Piccoli investimenti: come investire piccole somme

Investire piccole somme di denaro non vuol dire avere scarsi rendimenti; ecco le alternative disponibili sul mercato finanziario per fare piccoli investimenti remunerativi.

Piccoli investimenti: come investire piccole somme

Si crede comunemente che il mondo della finanza sia accessibile solo a chi ha grandi cifre da investire; un ambiente elitario, insomma, che esclude capitali più modesti che sembrano essere destinati solo a forme di risparmio gestito. Spesso, infatti, budget ridotti vengono incanalati verso conti deposito, libretti postali , buoni fruttiferi et similia, e certamente sono buoni strumenti per, appunto, tenere i propri soldi al sicuro.

Tuttavia in questi casi non possiamo parlare di investimento a scopo speculativo, cioè di guadagno, in quanto gli interessi sono per lo più irrisori e, una volta maturati, occorre fare i conti con il caro vita.

Come conviene investire piccole somme? Strategia per piccoli investimenti.

In realtà è un grosso errore pensare che non si possa investire con cifre, diciamo, non da capogiro, e lo dimostreremo subito cercando di fornire una serie di spunti adatti ai piccoli risparmiatori. Non è del resto detto che i guadagni derivati siano irrisori, anzi: con un po’ di oculatezza è possibile sfruttare il cosiddetto effetto palla di neve. In pratica si tratta di reinvestire una parte degli introiti iniziali, così da aumentare esponenzialmente il capitale da impiegare su più asset, esattamente come una palla di neve che scende dalla montagna e incrementa di volume.

All’inizio, infatti, se la somma a tua disposizione è limitata, non potrai avere un’esposizione su più mercati e/o strumenti; però, con qualche oculato accorgimento, avrai la possibilità di moltiplicare il budget e dunque orientarti verso una maggiore diversificazione del portafogli, assicurandoti una rendita di sicuro interesse. Che è poi il metodo migliore per minimizzare i rischi e assicurarsi un profitto.

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Vediamo quindi subito come investire piccole somme in maniera proficua.

Investire piccole somme in azioni

Forse dall’esterno le Borse possono sembrare l’ecosistema degli “squali” della finanzia, inaccessibili a noi comuni mortali. Eppure Piazza Affari consente di acquistare anche una sola azione, il che significa che puoi iniziare a muovere i tuoi primi passi con, ad esempio 10 euro; troverai comunque titoli di società anche più economici, e a ciò dovrai aggiungere la commissione che la tua banca applica per il servizio (in media diciamo dall’ 0,5% al 4%). Il processo è ormai facile e veloce, basta andare allo sportello oppure effettuare le operazioni da casa tramite la piattaforma di trading del tuo istituto di credito. Se sei nuovo degli investimenti suggeriamo comunque di recarti in banca fisicamente almeno una volta così da parlare con un consulente; ecco comunque qualche consiglio su dove investire.

Anzitutto occorre considerare il “dove” nel suo significato geografico; il fatto che tu stia investendo pochi soldi non significa che sia lecito operare con leggerezza, quindi sarà utile puntare ai settori più redditizi di ogni Paese. Per quanto concerne l’Italia, ad esempio, grande input stanno avendo le piccole e medie imprese dei comparti moda, automotive e, più in generale, tutto il made in Italy. Occasioni su biotecnologie e informatica si trovano invece sui mercati cinesi e statunitensi.

Oltre alle azioni singole puoi pensare di investire in ETF, soprattutto se sei proiettato ad un guadagno sul lungo periodo. Molte quote partono da appena 25 euro, e il vantaggio è che in questo modo si dividono i propri risparmi su più azioni contemporaneamente. Un investimento più sicuro e più capillare, ma attenzione ai costi. Se hai già un conto titoli gratuito incluso nel contratto di conto corrente, gli ETF potrebbero essere un’ottima soluzione, viceversa i costi connessi alla compravendita potrebbero non valerne la pena.

Investire con il trading online

C’è però un altro modo più dinamico, e redditizio per investire sulle azioni (ma in realtà anche su altri asset) che non acquistare: dedicarsi al trading online, così da risparmiare sui costi bancari di cui sopra. Anche in questo caso il procedimento è semplice e accessibile anche ai novelli: compriamo la quota di un titolo e la rivendiamo quando il suo prezzo sarà aumentato. Naturalmente in questo caso occorre studiare un po’ l’azienda in questione e i fondamentali che guidano l’andamento delle azioni, perché questa strategia funziona se il trend è rialzista. Al contrario possiamo vendere allo scoperto e chiudere la posizione durante i momenti ribassisti, aspettando che il titolo perde ancora valore.

La maggior parte dei broker online autorizza depositi minimi a partire da 100 euro, e offre anche la possibilità di aprire un conto demo gratuito così da testare le strategie senza perdere nulla.

Ovviamente non troviamo solo azioni, anzi, il trading online è sempre più diffuso proprio perché, su un’unica piattaforma, puoi frazionare i 100 euro che hai depositato su moltissimi asset. Va da sé che il tipo di guadagno è strettamente legato all’asset. Tornando alle azioni, guadagnerai tramite dividendi (come accade se investi tramite la tua banca), una sorta di premio per la partecipazione all’impresa. Si può anche speculare dalla compravendita di altri beni, come le commodity; ancora, se punti su titoli di stato e obbligazioni corporate otterrai invece interessi periodici, dal momento che i due strumenti sono a tutti gli effetti un prestito che concedi.

Investire con i CFD

Comprare azioni in modo tradizionale, che sia allo sportello con il tuo cassiere di fiducia o online sulle piattaforme dedicate, ha diversi vantaggi; diventi azionista a tutti gli effetti e ti crei una rendita periodica garantita senza dover perdere ulteriore tempo. L’altra faccia della medaglia è che però tutto ciò ti espone ad un grosso rischio, ossia a quello del fallimento della controparte. Certo, società molto solide o addirittura Stati non si pensa mai possano incorrere in disastri di questo genere, seppur mai dire mai. Come abbiamo rilevato all’inizio, diversificare piccole somme può essere difficile ma non impossibile.

Entra a questo punto in gioco il trading con i CFD, attuabile sulle stesse piattaforme broker che offrono strumenti più tradizionali. Si tratta di strumenti derivati che ti consentono di guadagnare anche quando il titolo è in ribasso: in pratica fai una previsione e vedi se si avvera, a prescindere dalla sua direzione. In questo caso non possediamo le azioni (o valute, obbligazioni, ecc…), bensì un contratto che ne replica l’andamento. Sembra facile ma anche qui dovrai investire un po’ di tempo per studiare gli asset su cui vuoi puntare i famosi 100 euro; di certo però ne vale la pena, soprattutto se sei propenso al rischio e intendi utilizzare la leva finanziaria. Con la leva, infatti, e le strategie giuste, la tua piccola somma iniziale potrebbe diventare un bel bottino in poco tempo.

Investire nel crowdfunding immobiliare

In quasi tutto il mondo investire sul mattone è considerato un porto sicuro per i propri risparmi; questa sensazione, peraltro non errata, è particolare viva in Italia, ma appare chiaro come acquistare un immobile non possa essere inserito nella stessa frase di “piccole somme”. Per fortuna ancora una volta ci viene incontro la tecnologia: l’ultima frontiera per investire nel real estate, anche se non si dispone di capitali milionari, è infatti il crowdfunding immobiliare. Un po’ come per le azioni, non compriamo un intero appartamento ma una sua quota.

Questo è il progetto di lending crowdfunding messo a punto da Housers, che con un entry level di 50 euro ti consente di ricevere affitti proporzionali al valore del tuo investimento. Non solo, ma sei tu a decidere, dalla vetrina della piattaforma, quale immobile sarà il tuo “cavallo vincente”. Ulteriori possibilità di Housers è quella che ti permette di partecipare, con la tua quota, a prestiti a tasso fisso verso società di sviluppo immobiliare, nonché a prestiti partecipativi a 12 o 24 mesi. Quest’ultima opportuna vedrà il tuo ricavo consistente nel ritorno del credito sommato alla plusvalenza proporzionale all’investimento fatto.

Citiamo tra le varie piattaforme anche Walliance, che si occupa piuttosto di equity crowdfunding. Ciò su cui investi non è l’immobile, ma la quota societaria: diventi socio a tutti gli effetti del gruppo che propone tal progetto-business plan. Attenzione però, la cifra minima per partecipare è di 500 euro, che potrebbe non da tutti essere considerata “piccola somma”. I guadagni sono comunque interessanti, si parte dal 10% di ROI ma si arriva spesso anche ad oltre il doppio di tale percentuale.

Investire in cryptovalute

Quasi sicuramente hai letto cryptovalute e hai fatto un’espressione scettica, e in effetti viste le performance del 2018 una reazione del genere potrebbe essere comprensibile. Tuttavia secondo moltissimi analisti, il 2019 potrebbe essere l’anno della ripresa, soprattutto per il Bitcoin; tutto il comparto, in realtà, sta registrando risultati positivi, e si valuti anche che le crypto appaiono ben più stabili di quanto non lo fossero fino a due anni fa. Sembrerebbe che la volatilità si sia ridotta, e gli investitori sono tornati ad interessarsi alle valute digitali, ecco il motivo dei rialzi.

Anche in questo caso potresti fare trading con i CFD, in modo da investire sui BTC senza metter mano a quasi 4.000 dollari, ma ricordiamo che ciò significa non possedere “materialmente” (scusando il paradosso in tema di monete virtuali!) i token. Dipende insomma da che investitori si è e che cosa si sta cercando. Puntate rapide, dinamiche e con il “brivido” dell’inatteso sicuramente si sposano bene con la filosofia del CFD, ma se prediligi un orizzonte di lungo periodo potresti preferire comprare i token.

In questo caso potresti orientarti su Ripple, ad esempio la più “istituzionale” delle crypto, appoggiata perfino dalle banche tradizionali e illustri multinazionali; al momento della scrittura il prezzo è praticamente irrisorio, circa 0,31 dollari.

Val la pena sottolineare la differenza tra i due tipi di operazione, ma è impossibile stabilire quale sia la soluzione migliore in assoluto; con i CFD si “gioca” sulle oscillazioni e variazioni di prezzo, e il guadagno sta tutto lì, mentre acquistare una criptovaluta significa sperare in un rally per rivenderla ad un prezzo esponenzialmente aumentato. In questo secondo caso valuta molto attentamente il progetto e orientati verso un token in circolazione già da qualche anno.