Attenzione al suo utilizzo perché può rivelarsi un’arma a doppio taglio!

Importanti opzioni a tutela del proprio patrimonio, e di cui suggeriamo l’utilizzo, sono lo stop loss e lo stop limit. Il primo segna un fermo alla quota massima che siamo disposti a perdere, il secondo, al contrario, chiude in automatico la posizione quando è stata ottenuta la somma precedentemente determinata.

Si possono comprare materie prime fisicamente?


Alcune delle materie prime di cui abbiamo parlato possono anche essere possedute fisicamente, ma di certo non è il caso del petrolio o del gas naturale.

Comprare il bene fisico vale soprattutto per i metalli, che hanno un valore intrinseco. L’oro ad esempio è acquistabile in lingotti e monete d’oro, come le sterline d'oro o il marengo; negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio boom di vendite di lingotti come regalo di battesimo o prima comunione, a testimoniare il potere di questa commodity di veicolare l’interesse degli acquirenti, con la certezza che il suo valore aumenterà nel tempo.

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Lo stesso discorso vale per l’argento, il platino, il rame, di cui si possono collezionare anche monili o complementi d’arredo. In particolare, molti investitori acquistano metalli preziosi in Germania o Estonia, Paesi su cui non viene applicata l’IVA. In tutti i casi, raccomandiamo la sottoscrizione di una polizza assicurativa a tutela dei propri beni.

Qualche scrupolo in più va in vece posto sui diamanti. Oltre al pericolo di falsi a cui abbiamo accennato, c’è un altro rischio connesso con l’acquisto di queste pietre, e riguarda la loro provenienza. Stiamo parlando dei cosiddetti bloody diamonds, provenienti da zone di conflitto e i cui ricavati sono impiegati per il finanziamento di lotte armate e gruppi terroristici. Altro svantaggio nel possedere i diamanti è la loro scarsa attrattiva sul mercato secondario: venderli, a differenza di quel che accade per i metalli, può essere molto complicato, e gli intermediari, di solito, chiedono commissioni salatissime.

Riguardo il cacao non spenderemo molte parole: probabilmente è più piacevole usarlo in cucina che tenerlo a tonnellate in garage!

I corsi video di HeklaMoney

HeklaMoney è un sistema molto interessante per imparare a fare trading con le materie prime. Mette a disposizione degli iscritti dei video che spiegano, in maniera dettagliata e molto semplice, come investire in commodities, quali sono le migliori e che opportunità e perché scegliere determinate commodities piuttosto che altre.

Previsioni materie prime 2019

Se il 2017 è stato l’anno delle materie prime, secondo gli esperti questo trend dovrebbe proseguire lungo tutto il 2019. I rialzi riguarderanno l’intero comparto, ma occorrerà stare attenti agli investimenti sul breve periodo. In particolare il petrolio sembra aver iniziato l’anno all’insegna della volatilità; il prezzo dovrebbe stabilizzarsi dall’estate in avanti, portando il Brent a poco più di 62$ al barile. Complice di questa situazione è la politica di tagli alla produzione dell’OPEC, di cui abbiamo già parlato, nonostante la frenetica attività estrattiva degli USA possa acuire oscillazioni di costo.

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, il rally sarà causato dall’aumento della domanda a fronte invece di un’offerta sempre più esigua. Del resto i tempi di rinnovamento dei metalli non sono brevi, e di molti non sappiamo neppure quante scorte siano disponibili. Ciò vale soprattutto per oro, diamanti e platino, il cui fascino come asset di speculazione e, al contempo, beni rifugio non sembra accennare a diminuire.

Per ragioni di brevità non ci siamo potuti soffermare su ogni singola materia prima, ma riportiamo previsioni positive anche rispetto al caffè, allo zucchero, al mais e al cotone, dovute ad un decremento delle colture tanto nell’UE che nei Paesi del Sud America.

Conviene investire in materie prime?

Come sempre, il mondo della finanza non è di certo contraddistinto da verità assolute. Tuttavia il ruolo delle commodities è talmente centrale nella nostra vita quotidiana che non è verosimile teorizzare un fallimento di tutto il comparto.

Oltre a ciò va puntualizzato che molti materiali che fanno parte della categoria stanno registrando consumi in netta crescita, soprattutto per gli utilizzi industriali e del settore energetico. Del resto, in un’ottica di massima diversificazione del portafogli di investimento, riteniamo sia consigliabile dedicare una percentuale del proprio capitale alle materie prime, e ancor meglio differenziare ancora all’interno, facendo trading, ad esempio, sia su commodity agroalimentari che sui metalli preziosi.

Alla base della convenienza, che a nostro parere è indubbio, rimane comunque la predisposizione soggettiva all’analisi del mercato. Se investiamo in cacao dovremo porre attenzione alla stagione, se investiamo in petrolio sarà essenziale valutare l’andamento del dollaro.

Insomma, le possibilità speculative sulle materie prime sono davvero molto interessanti, soprattutto per chi è interessato ad investimenti sul lungo periodo che garantiscano una certa tranquillità. Viceversa, spostandoci termini più brevi, si dovrà dedicare del tempo allo studio del settore e dei fondamentali. In tutti i casi il vantaggio principale è potere esplorare questo territorio in maniera più sicura rispetto al trading su azioni e obbligazioni corporate, e soprattutto senza la necessità di possedere il bene fisico.

Infine, le commodities sono un’importante difesa dei propri risparmi dai rischi dell’inflazione, dal momento che sono beni di immediato consumi e il cui costo, quindi, tende a ricalcare quello della vita.

Scritto da Gino Topini. Appassionato di investimenti, trading e criptovalute, sono stato relatore presso il China Forex Expo 2017 e protagonista di un podcast sul sito canadese Desire To Trade.

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