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Investire 1000 euro in Buoni Fruttiferi Postali 2017: i Rendimenti

Parliamo di Buoni Fruttiferi Postali e di come poter investire nel 2017 in questa forma di investimento sicura.

Uno dei metodi più sicuri di investimento anche di piccole somme come 1.000 euro, i Buoni Fruttiferi Postali garantiscono la restituzione del capitale investito e permettono di guadagnare un certo tasso di interesse, a seconda del tipo di buono scelto.

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Buoni Fruttiferi Postali, come funzionano

Quando si parla di investimenti sicuri una delle prime alternative che viene in mente sono le Poste Italiane. Da sempre il “nostro” istituto postale è stata la prima scelta dei nostri nonni e genitori quando si trattava di mettere da parte o di investire un po' di denaro. La frase “mettere i soldi alla Posta” sarà stata pronunciata in ogni famiglia.

I libretti postali sono affiancati, dal 1924, dai Buoni Fruttiferi Postali, forme di risparmio che assicurano la restituzione del capitale investito a cui sono aggiunti gli interessi maturati per tutto il periodo.

I buoni possono essere emessi sia in forma cartacea (per chi preferisce avere qualche cosa di “concreto” tra le mani, oppure in forma di buoni postali dematerializzati.

A chi sono rivolti

Ottimi per chi vuole diversificare il proprio investimento e cerca degli investimenti sicuri, con elevata garanzia di riavere indietro il capitale versato più una certa quota di interessi. E sappiamo bene quanto è importante diversificare gli investimenti, su Forex Trading Italia ne abbiamo parlato già diverse volte.

Perché sceglierli

La garanzia di riavere il capitale investito e la possibilità di scegliere tra varie tipologie di buoni (a seconda della durata e del rendimento) lo rendono l'investimento ideale a chi non vuole rischiare molto ma non vuole comunque lasciare da parte i suoi soldi senza investire.

Se non sei ancora sicuro, leggi anche perché dovresti scegliere i buoni fruttiferi postali.

Nuova offerta 2017 2018

Poste Italiane ha da poco reso nota una nuova proposta di BFP che permette di avere remunerazioni fino allo 0,70%, decisamente più elevate rispetto a quelle classiche.

Si tratta di una nuova versione 2017 di BFP a 3 Anni Plus, che dunque è sottoscrivile quest'anno e rimane valida nel 2018, 2019 e fino al 2020.

Il rendimento di questi buoni, come detto, è pari allo 0,70% annuo lordo.

Come alternativa ai BFP potresti provare MoneyFarm, con noi senza impegno

Tipi di piani di risparmio 2017

Al momento, Poste Italiane permette la sottoscrizione solo di 3 tipologie di buoni fruttiferi postali:

  • Ordinario, il classico piano di risparmio di Poste Italiane, con un rendimento sicuro che cresce nel tempo
  • Per minori, per chi vuole assicurare un futuro migliore ai propri figli regalandogli un investimento vantaggioso e sicuro
  • BFP a due anni fedeltà, per reinvestire le somme dei buoni fruttiferi postali scaduti
  • BFP a 3 anni plus, la soluzione ideale per fare degli investimenti intelligenti e in completa sicurezza, della durata di 3 anni. Questa tipologia di buoni garantisce di avere, oltre al rimborso del capitale, anche un rendimento certo maggiore rispetto a quello dei classici Buoni a tasso fisso, in considerazione del fatto che il calcolo degli interessi sono accreditati solo nel caso di rimborso a scadenza.

Altre forme di BFP che erano sottoscrivibili in passato, ma che non lo sono più (e non si sa se torneranno in futuro) sono:
  • Europa, per avere un rendimento legato ai mercati azionari dell'Europa
  • 18 mesi, 3x4 e 4x4, per chi desidera avere un rendimento sicuro, rispettivamente, ogni 18 mesi, 3 anni o 4 anni
  • 4x4 Risparmi Nuovi, per investire la nuova liquidità
  • A 3 anni e A 3 anni Extra, per avere un rendimento competitivo senza o con Piano di Risparmio
  • Eredità Sicura, dedicato a che eredita una somma di denaro e vuole investirla in maniera sicura
  • Indicizzato all'inflazione, un piano di risparmio indicizzato ogni 2 mesi all'inflazione

Capitalizzazione dei Buoni Fruttiferi Postali

Secondo un recente decreto dell'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), la capitalizzazione dei Buoni Fruttiferi Postali deve essere fatta sulla base delle condizioni del buono e non di successivi decreti.

Quanto successo ad un consumatore di Grosseto è una cosa emblematica.

In sostanza, egli aveva sottoscritto dei buoni Postali nel 1998, sui quali c'era scritto che, alla scadenza, il capitale sarebbe triplicato.

Giunti alla fatidica data, i buoni postali hanno fruttato solo un raddoppio del capitale, invece che il suo triplicarsi.

Le Poste Italiane hanno risposto dicendo che la cosa era dovuta al fatto che, dal 1998 ad oggi, erano intervenuti tutta una serie di decreti che hanno ridotto i vantaggi economici del Buoni Postali fruttiferi.

Il consumatore, dopo la brutta notizia, ha adìto all'arbitro bancario, il quale ha emesso una "sentenza" definitiva affermando che a valere è quando indicato sul titolo sottoscritto, non invece eventuali decreti di leggi che sono successivi ad esso.

Ecco dunque che le Poste Italiane sono state costrette a versare la differenza.

Per questo motivo, relativamente alla capitalizzazione, fate sempre attenzione a quanto riportato dal titolo, poiché sarà tale indicazione ad assumere valore legale.

Rendimenti 2017 Buoni Fruttiferi Postali

Il conteggio dei rendimenti dei Buoni Fruttiferi Postali viene fatto secondo la tipologia di BFP che si sottoscrive e considerando le spese e le imposte legate al possesso di questi titoli di investimento sicuro.

Per i buoni postali fruttiferi ordinari il rendimento va da un tasso nominale annuo lordo dello 0,01% per i titoli con scadenza a 1 anno, fino allo 0,60% per quelli che scadono a 20 anni.

Tabella Rendimenti BFP Ordinari Tabella Rendimenti BFP Ordinari
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Nel caso dei buoni fruttiferi a 2 anni fedeltà la remunerazione viene calcolata sulla base con un sistema "sopra la pari": il valore di emissione è pari a 100, mentre quello di rimborso alla fine del secondo anno a 100,7 netto. Ciò significa che al termine del 24° mese, dunque a scadenza, si incasseranno 0,70 euro netti di guadagno per ogni 100 euro di BFP a 2 anni fedeltà posseduti, il che significa una remunerazione netta dello 0,35% circa annuo.

Il rendimento dei buoni postali per minori, invece, ha un rendimento che viene calcolato sulla base del momento in cui l'intestatario compirà il 18° anno di età, e si da un tasso effettivo di rendimento a scadenza dello 0,22% per chi diventa maggiorenne quest'anno, fino allo 0,34% per i neonati che diventeranno maggiorenni tra 18 anni esatti.

Calcolo dei Buoni Fruttiferi Postali

Per poter sapere quanto vale il tuo buono fruttifero, Poste Italiane ha messo a disposizione uno strumento gratuito di calcolo. Basta indicare la tipologia di buono, la data di emissione e quella di rimborso futura, la data di nascita di chi lo ha sottoscritto e l'importo del buono fruttifero postale. Cliccando poi su "Calcola" sarà possibile avere il rendimento di questo investimento sicuro.

BFP: Interessi 2017

Nel calcolo del rendimento dei BFP occorre considerare prima di tutto il tasso di interesse applicato al titolo stesso, sottraendo al conteggio sia il costo per il bollo statale che quello per l'imposta che occorre versare allo stato:

  • il bollo è pari allo 0,2 per mille della somma investita;
  • l'imposta (o tassa buoni fruttiferi postali) da pagare è pari, invece, al 12,5% della remunerazione da interesse (pari a quella di tutti gli altri titoli di stato, come BOT e BTP)

Le serie dei BPF

I rendimenti di questi investimenti postali sono calcolati a seconda delle serie degli stessi. Ad ogni serie corrisponde un rendimento, ed ognuna di esse è stata emessa in un particolare periodo storico.

Di seguito le serie complete dei buoni fruttiferi, ognuna delle quali con massima scadenza 30 anni.

Serie "I" dal 18/11/53 al 19/04/70 tassi dal 3,75% al 5%
Serie "L" dal 20/04/70 al 30/09/74 tassi dal 5% al 6,25%
Serie "M" dal 01/10/74 al 30/06/76 tassi dal 7% al 9%
Serie "N" dal 01/07/76 al 31/08/81 tassi dal 9% al 11%
Serie "O" dal 01/09/81 al 30/06/84 tassi dal 9% al 16%
Serie "P" dal 01/07/84 al 30/06/86 tassi dal 9% al 15%
Serie "Q" dal 01/07/86 al 31/10/95 tassi dal 8% al 12%
Serie "R" dal 01/11/95 al 30/11/96 tassi dal 7% al 11,5%
Serie "S" dal 01/12/96 al 23/06/97 tassi dal 5,5% al 9%
Serie "T" dal 01/07/97 al 31/12/97 tassi dal 4,75% al 8,25%
Serie "U" dal 01/01/98 al 09/12/98 tassi dal 4,25% al 6,5%
Serie "V" dal 10/12/98 al 01/03/99 tassi dal 3,5% al 6%
Serie "W" dal 02/03/99 al 20/12/99 tassi dal 3% al 5,25%
Serie "X" dal 21/12/99 al 04/03/00 tassi dal 3,25% al 5,75%
Serie "Y" dal 05/03/00 al 15/07/00 tassi dal 3,75% al 7%
Serie "Z" dal 16/07/00 al 27/12/00 tassi dal 4,50% al 6,5%

Come scegliere investimenti remunerativi

I buoni fruttiferi postali sono davvero il top per quanto riguarda la sicurezza, anche grazie alla garanzia fornita da Poste Italiane. Però, come diciamo sempre su Forex Trading Italia, la diversificazione è un concetto fondamentale per diminuire al massimo i rischi che si corrono. E' per questo motivo che bisognerebbe sempre puntare alla personalizzazione dell'investimento, affidandosi magari ai consigli di investitori esperti che "sanno il fatto loro".

In questo senso ci sentiamo di consigliare MoneyFarm, un servizio di consulenza finanziaria italiano indipendente, che ha oltre il 90% di clienti soddisfatti. MoneyFarm si può provare gratis, senza impegno, così da valutare l'effettiva utilità dello stesso per sé stesso, perché ognuno di noi è un investitore diverso dall'altro.

Ripetiamo il nostro consiglio se cerchi un investimento sicuro. Nel 2017 i rendimenti netti dei BFP sono al minimo, dai un'occhiata a MoneyFarm, con noi lo provi senza impegno

Autore: Gino Topini

Giudizi e Recensioni su "Investire 1000 euro in Buoni Fruttiferi Postali 2017: i Rendimenti" da parte dei nostri utenti:

hamou:

e una miseria ,pero meglio di lasciargli in banca a 0 interesse

giacomo:

posso intestare il buono ad un minorenne

filippo:

15.000,00 in buoni fruttiferi vincolati per 5 anni allo scadere quanto mi dovrebbe rendere?

Gianni Zorzi:

Attenzione, quanto scrivete sull'ABF deve essere corretto onde evitare di dare informazioni fuorvianti.

L'ABF decide per la rimborsabilità del buono secondo le indicazioni riportate a tergo (tabelle o timbri), se più favorevoli al risparmiatore, solamente se sono (semplificando) il frutto di un errore dell'impiegato postale al momento della sottoscrizione del buono (ad es. utilizzo di un modulo o di un timbro appartenente a una serie diversa da quella in vigore al momento della sottoscrizione).

L'ABF invece sistematicamente rigetta le richieste di risarcimento per tutti i buoni fruttiferi emessi prima del famigerato DM 1986 (quello che ha ridotto i tassi dei buoni già emessi in precedenza).

Nel contempo, l'ABF conferma la validità delle nuove norme (introdotte nel corso del 1999) che impediscono la possibilità di riduzione degli interessi successiva all'emissione dei buoni.

Dunque ciò che è scritto nell'articolo è valido esclusivamente per i buoni emessi a partire dal 1999.

Forex Trading Italia: Salve Gianni, grazie per la sua precisazione, davvero interessante e puntale. Saluti.

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